Storia di chi fugge e di chi resta
by Elena Ferrante
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Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso L'amica geniale e Storia del nuovo cognome, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l'agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

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ManuManu wrote a review
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Sottotono, ma il livello rimane alto - 3 di 4.
L’amicizia tra Lila ed Elena, ormai giovani donne, pronte ad affrontare la vita adulta, continua in questo terzo volume, forse un po’ sottotono rispetto sia ai precedenti, sia al successivo, quarto e ultimo romanzo del ciclo, ma comunque all’altezza ed in linea con il resto della storia. Parlerò sempre meno della trama per non fare spoiler. 
Come anticipato, le due amiche sono cresciute, hanno superato l’adolescenza, composta da momenti bellissimi ed altri dolorosi, in cui sono state compiute da entrambe scelte difficili. Questa è la storia di chi fugge e di chi resta (titolo azzeccatissimo), in cui le vite Lila e Lenù continuano ad avanzare ed evolversi insieme alla loro amicizia, che nonostante la distanza continua ad unirle, anche se (all’apparenza) con meno intensità rispetto ai romanzi precedenti. In ogni caso, Elena ha deciso fin da piccola di avere Lila come punto di riferimento, perciò nulla potrà scalfire la loro amicizia, né la distanza né i numerosi impegni che la vita porta con l’avanzare del tempo, e il parere dell’amica sarà sempre fondamentale per le sue scelte. Lila con il tempo si fortifica ulteriormente, mantenendo il suo carattere deciso e testardo, non facendosi abbattere da niente e nessuno, nonostante le difficoltà che le si pongono dinanzi. Ci sono alcuni momenti quasi “di stallo” all’interno del libro, ma sono alternati da diversi colpi di scena, il più grande verso la fine del romanzo, che segnerà una svolta per la storia e preparerà la strada per l’ultimo volume della serie. 
Trovo particolarmente interessante e molto probabilmente autobiografica, la scelta della diversa percezione (e di conseguenza del rapporto) che Lila e Lenù hanno della loro città. Lila è attaccata a Napoli in maniera morbosa, non vuole andarsene per nessun motivo, nemmeno per una breve vacanza, in quanto in quello spazio così familiare ha creato il suo mondo, in cui ha tutto sotto controllo. Elena invece vuole “fuggire” a tutti i costi, lontana dalla povertà e dal caos della sua infanzia e dell’adolescenza, e ogni volta che lascia la città cerca di liberarsi anche del suo accento, per non portare con sé tracce di Napoli; l’unica “cosa” che la tiene legata indissolubilmente alla sua città natia è Lila. Credo che l’autore o l’autrice che si cela dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante, probabilmente originari* di Napoli, provi dentro di sé un misto di amore e odio verso la città partenopea, e riversi questi sentimenti in due personaggi diversi nei suoi romanzi, per dar voce a tutto ciò che prova nei confronti di Napoli (anche nel romanzo L’Amore Molesto, Amalia e Delia incarnano due visioni diverse della città, una attaccata fortemente a essa, l’altra che se ne vuole liberare in qualunque modo). Anche nel personaggio che incarna “il ripudio” verso Napoli, però, c’è sempre un legame forte con la città, una forza misteriosa che non permette di liberarsene del tutto.
SensationDariaSensationDaria wrote a review
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Il terzo è il libro della denuncia sociale più seria e più aspra. Le ingiustizie verso il lavoro femminile in strada vengono urlate da Lila e difese dagli uomini del rione iscritti ai sindacati. Le rimpatriate fra vecchi amici finiscono sempre per diventare incontri politici in cui ciascuno sostiene o si oppone con le proprie opinioni.

Mi sono annoiata all’inizio, ma forse più per le tematiche e gli eventi raccontati che per una questione di ritmo narrativo, che oggettivamente rimane sempre specchio di una penna sagace e stimolante. Sono pezzi di vita quasi statici. Sempre vibranti, ma quasi incatenati a una certa immobilità di contrasto. La voglia di lottare che si impatta con il muro del non poter farci niente.

Negli ultimi capitoli, invece, diventa più trascinante, riprende la verità cruda e sozza del rione. Vengono scoperchiati sentimenti che si abbattono sui personaggi come uragani.

Più il tempo passa, più mi convinco che l’amicizia tra le protagoniste sia stata tossica fin da subito. Entrambe si modellano sull’altra, una appropriandosi passivamente delle aspirazioni dell’altra; e l’altra imperando intransigente sull’una, quasi a volerla schiacciare e far sfigurare. Mi sembra che alla fine si riduca tutto a una gara per stabilire chi è effettivamente più intelligente.

Più il tempo passa, più empatizzo con Lenù. Inizio l’ultimo volume con tanta curiosità (di ritornare al punto di partenza: la scomparsa di Lina),ma anche paura (che accada quello che temo).

❓Se avete letto questa serie, quale personaggio vi è entrato più nel cuore?

❓Se non l’avete letta, ne avete l’intenzione o proprio non vi ispira? Io sono partita scetticissima e alla fine mi sono ricreduta, ma non lo dico troppo forte prima della conclusione che potrebbe confermare o ribaltare la situazione 😋
LudwigLudwig wrote a review
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Spoiler Alert
BHBH wrote a review
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DreamDream wrote a review
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