Storia di un ruscello
by Élisée Reclus
(*)(*)(*)(*)( )(13)
Questa storia di un corso d'acqua, scritta nel 1869 da un geografo non convenzionale che anticipa idee come la biodiversità, viene inizialmente pubblicata dalla casa editrice Hetzel nella medesima collana di libri per ragazzi del contemporaneo Jules Verne, nei cui romanzi non a caso si ritrovano spe... More

All Reviews

3
Alessandro PelicioliAlessandro Pelicioli wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
Letture d'altri tempi
Storia di un ruscello di Eliso Reclus (1830-1905) è un libro che, come è facile intuire, svela e ritrae l'esistenza di un piccolo corso d'acqua, prendendo in rassegna tutto quello che un ruscello, per l'appunto, può vivere, essere, rappresentare. I 20 capitoli nei quali è suddiviso prendono infatti titoli del genere "La sorgente", "La grotta", "Il burrone", "Il bagno", "La pesca", "Il mulino e l'officina"...
Pubblicato nel 1869, il testo era originariamente nella stessa collana di libri per ragazzi del contemporaneo Jules Verne mentre il volume a mie mani è stato pubblicato nel 1923 dalla Casa Editrice Imperia nella collana Fiore di ogni letteratura e venduto a lire 5,50. Le 241 pagine sono scritte con una sintassi costruita ed elaborata, intrisi di concetti romantici e altamente morali, lasciando nel lettore d'oggi pozzanghere di tenerezza e di una sensibilità alla natura che ahimè, dopo un secolo, non è ancora divenuta legge universale. Fra le sue pagine ho poi sorriso nel leggere di Londra come la capitale più popolosa al mondo, oggi solamente ventesima...

CAPITOLO XII, La passeggiate (pag 139/140)

L'aspetto del ruscello, così grazioso e vario per il Robinson sdraiato in un'isola o appollaiato su di un tronco d'albero, è ben più affascinante per chi, passeggiando, segue la riva di meandro in meandro, e cammina ora sulle rocce inghirlandate di pruni, ora nell'erba fitta delle praterie, o sotto l'ombra mobile dei rami agitati. Non tutti però sanno gustare la bellezza delle acque correnti. Il disgraziato che va a zonzo per ammazzare il tempo che non ha la forza d'impiegare, vede dovunque oggetti di noia, anche nella cascata e nel vortice, nei turbini di spuma e nelle erbe serpentine del fondo. Per assaporare tutto quello che di delizioso offre una passeggiata lungo il ruscello, bisogna che il diritto a gironzolare sia stato conquistato dal lavoro, bisogna che allo spirito stanco occorra di riprendere lena alla vista della natura. Il lavoro è indispensabile a chi vuol godere del riposo, cosi come la distrazione giornaliera è necessaria al lavoratore per riparare le sue forze.
SidnerSidner wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )