Studio illegale
by Duchesne
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Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Grunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie per conto dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora h... More

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CrashCrash wrote a review
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Perché questo libro, capitatomi tra le mani per caso e senza spendere un euro, è così misconosciuto e sottovalutato?
Forse perché è nato da un blog e quindi visto come uno stupido instant-book messo insieme alla bell'emmeglio per far cassa con poco (manco fosse firmato dalla Ferragni)? Forse perché l'autore ha osato (inaudito! Certe cose le può fare solo la Ferrante...anzi, forse nemmeno lei) usare uno pseudonimo e rivelarsi solo in seguito?
Forse perché, come ho letto in un'intervista, l'autore è considerato un furbetto per aver ammesso solo in un secondo momento che sia il blog che il libro sono nati dopo il suo licenziamento dallo studio legale?
Come se uno, per raccontare una storia ed essere considerato degno (o serio, o credibile) debba non solo viverla in prima persona, ma pure raccontarla mentre la sta vivendo, se no non vale. Che poi li vorrei vedere, questi paladini dell'onestà e di non si sa quale etica letteraria malata, a scrivere cose inaudite sui loro capi e colleghi senza sentirsi quanto meno intimoriti.
Insomma, davvero non capisco cos'abbia fatto di male Baccomo per non meritarsi il plauso che gli spetterebbe. Scrive benissimo, è ironico, il suo personaggio è interessante, e non ci si annoia mai. Provateci voi a narrare storie di avvocati d'affari milanesi facendovi capire e apprezzare anche da chi è estraneo a quel mondo (compresa me, che già solo a sentir parlare di finanza e investimenti viene la pelle d'oca e il rigetto). Baccomo ha quindi tutta la mia stima (per quel se ne può fare), essendo riuscito a farmi appassionare a qualcosa di totalmente distante dal mio vissuto, e che ricalca il mood del "Milanese imbruttito" al suo peggio. Descrive in maniera eccellente un ambiente sbruffone, arrogante e scorretto che ruota attorno a soldi, figa e potere, dietro cui si nascondono (neanche benissimo) l'infelicità, la solitudine, la falsità. Abbandonati gli abiti sartoriali e l'aura di prestigio vero o simulato, c'è il vuoto esistenziale. Forse il peccato capitale di Baccomo è stato raccontarlo, questo vuoto, e, ancor di più, aver osato riempirlo.
Gingolph65Gingolph65 wrote a review
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TristanoTristano wrote a review
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