Starship Troopers
by Robert A. Heinlein
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In un futuro molto lontano, in una società in cui l'eguaglianza è un diritto che si conquista con un duro addestramento militare, Johnny Rico vuole essere un cittadino completo. Figlio di un uomo senza diritti civili, cerca il riscatto arruolandosi nella Fanteria dello Spazio, il corpo militare che caccia

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GalionsGalions wrote a review
09
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Diritti politici per veterani
Pubblicato in origine nel 1959 e vincitore del premio Hugo l’anno successivo, ‘Fanteria dello spazio’ è valso alcune accuse superficiali ed ingiustificate ad Heinlein di essere un reazionario, fascista e militarista.
In realtà dopo aver letto il romanzo è piuttosto evidente che questo giudizio è decisamente grossolano.
Il protagonista Johnny Rico rinuncia al termine della sua adolescenza ad una vita agiata nell’azienda di famiglia per intraprendere il durissimo addestramento militare della Fanteria Spaziale Mobile, scontrandosi tra l’altro con la ferrea volontà contraria del padre.
Assicurare alla patria almeno due anni di ferma volontaria significa guadagnare l’esercizio dei diritti politici e la piena cittadinanza.
Come già accaduto con altri romanzi l’elemento narrativo è funzionale ad Heinlein per veicolare le proprie idee attraverso un personaggio secondario, che in questo caso è il professore Dubois, docente di storia e filosofia morale, oltre che veterano in congedo della Fanteria e figura di importante educatore per Johnny.
Anche il giornalista e scrittore Pietro Cheli, nella sua introduzione all’edizione di Urania Collezione, ci tiene a precisare che un presidente come George Bush Jr non sarebbe piaciuto ad Heinlein, proprio perché, al contrario di Johnny, costui ha approfittato del potere del padre per sottrarsi sostanzialmente ai suoi doveri verso la patria, pretesi invece dai soldati spediti in Iraq durante il suo mandato e con motivazioni false.
L’autore concepisce una società paritaria tra donne e uomini, aspetto nient’affatto scontato negli anni ’50 del secolo scorso, e cosmopolita in merito alla nazionalità, dove ciò che conta è quello che ciascuno riesce ad offrire nel suo mettersi al servizio della comunità.
Per questo, in contrasto con l’esempio riportato da Cheli, verrebbe da dire che Heinlein è ispirato piuttosto dal detto kennedyano: ‘non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese’.
Tutto questo però non scorre affatto liscio come l’olio, perché l’autore si sofferma ripetutamente su parecchi dettagli della vita militare del protagonista e certamente non con la leggerezza necessaria: pagine su pagine di delucidazioni sulla gerarchia militare, sulle promozioni, persino sulle abitudini della sala mensa delle astronavi e la noia presto vi assale inesorabilmente. 
Lo stile di Heinlein rimane semplice e scorrevole, grazie anche al lavoro di traduzione di Hilja Brinis, ma è proprio il suo dilungarsi su dettagli insignificanti a far perdere la pazienza, e non è sufficiente il finale dove l’azione sul campo non riesce a risollevare le sorti di quello che doveva essere un romanzo di fantascienza ed è invece un ibrido saggistico-narrativo imperdonabilmente soporifero.
Chiude il volume un breve saggio di Giuseppe Lippi sull’autore e la controversia di quest’ultimo con il suo primo editore circa la pubblicazione di questo romanzo.
Dario VareseDario Varese wrote a review
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“Starship Troopers”; di Robert A.Heinlein, kindle edition

The protagonist of this well-known SF’s novel is Juan Rico who lives in a near future (compared to the sixties of the twentieth century!) in a unified and pacified world but threatened by an alien bugs-like race.
Peace and order have been obtained (and restored) after a devasting world war thanks to the initiative of some veterans who enforced a new order based on an elitist form of democracy that bestows only to "citizens” a certain set of “rights” (for example the active and passive right of voting). A “citizen” is one who has carried on the military service.

Son of a rich family, the young Rico, contrary to the opinion of his parents, chooses to enlist as a volunteer in MI (mobile infantry).
Basically, the novel tells the transformation of a frivolous eighteen young man in a real one, first through a very hard and selective military training, then as a result of the war events in which it will be involved.

From my point of view, it is very difficult to judge this novel.
One of the things that left me puzzled is that the author has spent more time explaining his political vision and the difficult path that leads the protagonist to understand it, compared to what he has told of the story itself and, of the war events.

Basically, even if utopias or dystopias are a common currency in SF, they normally form the background and not the main topic of the story. Here, on the contrary, the impression is that the personal story of the protagonist and the Bugs war are just an excuse to describe a political and philosophical alternative.

So, at the end I can say:
1) Interesting as a political and philosophical point of view (even if I am not sure I would agree!).
2) Not very engaging as a SF story.
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Juan Rico è il giovane protagonista di questo famoso romanzo di fantascienza: Egli vive in un futuro prossimo (rispetto agli anni '60 del XX secolo!) In un mondo unificato e pacificato ma minacciato da una razza aliena di insetti.

