Tempesta al Polo
by Clive Cussler, Paul Kemprecos
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In natura esiste un fenomeno elettromagnetico che può provocare violenti terremoti, onde anomale, maremoti, eruzioni vulcaniche e variazioni climatiche. Alla massima potenza, è in grado di cancellare ogni forma di vita sulla Terra. Si chiama «slittamento polare». Negli anni ’40 del Novecento qualcun... More

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STE PETSTE PET wrote a review
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Alfonso76Alfonso76 wrote a review
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Secondo appuntamento della mia estate 2014 con il variegato mondo della leggerezza letteraria: dopo Andy McNab tocca a Clive Cussler alimentare il computo delle pagine buttate giù d’un fiato senza particolari pretese di pensiero.

Avevo abbandonato l’autore di thriller storico-marini ai tempi di Dirk Pitt: le avventure del fascinoso e bondiano protagonista di tante avventure mi avevano intrigato inizialmente e poi tendenzialmente stufato, come capita quando ci si dedica compulsivamente ad un personaggio privo di una gran caratterizzazione. Intendiamoci, va bene così, nessuno si aspetta da un romanzo della serie una forte introspezione psicologica.


“Tempesta al Polo”, apprendo durante la lettura, è la sesta avventura di Kurt Austin, personaggio che condivide con Dirk Pitt l’appartenenza alla NUMA (ente di ricerca e missioni speciali nel mondo acquatico e sottomarino), una certa propensione a far crollare le fanciulle ai suoi piedi e un approccio … uhm … diciamo pratico alla risoluzione dei problemi. Questa volta è in gioco l’intera esistenza del pianeta Terra, messa a rischio da un gruppo di anarchici capeggiati da un multimilionario con sete di potere che – sulla base di studi tesliani compiuti da uno scienzato ungherese alla fine del secondo conflitto mondiale – vuole provocare uno slittamento dei poli con conseguente caos e crisi dell’economia globalizzata dei nostri giorni.

Francamente non ho le competenze per addentrarmi in una disamina delle spiegazioni scientifiche disseminate nel romanzo, dettagli che – prolungandosi ben oltre il sopportabile – mettono in crisi il lettore meno attento: sbaglierò io, senza alcun dubbio, ma se prendo in mano un romanzo di Cussler mi aspetto azione e adrenalina, non di dover rinfrescare le poche nozioni di fisica e geologia sopite dai tempi nel liceo nei meandri della mia memoria. Il ritmo, nonostante i pipponi su energia e magnetismo, è comunque accettabile, i colpi di scena si susseguono con la giusta cadenza ed il finale, anche se prevedibile, ha comunque il pregio di risultare credibile nell’impianto complessivo del romanzo. Non ho intravisto personaggi memorabili, anche se devo ammettere un certo trasporto emotivo verso Karla Janos, nipote dello scienziato ungherese e chiave di volta per arrestare il fenomeno scatenato artificiosamente dall’uomo. Sottolineo che, rispetto ai romanzi della serie Dirk Pitt, qui è il gioco di squadra a trionfare, superando una certa tendenza al “Superman narrativo” che era stata origine del mio abbandono di Cussler.

Mettiamola così: un gradino sopra McNab, ampiamente sufficiente se siete alla ricerca di qualche ora di assopimento dei neuroni, probabilmente evitabile in una raccolta degli action thriller più belli degli ultimi cinquanta anni.

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masedomani.com --
Tizzy D.Tizzy D. wrote a review
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"«Si sente bene, professore?»
«Benissimo.» L'uomo si volse a osservarlo. «Lei è un tipo davvero sorprendente.»
«Faccio del mio meglio. Mai lasciarsi sorprendere dall'avversario.»
«Non mi riferivo a questo. L'ho vista aiutare donne e feriti. Ha stretto quel bambino fra le braccia come se fosse il suo.»
«Le cose non sempre sono come sembrano, amico mio.» Estrasse dal cappotto un pacchetto protetto da una busta di gomma impermeabile. «Tenga questi documenti. Lei non è più Lazio Kovacs, bensì un cittadino tedesco che ha vissuto in Ungheria; il leggerissimo accento scomparirà in men che non si dica. Voglio vederla confondersi tra la folla, trasformarsi in uno dei tanti profughi che tentano di raggiungere le linee britanniche e americane.»
«Chi è lei, veramente?»
«Un amico.»
«Perché dovrei crederle?»
«Come ho detto, l'apparenza spesso inganna. Appartengo a un gruppo che ha cominciato a lottare contro le belve naziste assai prima dei sovietici.»
Gli occhi del professore s'illuminarono. «Il circolo di Kreisau?» Aveva udito delle voci sul misterioso gruppo di opposizione.
Karl si portò l'indice alle labbra. «Ci troviamo ancora in territorio nemico», lo ammonì in un bisbiglio.
Kovacs gli afferrò un braccio. «Potete portare in salvo anche i miei cari?»
«Temo sia troppo tardi, per questo. La sua famiglia non esiste più.»
«Ma le lettere...»
«Erano dei falsi, studiati per impedirle di abbattersi e abbandonare la ricerca.»
Kovacs rimase impietrito, distrutto dalla rivelazione.
Afferratolo per il bavero, Karl gli bisbigliò all'orecchio: «Deve dimenticare il suo lavoro, per se stesso e per il bene del genere umano. Non possiamo correre il rischio che cada nelle mani sbagliate».
L'altro annuì senza parlare. D'un tratto, udirono il tonfo della barca contro lo scafo del mercantile, dal quale fu calata una scaletta. Poco dopo, Karl ordinò ai riluttanti marinai di tornare a recuperare altri sopravvissuti, mentre il professore lo osservava dal ponte della nave. Karl gli indirizzò un ultimo saluto, poi la lancia scomparve dietro il velo dei fiocchi di neve.
In lontananza, Kovacs distinse le luci della nave agonizzante, inclinata sul fianco sinistro al punto che la ciminiera era ormai parallela alla linea del mare. La caldaia esplose mentre lo scafo scivolava sotto la superficie, un'ora circa dopo essere stato silurato. In un lasso di tempo tanto breve, sulla Gustloff si verificò una perdita di vite umane cinque volte superiore a quella del Titanic...."

Lo "slittamento polare" è un fenomeno elettromagnatico capace di causare terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche alla massima potenza e negli anni '40 del novecento Kazko Kovacs, uno scienziato ungherese, scoprì come innescarlo artificialmente, Lazlo Kovacs è sopravissuto alla 2 guerra mondiale per sparire poi nel nulla ai giorni nostri e con lui sparirono anche le sue ricerche.
L'iNsOrGeNtEL'iNsOrGeNtE wrote a review
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