Storia di un corpo
by Daniel Pennac
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Con la curiosità e la tenerezza del suo sguardo attento, con l’amore pudico con cui sempre osserva gli uomini, Pennac trova qui le parole giuste per raccontare la sola storia che ci fa davvero tutti uguali: grandiose e vulnerabili ...

Nood-Lesse's Review

Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
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Ti ho amata. Babbo

Non avevo mai letto Pennac e questo libro che si annunciava estraneo alla saga per la quale è divenuto famoso, mi incuriosiva. L'idea di scrivere un libro intero cercando di classificare le sensazioni del corpo e le sue reazioni con il passare degli anni è un progetto difficile e ambizioso. Pennac lo affida ad un uomo nato nel 1923 che ha attraversato la guerra, fatto la resistenza e poi intrapreso la carriera diplomatica. Quest’uomo, lascia in eredità il diario di una vita a sua figlia, concludendo la lettera di presentazione con “Ti ho amata. Papà”
È inevitabile che nel diario oltre alle sensazioni corporee finiscano valutazioni psicologiche e ricordi, l'intento principe però rimane e per 300 pagine il corpo futuro diplomatico ci racconta di crescita, sofferenza, godimento e decadimento dal suo punto di vista.
La formula diaristica depotenzia l'immedesimazione fino a disinnescarla. Ho letto e sottolineato vari passi da spettatore. Va chiarito che non si è al cospetto dell’elaborato di in grafomane, Pennac miscela con cura fatti primari e marginali, seri e ridicoli, alternandoli alla presentazione dei familiari e degli amici che attraverseranno la vita del diarista. Quando il corpo non parla, ci pensa Pennac a raccontare del contesto e lo fa bene, lo fa come uno che ha letto Romain Gary ed Ernest Hemingway (li cita entrambi) e che deve al primo più di qualche idea narrativa.
Ogni breve capitolo è marcato con la data di scrittura e l’età del redattore. Quando quell'età è stata in procinto di raggiungere la mia attuale ho cercato di reggere il colpo, quando l'ha superata mi sono intristito. Non ero pronto a leggere una delle possibili proiezioni dei miei anni a venire. Ho riconosciuto le prime flebili avvisaglie della vecchiaia destinate, come i malanni, a diventare “sempre più numerosi, più dolorosi con il passar degli anni” ho riconosciuto il mantra “Imparare a conviverci" a cui chiunque è costretto a ricorrere, purtroppo spesso prima che la vecchiaia sopraggiunga.
Ho preferito la parte finale a quella iniziale che in alcuni punti è inevitabilmente ripetitiva. Pennac non ha mostrato imbarazzo alcuno nel raccontare le funzioni meno nobili e meno letterarie svolte dal corpo, non ha avuto remore a parlare di masturbazione e polluzione, così come non si è nascosto di fronte ai sintomi della malattia grave.
Chiudo riportando un passo del libro
Povero medico! Passare la vita ad aggiustare un programma pensato per non durare. Altri scrivono Il deserto dei tartari. Frédéric è un capolavoro.
Sono d’accordo con Pennac e mi fa piacere che abbia deciso di scriverlo quando avrebbe potuto non farlo, che abbia deciso di farlo sapere a chi ancora non avesse letto il libro di Dino Buzzati. Storia del mio corpo non è capolavoro, però son contento di averlo letto: benvenuto a bordo Monsieur Pennac
(non mi si chieda ora di leggere Malaussène, non sono attrezzato, ho faticato perfino con “la vie devant soi” il romanzo di Gary che pare averlo ispirato)
Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
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Ti ho amata. Babbo

Non avevo mai letto Pennac e questo libro che si annunciava estraneo alla saga per la quale è divenuto famoso, mi incuriosiva. L'idea di scrivere un libro intero cercando di classificare le sensazioni del corpo e le sue reazioni con il passare degli anni è un progetto difficile e ambizioso. Pennac lo affida ad un uomo nato nel 1923 che ha attraversato la guerra, fatto la resistenza e poi intrapreso la carriera diplomatica. Quest’uomo, lascia in eredità il diario di una vita a sua figlia, concludendo la lettera di presentazione con “Ti ho amata. Papà”
È inevitabile che nel diario oltre alle sensazioni corporee finiscano valutazioni psicologiche e ricordi, l'intento principe però rimane e per 300 pagine il corpo futuro diplomatico ci racconta di crescita, sofferenza, godimento e decadimento dal suo punto di vista.
La formula diaristica depotenzia l'immedesimazione fino a disinnescarla. Ho letto e sottolineato vari passi da spettatore. Va chiarito che non si è al cospetto dell’elaborato di in grafomane, Pennac miscela con cura fatti primari e marginali, seri e ridicoli, alternandoli alla presentazione dei familiari e degli amici che attraverseranno la vita del diarista. Quando il corpo non parla, ci pensa Pennac a raccontare del contesto e lo fa bene, lo fa come uno che ha letto Romain Gary ed Ernest Hemingway (li cita entrambi) e che deve al primo più di qualche idea narrativa.
Ogni breve capitolo è marcato con la data di scrittura e l’età del redattore. Quando quell'età è stata in procinto di raggiungere la mia attuale ho cercato di reggere il colpo, quando l'ha superata mi sono intristito. Non ero pronto a leggere una delle possibili proiezioni dei miei anni a venire. Ho riconosciuto le prime flebili avvisaglie della vecchiaia destinate, come i malanni, a diventare “sempre più numerosi, più dolorosi con il passar degli anni” ho riconosciuto il mantra “Imparare a conviverci" a cui chiunque è costretto a ricorrere, purtroppo spesso prima che la vecchiaia sopraggiunga.
Ho preferito la parte finale a quella iniziale che in alcuni punti è inevitabilmente ripetitiva. Pennac non ha mostrato imbarazzo alcuno nel raccontare le funzioni meno nobili e meno letterarie svolte dal corpo, non ha avuto remore a parlare di masturbazione e polluzione, così come non si è nascosto di fronte ai sintomi della malattia grave.
Chiudo riportando un passo del libro
Povero medico! Passare la vita ad aggiustare un programma pensato per non durare. Altri scrivono Il deserto dei tartari. Frédéric è un capolavoro.
Sono d’accordo con Pennac e mi fa piacere che abbia deciso di scriverlo quando avrebbe potuto non farlo, che abbia deciso di farlo sapere a chi ancora non avesse letto il libro di Dino Buzzati. Storia del mio corpo non è capolavoro, però son contento di averlo letto: benvenuto a bordo Monsieur Pennac
(non mi si chieda ora di leggere Malaussène, non sono attrezzato, ho faticato perfino con “la vie devant soi” il romanzo di Gary che pare averlo ispirato)

