Stato di paura
by Michael Crichton
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Il miliardario e filantropo George Morton scompare in circostanze misteriose.Negli ultimi tempi Morton, grande finanziatore della causa ecologista (e primodonatore del NERF, una importante organizzazione ambientalista), avevacominciato a manifestare qualche dubbio sugli allarmi lanciati dagliscienziati. E aveva iniziato a sospettare del boss del NERF, Drake. Anche ilgiovane Peter Evans, avvocato di Morton e sincero ambientalista, inizia adavere qualche dubbio. Si avvicina dunque a John Kenner, uno scienziatoeccentrico e geniale di cui Morton pareva fidarsi. Kenner e i suoi soci, unteam assai bene assortito, si mettono sulle tracce di un pericoloso gruppoecoterrorista, viaggiando ai quattro angoli del pianeta.

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ThotThot wrote a review
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Lo stato di Vanuatu vuole intentare causa agli Stati Uniti che produce troppo inquinamento. Il NERF, un gruppo di attivisti americani vuole sostenere la causa con il suo pool di avvocati e studiosi. George Morton, miliardario che si spende per proteggere la Terra dall'inquinamento, sostiene il NERF con il suo denaro ma decide di ritirare il suo appoggio alla causa. Una sera Morton scompare. Il suo avvocato Peter Evans, coadiuvato dallo scienziato John Kenner e dalla segretaria di Morton, Sarah Jones, scopre che alcuni ecoterroristi si preparano a provocare disastri ecologici prima e in concomitanza con un'importante conferenza che si terrà a Los Angeles durante la quale si chiederà al mondo di produrre meno anidride carbonica per evitare l'aumento delle temperature e i relativi disastri che ne conseguono.
Il romanzo è corredato da tutta una serie di grafici raccolti da diverse pubblicazioni che sono state prodotte negli anni (fino al 2004, anno di pubblicazione del libro) che sembrano dimostrare come in realtà questo tanto pericoloso innalzamento generale delle temperature sulla Terra in realtà sia davvero minimo mentre è evidente solo nei pressi delle grandi città (ovviamente eventuali studi più recenti possono aver dimostrato il contrario). Crichton, sempre riferendosi a reali studi sociologici, imputa l'allarme allo Stato di paura che viene prodotto dalla PLM (struttura politico-legale-mediatica) che individua sempre nuove paure sulle quali fare leva "nascondendosi dietro la promozione della sicurezza: ai politici la paura serve per controllare la popolazione; ai legali servono i pericoli per fare le cause; ai media servono storie spaventose per catturare l'audience." Leggendo di questi studi mi sono reso conto come recenti passi indietro decisi da alcuni potenti del mondo non sono campati in aria ma seguono un fondamento scientifico. Ma, anche qui, Crichton dà la sua risposta: i risultati finali degli studi dipendono sempre da chi li commissiona: se serve che l'inquinamento sia causato dalla CO2, il risultato lo confermerà. Al contrario, se occorre che le variazioni di CO2 siano trascurabili, il risultato lo confermerà.
Willy BillWilly Bill wrote a review
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stato di paura
Noioso.
Antonio IppolitoAntonio Ippolito wrote a review
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Dopo aver letto “Andromeda” e “Eaters of the dead”, un romanzo decisamente bruttino, persino più di “Micro”. Crichton qui particolarmente sciatto, senza nemmeno spiegoni particolarmente approfonditi: solo fatti su fatti, evidenza controfattuale che le spiegazioni che venivano date dei cambiamenti climatici (allora, parliamo del 2004, chiamati più direttamente “riscaldamento globale”) erano troppo sommarie; ma allora tanto vale leggersi “L’ambientalista scettico”, uscito proprio in quegli anni e ben più nutrito di fatti.
In un paese poco ambientalista come il nostro, criticare gli ambientalisti sembra come sparare sulla Croce Rossa; oltre tutto sono passati 13 anni e non possiamo non constatare come i ghiacciai continuino ad arretrare, gli oceani a inacidirsi, le barriere coralline a sbriciolarsi, i ghiacci artici a ridursi. D’altro canto, tuttora nessuno possiede modelli climatici che permettano previsioni affidabili anche solo generiche, né è divenuto chiaro quanto non era chiaro allora, ovvero le ragioni dei grandi cambiamenti climatici plurisecolari: com’è che intorno all’anno 1'000, con l’Europa tornata al massimo storico di estensione forestale, la temperatura era così alta che i coloni vichinghi potevano coltivare l’orzo nel sud della Groenlandia; e perché nei secoli successivi la temperatura è poi scesa fino alla piccola era glaciale del XIV-XVI sec., per poi riprendere a salire ben prima della Rivoluzione Industriale?
Abbiamo più teorie: l’importanza dei particolati, i cicli di macchie solari semplici e complessi, eruzioni vulcaniche come quella che portò alla nascita della società vichinga sulle ceneri della civiltà contadina precedente.. chissà.
Leggere Crichton è pur sempre come leggersi un manuale divulgativo su un dato argomento scientifico, con l’aggiunta di una trama d’azione; peccato che in questo caso la trama sia sconclusionata quanto alcune delle molte tesi esposte.
Abbondano scene di azione fin troppo cinematografiche, come quella di Peter e Sarah precipitati nel crepaccio con il loro gatto delle nevi (“snowtrack”), anche se l’affascinante ambientazione antartica poteva essere sfruttata di più; o scene genuinamente horror, come il vanesio attore impegnato nella causa ambientalista che finisce letteralmente mangiato (vivo) dalle popolazioni indigene che lodava come “buoni selvaggi”; o l’idea dei sicarii che uccidono applicando alle vittime un particolare polpo australiano, velenosissimo e che non lascia tracce. Interessanti certe tecnologie, come la cavitazione. Ma non ci si può appassionare ai due superuomini Kenner e Sajong, scienziati tecnologi e militari, che scorrazzano per il mondo in jet a sventare gli attentati degli ecoterroristi, quasi costituissero una CIA o uno SHIELD da soli; mentre il povero avvocato Evans sopravvive a una serie di devastante di tentativi di ucciderlo, per essere poi sballottato ai quattro angoli del globo, senza che si capisca bene il perché dell’una o dell’altra cosa; è pure diviso tra due donne affascinanti, la bionda Sarah, californiana dedita al benessere, e la bruna Jennifer, “un tipo newyorchese” esperta di arti marziali; al punto che l’apparente indecisione di lui snerva anch’esse.
Peter Evans ha il ruolo dell’ingenuo pupillo che il duro ma saggio professor Kenner deve portare alla consapevolezza che molto di quanto viene propagandato sul riscaldamento globale è, appunto, propaganda. Viene persino salvato, chissà come!, dopo essere stato morso dal letale polpo contro il cui veleno non esiste contravveleno..
E che dire del folle professore che a un certo punto cerca di intromettersi nella conferenza sui “Cambiamenti climatici improvvisi” per esporre una teoria ancora più paranoica: finita la Guerra Fredda, è necessario un altro nemico per spaventare le popolazioni e convincerle all’ubbidienza; questo nemico, propagandato dal “Complesso Politico-Legale-Mediatico”, potrebbe essere il riscaldamento global?
Per fortuna Crichton stesso nella conclusione afferma che il romanzo espone punti di vista diversi e contrastanti, nessuno dei quali coincide necessariamente con il pensiero dell’autore.