Storia della bambina perduta: l'amica geniale: libro quarto
by Elena Ferrante
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Versione integrale
2 compact disc (.mp3), 17 h 40 min.

Capitolo conclusivo della fortunatissima tetralogia L’amica geniale. Con Napoli i conti non sono mai chiusi ed Elena, scrittrice ormai affermata, torna a vivere nella città da cui era fuggita. Qui ritrova Lila, diventata imprenditrice

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ManuManu wrote a review
24
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Finale all'altezza per Le Amiche Geniali - 4 di 4.
Anche le cose belle prima o poi finiscono. Con questo quarto volume arriviamo alla fine del ciclo dell’Amica Geniale, alla fine di una storia che ha emozionato e appassionato, ma non alla fine dell’amicizia più bella che io abbia mai potuto ammirare tra le pagine di un libro. Lila e Lenù sono adulte, hanno la loro vita e la loro famiglia, ma il destino sceglie di riunirle, anche fisicamente. Elena, a causa di alcuni cambiamenti molto importanti, torna a vivere a Napoli e successivamente torna anche nel rione in cui è nata, nell’appartamento sopra a quello di Lila. Nel periodo in cui le due amiche vivono di nuovo praticamente insieme, il loro rapporto si rafforza ancora di più, anche grazie al rapporto che i figli e le figlie delle due donne stringono tra di loro. Lila è sempre più testarda e decisa a perseguire i suoi obiettivi. Lenù, ormai scrittrice affermata, cerca una stabilità che, a causa del suo rapporto conflittuale con Napoli e dei molti problemi con le figlie e con l’ex marito, non trova quasi mai nella città natia. La svolta arriva in seguito ad un avvenimento doloroso e scioccante, che segna Lila per sempre, rendendola più sfuggente ed imprevedibile. Quando le figlie di Elena sono ormai maggiorenni e compiono scelte di vita importanti e differenti tra loro, lei si trasferisce a Torino e il rapporto con Lila viene messo a dura prova, soprattutto a causa di un patto infranto: Elena non avrebbe mai dovuto parlare di Lila in un libro, ma quando pubblica il romanzo “Un’amicizia”, in cui racconta dell’amica, il rapporto viene troncato quasi definitivamente. Il finale, apertissimo, riprende le primissime pagine del primo volume, in cui veniva raccontato che Gennaro, il figlio di Lila, contatta Lenù, dicendole che la madre non si trova più da diverse settimane e non ci sono tracce di lei. Per questo motivo Elena ha deciso di scrivere i quattro volumi dell’Amica Geniale, per non permettere a Lila di sparire definitivamente, per imprimere su carta tutti i ricordi che ha della loro storia e per farla vivere nella memoria, sua e delle altre persone. L’amicizia che lega le protagoniste non può essere terminata ed il filo, a tratti invisibile durante il corso della storia, che non permette alle due amiche di separarsi, emerge prepotentemente alla fine, quando Elena apre il pacco che le arriva per posta una mattina nella sua casa di Torino e rimane a bocca aperta. Non si sa dove sia finita Lila, sta al lettore scegliere il destino dell’Amica Geniale di Elena (perché sì, sono entrambe l’Amica Geniale dell’altra), ma si sa che il legame tra le due è un tesoro che entrambe possiedono e che tutti noi vorremmo avere con qualcuno. Ho amato pochi libri come i quattro che compongono il ciclo dell’Amica geniale. Per un periodo della mia vita mi hanno accompagnato, tra lacrime e risate, con un mix di emozioni fortissime e contrastanti tra di loro, facendomi immergere totalmente nella storia e facendomi desiderare che non finisse mai. Purtroppo, anche le cose belle (soprattutto quelle) finiscono, ed è giusto così, ma rimangono impresse nella nostra memoria e nel nostro cuore.
Ilaria CampariIlaria Campari wrote a review
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Trovo difficilissimo commentare questa saga.


Parto dalla difficoltà con cui ho accettato che questo fosse l'ultimo capitolo: leggere i libri di Elena Ferrante mi ha letteralmente aperto un mondo.

Mentre leggevo, mi sono resa conto più volte che non era solo la storia in sè ad appassionarmi, ma prima di tutto lo stile della scrittura: proseguire nella lettura di questi libri mi ha dato l'impressione che il modo di strutturare i miei pensieri si modificasse gradualmente, che le idee si formassero in maniera più semplice e più lineare grazie alla chiarezza espositiva di questi romanzi. Che un libro avesse questo potere, mi è capitato rarissime volte.


Dopo la lettura di questo ultimo capitolo - in cui sono raccontate l'età adulta e poi la vecchiaia di Elena e Lila - mi sono ritrovata a fare diverse considerazioni sulla storia e sul finale.


