Storia dell'immigrazione straniera in Italia
by Michele Colucci
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Per la prima volta si propone una ricostruzione storica dell'immigrazione straniera in Italia, a partire dal 1945. Ingressi, flussi, leggi, generazioni, lavori, conflitti e speranze si intrecciano con un ritmo sempre più incalzante fino ad arrivare ai nostri giorni. Il volume traccia la dimensione quantitativa del fenomeno nel corso del tempo e la sua evoluzione, il radicamento sul territorio, le politiche adottate per governarlo, le polemiche che ne sono scaturite, l'impatto che ha avuto sulla società. Le fonti utilizzate sono numerose: dalle inchieste sociali al dibattito politico, dalle testimonianze dei protagonisti alle statistiche, dagli archivi istituzionali fino alle cronache dei giornali. Ne emerge il profilo sfaccettato di una grande trasformazione, indispensabile per capire l'Italia di oggi.

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Redazione DiacronieRedazione Diacronie wrote a review
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Recensione a cura di Alessandro Stoppoloni
Se si prendessero in esame le prime pagine di un qualunque quotidiano italiano degli ultimi due anni (a prescindere dall’orientamento politico della testata) probabilmente l’immigrazione straniera risulterebbe essere uno dei temi più trattati. Stesso discorso per gli altri mezzi di informazione, compresi i social network. Non manca l’attenzione nemmeno sull’emigrazione italiana: il tema viene ciclicamente riproposto, di solito a tinte fosche. Spesso le considerazioni proposte sull’uno o l’altro aspetto sono legate a un evento specifico e non riescono ad analizzare in profondità il problema che hanno di fronte, fermandosi a considerazioni superficiali. Come ci ricorda però Michele Colucci nella conclusione del suo libro, facendo ricorso a delle citazioni di Marc Bloch, il metodo storico dà a chi vuole usarlo proprio la possibilità di cogliere nessi e relazioni che altrimenti rischiano di sfuggire alle singole prospettive. Questo sembra essere stato proprio l’intento dell’autore durante la stesura del libro: il risultato è un volume di dimensioni ridotte ma ricco di fonti e accessibile anche a chi non ha solide conoscenze di base del tema. Michele Colucci è attualmente ricercatore presso l’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche a Napoli e si occupa da tempo di migrazioni, pubblicando contributi, per fare solo alcuni esempi, sull’emigrazione italiana, sull’importanza della disoccupazione e sulle rimesse. […]
studistorici.com/2020/03/29/stoppoloni_numero_41
cormoranocormorano wrote a review
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Le sfocate politiche italiane
Nel 1964, quando ancora nessuno si sarebbe immaginato un'Italia paese di immigrazione e meta di un "Boat People", con il componimento "Profezia" Pasolini fu l'unico ad avere questo "fiuto sociologico".
Se anche la politica italiana fosse stata capace di tanto fiuto sociologico, oggi il problema migratorio non sarebbe così sensibile, al più avrebbe connotazioni non così drammaticamente estreme come quelle attuali.
Il fatto è che, come ben dimostra Michele Colucci in questo raffinato e preciso lavoro, le istituzioni pubbliche hanno affrontato l'immigrazione dal dopoguera in poi con uno sguardo "sfocato", sempre fuori tempo. Infatti, il provvedimento più utilizzato dalle varie classi politiche è quello della "sanatoria", rivelatore, perciò, dello squilibrio tra l'intensità dei processi ed i ritardi della volontà di volerli governare.
Se poi leggiamo che il cardine istituzionale su cui si è quasi sempre retta la "governace" delle politiche migratorie è il Ministero dell'Interno, comprendiamo facilmente, e l'autore anche qui ci è di grande aiuto, come la politica abbia sempre inteso i migranti come un problema di ordine pubblico e di perenne emergenza.
Da un altro libro (HO IMPARATO, di Enrico Letta) si comprende come un'efficace risposta alla migrazione non avrebbe permesso alcuni avvenimenti attuali. Letta, infatti, si chiede "Salvini, Orbán e Brexit ci sarebbero stati se alla crisi migratoria si fosse risposto per tempo e con soluzioni efficaci?"
Trenette65Trenette65 wrote a review
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