La pace e l'ordine sulla Terra sono stati ottenuti (e restaurati) a seguito di una devastante guerra mondiale grazie all'iniziativa di alcuni veterani che hanno imposto un nuovo ordine politico basato su una forma elitaria di democrazia, che conferisce solo ai "cittadini" un certo insieme di "diritti" (per esempio il diritto attivo e passivo del voto). Per acquisire lo status di "cittadino" è necessario prestare, su base volontaria, almeno un turno di servizio militare (come minimo biennale).

Rampollo di una ricca famiglia, il giovane Rico sceglie di arruolarsi come volontario in MI (fanteria mobile) contro l’opinione dei suoi genitori e, da lì in poi, fondamentalmente, il romanzo racconta la progressiva trasformazione morale di un giovane e frivolo diciottenne in un “vero uomo”, prima attraverso un percorso di addestramento militare molto duro e selettivo, poi come risultato degli eventi bellici in cui si troverà coinvolto.

Costantemente sullo sfondo, come mentore dell’aspirante cittadino si staglia la figura e il ricordo di un ex professore di liceo, insegnante di storia e filosofia morale (cattedra riservata ai soli “cittadini”, ovvero ad ex militari!) e ex ufficiale della MI al quale viene spesso demandato il ruolo di interprete e relatore dell’utopia politica proposta dall'Autore.

Venendo al mio giudizio riguardo al romanzo, devo dire che ho trovato molto difficile stabilire esattamente il mio livello di gradimento dello stesso.

Premetto che ne avevo sentito parlare fin dalla mia adolescenza (quindi quasi 40 anni fa!) come di un caso “politico” (un po’ come successe in Italia al “Signore degli Anelli” di Tolkien) che divideva regolarmente i lettori fra detrattori, appartenenti alla “sinistra” e ferventi elogiatori che, invariabilmente, orbitavano politicamente a “destra”.

In effetti, a lettura ultimata, una delle cose che mi ha lasciato perplesso è che l'Autore abbia dedicato più tempo a spiegare la sua visione politica e il difficile percorso che porta il protagonista a comprenderla in pieno, rispetto a quanto invece sia effettivamente rilevante la vicenda in sé. La trama e, in particolare la guerra galattica mi sono sembrati, infatti piuttosto irrilevanti rispetto alla presentazione del modello sociale proposto da Heinlein e la sensazione è rimasta tale anche dopo aver riflettuto sul fatto che, in fondo, le utopie e/o le distopie costituiscano spesso una “valuta corrente” in SF, normalmente utilizzate per strutturare l’ambientazione di fondo entro la quale si svolge la vicenda.

Qui, al contrario, l'impressione è che la storia personale del protagonista e la guerra degli insetti siano solo una scusa per descrivere un'alternativa politica e filosofica.

Quindi alla fine posso dire:
1) Interessante come punto di vista politico e filosofico; anche se non sono sicuro che sarei d'accordo riguardo all'applicazione di un tale modello politico-sociale che appare, effettivamente abbastanza “destrorso”.
2) Non molto coinvolgente come storia di fantascienza in sé (l’adrenalina non scorre!).
HarpyHarpy wrote a review
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Fantascienza militarista
Questa non sarà una recensione particolarmente ficcante, per il semplice fatto che ho letto le prime duecento pagine cinque anni fa, poi ho misteriosamente dimenticato il libro senza nessuna ragione apparente (giuro che non mi stava annoiando, dev'essere successo qualcosa!) e oggi l'ho ripreso e finito ripartendo dal segnalibro. Si capirà che questo potrebbe aver spezzato il ritmo della narrazione. Comunque, ricordo che quando stavo leggendo la prima parte mi piaceva, e anche l'ultima frazione di libro l'ho trovata abbastanza avvincente; anche se mi rendo conto che molti potrebbero trovarlo noioso, o addirittura negativo nel suo spirito: forse è necessario essere una persona che subisce la fascinazione della mentalità militarista per apprezzare fino in fondo questo romanzo; io che al massimo posso tollerare l'esperienza nella versione annacquata di una partita di softair, si capirà perché ho messo solo 3 stellette. Heinlein fu, infatti, un soldato; ed è proprio dalla sua esperienza nell'esercito che egli attinge a piene mani per donare maggiore realismo al racconto della vita nei panni di una recluta della Fanteria Spaziale Mobile: i dialoghi, le azioni, le reazioni emotive, anche il modo di pensare dei soldati mi hanno dato infatti l'impressione di essere ricalcati su delle esperienze reali. In definitiva, m'è parso un esperimento letterario che avesse ragion d'essere. Del resto, anche quella del soldato è un'esperienza umana che merita di essere raccontata, e in quanto tale può ben contribuire a dare maggiore spessore al genere fantascientifico.