Comments

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Ogni volta che leggo una tua piacevole recensione mi accorgo che sono tante le mie lacune da colmare, letto tantissimi libri ma seguendo te e anobii in genere, sono troppe poche le mie letture. Grazie Nood...
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Ogni volta che leggo una tua piacevole recensione mi accorgo che sono tante le mie lacune da colmare, letto tantissimi libri ma seguendo te e anobii in genere, sono troppe poche le mie letture. Grazie Nood...
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Io non ce l'ho fatta a finirlo, che barba che noia che barba (di libro)...
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Io non ce l'ho fatta a finirlo, che barba che noia che barba (di libro)...
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--- @lilium --- È bello pensare che vi sia un disegno originato dalle letture, come in quel gioco enigmistico in cui bisogna unire i punti numerati. Le letture migliori sono quelle in cui un libro ti porta a leggerne un altro citato al suo interno: in questo caso, mi avrebbe portato niente meno che ... More
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--- @lilium --- È bello pensare che vi sia un disegno originato dalle letture, come in quel gioco enigmistico in cui bisogna unire i punti numerati. Le letture migliori sono quelle in cui un libro ti porta a leggerne un altro citato al suo interno: in questo caso, mi avrebbe portato niente meno che ... More
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Chissà dopo avere terminato il libro quanti segnali di acciacchi non notati prima il tuo corpo ti avrà inviato al cervello...
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Chissà dopo avere terminato il libro quanti segnali di acciacchi non notati prima il tuo corpo ti avrà inviato al cervello...
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Un libro che se lo leggi ti senti invecchiato di colpo di almeno 5 anni
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Un libro che se lo leggi ti senti invecchiato di colpo di almeno 5 anni
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Qualche anno fa il mio GDL del giovedì l'aveva proposto, accantonato da non ricordo più che altro titolo, allora pensai che solo un uomo poteva mettere in piazza il suo corpo, sono sempre stata schiva, impossibile raccontare il corpo giovane forse per un "senso del pudore" inculcato da nonne mamme ... More
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Qualche anno fa il mio GDL del giovedì l'aveva proposto, accantonato da non ricordo più che altro titolo, allora pensai che solo un uomo poteva mettere in piazza il suo corpo, sono sempre stata schiva, impossibile raccontare il corpo giovane forse per un "senso del pudore" inculcato da nonne mamme ... More
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Più del libro di Pennac possono gli acciacchi veri, quelli del "bisogna imparare a conviverci" sulla percezione della propria età
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---@ lamicianera --- Interessante la notazione “solo un uomo poteva mettere in piazza il suo corpo". Si tratta sempre di uomini: Romain Gary, e Don Robertson fanno altrettanto. Il biglietto scaduto di Gary a me piacque molto, è il romanzo meno amato dello scrittore francese ed è quello che io amo di... More
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---@ lamicianera --- Interessante la notazione “solo un uomo poteva mettere in piazza il suo corpo". Si tratta sempre di uomini: Romain Gary, e Don Robertson fanno altrettanto. Il biglietto scaduto di Gary a me piacque molto, è il romanzo meno amato dello scrittore francese ed è quello che io amo di... More
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youtube.com/watch?v=z0Bh9IiHybU p.s. ora non venirci a dire che non sei attrezzato manco per il ballo. :P
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Anche io di Pennac non ho mai letto nulla, e nemmeno mi attira. Chissà perché... Ma un libro come questo penso mi farebbe lo stesso effetto descritto da Evi, il che lo vorrei evitare proprio nell'anno del compimento dei miei primi 50 anni ;)
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Anche io di Pennac non ho mai letto nulla, e nemmeno mi attira. Chissà perché... Ma un libro come questo penso mi farebbe lo stesso effetto descritto da Evi, il che lo vorrei evitare proprio nell'anno del compimento dei miei primi 50 anni ;)