Tatiana
by Martin Cruz Smith
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Tatiana Petrovna, una coraggiosa giornalista investigativa, precipita dal sesto piano di un palazzo a Mosca, la stessa settimana in cui un noto multimilionario sospettato di avere agganci mafiosi viene ucciso con un colpo d'arma da fuoco e poi seppellito con tutti gli onori. Strana coincidenza. La morte di Tatiana viene subito archiviata come suicidio, ma l'ispettore Arkady Renko, dopo avere ascoltato le registrazioni in cui la reporter denunciava crimini terribili in netto contrasto con le versioni ufficiali del Cremlino, non crede neanche per un attimo a questa ipotesi. Aiutato dal leale sergente Victor Orlov, Arkady inizia una difficile indagine, che lo porta in breve tempo a Kaliningrad, la "città segreta" della Guerra Fredda, un'isolata enclave sul mar Baltico, dove sulle desolate dune sabbiose viene rinvenuto cadavere un interprete legato al governo. Di lui resta solo un misterioso taccuino zeppo di criptiche annotazioni, poi finito nelle mani di Tatiana. Cos'era venuto a sapere quell'uomo? Arkady deve a tutti i costi scoprire la verità, celata in un complesso intrigo che coinvolge la mafia russa e altri equivoci personaggi, fino a una scoperta sorprendente...

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10
Giogio53Giogio53 wrote a review
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Sempre meglio al femminile - 15 apr 18
Un libro da fine anno, letto nelle more delle mie mansioni infermieristiche tra Balduina e Nomentano. Un libro che mi ripropone a distanza di anni un personaggio interessante, nei suoi inizi, ma che si è un po’ perso per strada. Cruz Smith, agli inizi degli anni ’80, fece un discreto boom editoriale con il suo “Gorky Park” dove mise in campo il poliziotto, allora sovietico, Arkady Renko. Ambientando le sue avventure in una Mosca in ebollizione, ma ancora non disgregata. Ricordo infatti a chi non li avesse presente che i primi tre libri pubblicati tra il 1981 e il 1992 formano una trilogia che culmina con la caduta dell'Unione Sovietica, nel Colpo di Stato dell’agosto del 1991. L'azione di “Gorky Park” si svolge prevalentemente in Unione Sovietica, “Stella polare” è ambientato a bordo di un sovietico peschereccio nel Mare di Bering mentre “Piazza Rossa” si destreggia tra la Germania occidentale e la Russia sovietica dell'era Glasnost. “Havana Bay” è ambientata a Cuba; “Lupo mangia cane” è ambientato nelle aree colpite dal disastro di Chernobyl. Mentre “Il fantasma di Stalin” restituisce Arkady a una Russia ora presieduta da Vladimir Putin, ed è seguito da “Tre stazioni” e “Tatiana” che per ora conclude il ciclo, tutte ancora a Mosca, ad illustrare il degrado attuale della Russia. Il difficile percorso di Cruz Smith è farci vedere come si evolve il personaggio di Arkady, nato culturalmente nella nomenklatura, a fronte anche dei cambiamenti ambientali. Sempre pronto a combattere bugie e corruzioni, anche per lavare l’onta di aver avuto un padre generale e stalinista, dopo la caduta del regime fa anche esperienze in Occidente. Ma anche da queste viene deluso, che ovunque c’è malaffare e corruzione. Così che ritorna stabilmente in Russia, cercando di afre quello che sa fare meglio. In questo, da “Lupo mangia cane”, aiutato da Zhenya, un orfano di Chernobyl con problemi di socializzazione, conosciuto per caso da Arkady che diverrà, nonostante problemi quasi insormontabili, il suo miglior amico ed una sorta di padre putativo. Ultimo elemento distintivo è anche la presenza, per alcune puntate, di donne cui Arkady si lega, almeno temporaneamente. Così abbiamo Irina, per le prime tre uscite, poi per altre tre la dottoressa Kazka. Ma niente è stabile in questi anni turbolenti. Così che questo ultimo romanzo si apre ancora una volta sulle ultime miserie putiniane: mafiosi che muoiono e giornalisti scomodi che “si suicidano”. Mentre quindi Arkady ed il suo aiutante Orlov stanno con gli occhi aperti per vedere se si scatena qualche lotta di mafia in seguito alla morte, violenta, del mafioso Grigorenko, una giornalista, Tatiana Petrovna, autrice di articoli scomodi per tutti, casca dal balcone di casa sua. Suicidio o omicidio? Benché non coinvolto direttamente, essendo Tatiana amica di amici, Arkady cerca di capirne di più, scoprendo ben presto che il corpo è sparito, e poi cremato. Tra l’altro, Tatiana era in possesso di un taccuino di un interprete pentalingue che aveva fatto da tramite in una riunione poco chiara a Kaliningrad. Anche l’interprete muore. E Arkady scopre che la riunione era presieduta proprio da Grigorenko. Senza molto mordente, seguiamo allora il figlio del boss che cerca di impadronirsi del taccuino, Arkady che non ne capisce un acca, mentre Zhenya, in rotta con il padre putativo, comincia ad avere dei barlumi. Aiutato da Lotte, una sua coetanea e l’unica che è riuscita a batterlo agli scacchi. Mentre Zhenya e Lotte, faticosamente, e pericolosamente, arrivano a decifrare il tutto, dando ad Arkady elementi per incastrare il figlio del boss, dei cinesi mafiosi essi stessi, nonché qualche intrallazzone del Ministero della Difesa russa, Arkady sposta il suo raggio investigativo a Kaliningrad. Dove, scavando nei misteri locali, scopre che Tatiana è ancora viva, che la “suicidata” è la sorella, che ci sono appunto trame mafioso-istituzionali da sventare. Cosa che fa operando al meglio, anche se non entro nel come e nei perché. Né in chi c’è e chi no. Ovvio, dato il “tipo” Arkady che finisca anche a letto con Tatiana, mentre nasce una interessante simpatia tra Zhenya e Lotte. Vedremo se sfocerà in qualcosa di meglio. Che questo libro, appunto, vale lo spazio di una vacanza natalizia. Ma che ha due meriti collaterali, anche se dal libro poco dipendenti. Il primo è di portare alla ribalta l’exclave di Kaliningrad, cioè di una parte di territorio di uno stato sovrano che giace all'esterno dei confini della nazione-madre. Nella fattispecie poi, Kaliningrad non è altro che la vecchia Köningsberg, quella che diede i natali, in epoca prussiana, al grande Immanuel Kant. L’altro merito è che, parlandone amichevolmente, è nata l’idea di organizzare un viaggio tra quelle zone, magari puntando anche a Smolensk e San Pietroburgo. E sapete che quando si parla di viaggi, il vostro lettore è sempre in prima linea. Vedremo, anche se sarà difficile.
“- Tu non sei un detective e nemmeno un investigatore. – Sono un poeta, il che è più o meno la stessa cosa.” (146)
Lis (anche su Goodreads)Lis (anche su Goodreads) wrote a review
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NaturalmentefabiNaturalmentefabi wrote a review
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Alespepe Alespepe wrote a review
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