Storia della bellezza
by Umberto Eco
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La Bellezza non è mai stata, nel corso dei secoli, un valore assoluto e atemporale: sia la Bellezza fisica, che la Bellezza divina hanno assunto forme diverse: è stata armonica o dionisiaca, si è associata alla mostruosità nel Medioevo e all'armonia delle sfere celesti nel Rinascimento; ha assunto l... More

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StruwwelpeterStruwwelpeter wrote a review
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Una storia del significato del “bello” dall’antichità ai giorni nostri attraverso le parole (quelle dell’autore, ma anche quelle dei testi originali ampiamente riportati) e attraverso le immagini, il che per un libro che parla di bellezza è pregio non da poco: dalla bellezza come qualità dell’anima nella Grecia antica alle contraddizioni tra consumo commerciale e provocazioni delle avanguardie nel mondo contemporaneo; dalle ceramiche attiche all’orinatoio di Duchamp; dalla Venere di Willendorf a Monica Bellucci fotografata per il calendario Pirelli.
Già, perché seguendo il «sincretismo totale» dell’arte contemporanea Eco mette insieme un po’ tutto ciò a cui si può associare la qualità di “bello”: arte, corpo umano, manifesti, immagini di film e pure progetti di macchine. Ora, mettere insieme cultura alta e cultura pop, si sa, è uno dei marchi di fabbrica di Eco, ma in questo caso è anche il limite del libro: finché la trattazione della bellezza si limita all’arte fila via lineare, mentre quando inizia ad estenderla un po’ troppo – diciamo dall’Ottocento in qua – si fa fatica ad individuare una logica unica per la bellezza, e suona come una facile scappatoia quella dell’autore di rinunciare a interpretarla richiamandosi a contraddizioni che non si possono spiegare.
Comunque consigliatissimo.
P.S.: Le selezioni delle opere più significative della storia dell’arte sono una tentazione irresistibile perché ognuno dica la sua su cosa manca. Personalmente credo che se oggi c’è un autore ingiustamente trascurato, anche dal libro di Eco, questo sia il Bergognone con le sue straordinarie Madonne.
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Qualcuno sostiene, forse in parte giustamente, che si tratta di pura speculazione editoriale, di un insieme di informazioni che si possono già facilmente trovare su Wikipedia.

Aggiungo che il 90% degli argomenti qui riportati vengono comunemente trattati nei licei nelle ore di filosofia, italiano, storia dell'arte.

Il problema è che o chi le ha ascoltate nelle aule scolastiche se le è dimenticate già mezz'ora dopo averle sentite e che crearsi un'opinione consultando Wikipedia o Internet in generale è impossibile. Non difficile, impossibile. Troppi dati, troppe contradditorietà, nessuna visione d'insieme.

Quindi l'operazione fatta da Eco in questo volume mi pare molto interessante, sintetica, curata, generalista pur non scadendo nel banale.

L'evolversi del concetto di bello da un'epoca a un'altra, secondo passaggi talvolta limpidi talvolta complessi, sta poi alla base del pensiero intellettuale delle varie età dell'Occidente ed è fondamentale anche per noi capire come il gusto estetico si sia formato e sia giunto sino ai giorni nostri.

Tre cose per chiudere:
- apparato fotografico di grandissimo livello; testi riportati molto interessanti e utili;
- trait d'union: ogni epoca o passaggio culturale nasce da quello immediatamente precedente o come esasperazione o come rifiuto (il barocco è l'accentuazione delle forme manieriste che a loro volta avevano rotto con il rigore e la rigidezza del primo Rinascimento - stesso discorso vale per il rapporto fra arte romana e greca e, in tempi più recenti, nei passaggi barocco-classicismo-neoclassicismo-romanticismo-art nouveau-razionalismo, in una linea retta che va dalla fantasia al rigore e di nuovo alla rottura degli schemi precedenti e a un nuovo tipo di regola, in un'eterna ricerca di un equilibrio impossibile da trovarsi);
- infine, come perfettamente conclude Eco, in un'epoca come la nostra, polverizzata, relativista, mass-mediatizzata, il concetto di bello , così come qualunque altro (bene, male, brutto, giusto, ecc ecc) si perde in un fiume come singola, effimera e microscopica goccia d'acqua. Il che non è necessariamente un male, ma nemmeno necessariamente un bene.
Anzi...

Prevedo un futuro prossimo in cui i dogmi torneranno cavalcando come i cavalieri dell'Apocalisse all'apertura del quarto sigillo.
Wu ShihWu Shih wrote a review
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Corrado PremudaCorrado Premuda wrote a review
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ArtemisiaArtemisia wrote a review
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