La prima è che tra i due personaggi, ho sempre preferito Lila (che considero la vera "amica geniale"), con il suo equilibrio sempre instabile tra un'intelligenza brillante e sanità mentale precaria ( a mio parere evidente, ad esempio, in episodi come quello del capodanno nel primo libro, l'ansia incurabile nel periodo del lavoro in fabbrica, il terremoto e poi la perdita della piccola Tina nell'ultimo libro); tra crudeltà (a mio avviso unico modo per difendersi dalle delusioni e dalla violenza in cui è cresciuta ed è stata trascinata fin da piccola), gentilezza; evidente fragilità e determinazione tenace, senza mezzi termini.

Mi sono sempre chiesta, comunque, se questa mia preferenza non fosse in qualche modo voluta dall'autrice: Elena infatti, la voce narrante, è spesso svalutante nei propri riguardi e tende ad attribuire la fonte di ogni sua aspirazione e successo a Lila, sempre un passo avanti rispetto a lei. Al contrario Lila affida spesso ad Elena il ruolo di "amica geniale" che sa allontanarsi dal rione e da Napoli, che farà cose grandi: mi sono spesso chiesta se, in una storia narrata da Lila, la mia preferita non sarebbe stata Elena.


(Spoiler: a seguire, considerazioni sul finale!)


La seconda considerazione riguarda naturalmente il finale: la sparizione di Lila e il ritrovamento delle bambole.

Ho letto le ultime pagine con una sensazione di attesa crescente, sperando ad ogni pagina di trovare svelato il mistero di Tina, di vedere Lila ricomparire. Inizialmente la sensazione è stata quella di una forte delusione (finisce qua?), ma poi ho iniziato a fare mille pensieri: non sono riuscita a trovare una spiegazione a questo finale che chiude un cerchio e allo stesso tempo lascia libera interpretazione.

MI pare in ogni caso che Elena, in fin dei conti, abbia sempre interpretato in maniera scorretta e spesso travisato il significato delle scelte e i pensieri della sua amica (mi vengono in mente il significato attribuito alla fuga da scuola per andare verso Napoli e poi il ritorno improvviso verso casa nel primo libro, i pensieri attribuiti a Lila dopo la perdita di Tina nell'ultimo). Io stessa non trovo valide le considerazioni fatte da Elena a seguito della pubblicazione di "Un'amicizia": Lila non si fa più sentire perché Elena, contravvenendo ad un patto, ha scritto di lei? O piuttosto perché ha scritto di Tina? Di sensazioni che non conosce affatto (come si è visto in maniera evidente nel dialogo in cui Lila rivela il suo dubbio riguardo alla foto su Panorama)?

In base all'idea che mi sono costruita dei personaggi, mi sono ritrovata a pensare che Lila volesse, sì, "sparire", ma il fatto di rivelarsi così chiaramente e in una maniera così individuale ad Elena, attraverso le bambole, sia anche stato un modo per dire "Hai visto cosa si prova ad attendere un ritorno? A non sapere più nulla?"

SensationDariaSensationDaria wrote a review
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🔚Si conclude con questo libro la storia di Lila e Lenù, nemiche-amiche dall’infanzia alla vecchiaia.

⭕️ La serie di romanzi ha una struttura circolare: l’epilogo del quarto volume continua e conclude (si fa per dire) la prefazione del primo.

👵🏼 Viene qui narrata la vecchiaia delle protagoniste. Il ritorno al rione mi ha resa felicissima. Con il passare del tempo sembra che i personaggi si consumino e lascino sempre più aria alla città. Napoli si sforza di raccontarsi attraverso fatti storici che l’hanno resa la città che è ora. Politica, società, geografia, droga, editoria sono tutti i temi che vengono trattati. A volte si inseriscono nella narrazione attraverso eventi che restano sul contorno della vita; altre si fanno più prepotenti catturando la lingua di alcuni personaggi, i titoli di certi giornali, intrappolando i pensieri dei giovani rivoluzionari. Speravo in un approfondimento del rapporto con le figlie, e invece mi è rimasto un po’ l’amaro in bocca, se non fosse di qualche siparietto che per l prima volta porta attrito in casa Greco-Airota-Sareatore.

⚖️ E ora quello che volete veramente sapere: ma, quindi, questa saga vale la pena? Assolutamente sì! La penna di Ferrante è sagace, tagliente e onesta. I primi due libri li ho apprezzati maggiormente perché si dedicano a dare spessore ai personaggi, mentre gli ultimi due li ho percepiti un pochi più noiosi, forse perché leggere di politica non mi entusiasma. Ci ho trovato comunque l’urgenza di raccontare Napoli e questo aspetto mi è piaciuto assai!
AriAri wrote a review
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