TestaCucita
by Guy Bass
(*)(*)(*)(*)( )(28)
Da anni Erasmus, lo scienziato pazzo più pazzo del mondo, dà vita a creature mostruosamente malvagie e malvagiamente mostruose. Se il professore può dormire incubi tranquilli è solo grazie a TestaCucita, Frankenstein in miniatura che al calare delle tenebre trasforma le invenzioni di Erasmus in creature mostruosamente pacifiche (ma pacificamente mostruose). Come il protagonista del classico dell'orrore, però, TestaCucita soffre di malinconia: sono lontani i giorni in cui Erasmus passava tutti i pomeriggi con lui, e lo scienziato si è ormai dimenticato del suo amico d'infanzia nonché prima creazione. Un giorno in città arriva lo sgangherato circo di mostri di Fulbert e tutto cambia: per l'impresario, Erasmus è una miniera di possibili attrazioni e TestaCucita uno strumento che, se manipolato a dovere, gli permetterà di entrare nel laboratorio dello scienziato.

All Reviews

5 + 1 in other languages
KaKa wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
-DIMENTICARMI di te? Non ci riuscirei MAI! E' vero, mi ricordo solo gli ultimi nove minuti, ma io quando li vedo li riconosco, i MIGLIORISSIMI amici!
- Migliorissimi... cosa? - strillò TestaCucita.
- Oh, sicuro! MIGLIORISSIMI amici! Sapevo che lo saremmo diventati quando hai detto che non mi avresti MANGIATO.

Questa storia è adorabile! :3
Mi immagino un papà o una mamma a fare le voci imitando la Creatura mentre leggono la storia al proprio bimbo.


CITAZIONI (perché non ho davvero voglia di rompermi con le nuove note)
cap. 3
- Be', no, aspetta, io volevo dire... non ho nessun... - disse TestaCucita.
Per tutta la sua quasi-vita aveva cercato di stare alla larga dalle creazioni del suo padrone, non tanto perché fossero complicatamente orrende, quando perché gli ricordavano la promessa che il suo padrone aveva infranto. L'idea di diventare amico di questa nuova Creatura lo terrorizzava.

- E sai UN'ALTRA cosa strana? - continuò la Creatura. - Sei il mio MIGLIORISSIMO amico e non so nemmeno come ti CHIAMI.

cap. 7
- Me ne stavo seduto lì, davanti alla porta, ad aspettare che il padrone tornasse a prendermi. Sapevo che sarebbe venuto... era ovvio che l'avrebbe fatto. Ero il suo migliore amico, in fondo - disse TestaCucita. - E così aspettai. Tutto il giorno... e anche tutta la notte. Spuntò il sole, e io continuai ad aspettare. Senza fare nemmeno un movimento. Aspettavo e basta. Passò un altro giorno, e poi un altro, e io... ricordo che pensai: Sono ormai tre giorni, e non è tornato a prendermi. Ma io sapevo che sarebbe venuto. I giorni divennero settimane... e le settimane mesi. Ben presto le giornate si fecero fredde. Non mi ricordavo più che giorno fosse. Trascorsero lunghi mesi. Di tanto in tanto sentivo ridere, urlare, ruggire, ma lui ancora non veniva a prendermi. E i mesi divennero anni. Sempre più anni, sempre più anni. Avevo perso il conto. Eppure, continuavo ad aspettare.
- Ma... maadesso sei qui! Sei riuscito a uscire, giusto? Ti prego, dimmi che sei riuscito a USCIRE! - gridò la Creatura con le lacrime agli occhi.

cap. 11
Aveva passato tutta la quasi-vita a evitare il professore, continuando a sperare che il suo padrone si ricordasse di lui e venisse a cercarlo. Ora, dopo l'umiliazione subita durante il Penzolino, si sentiva più solo che mai. Che perdita di tempo era stata, rimanere ad aspettare qualcosa che non sarebbe mai arrivato.

cap. 15
Le creazioni del professore, in preda al panico, correvano a cercarsi un nascondiglio.
- Arrivano! Si salvi chi può!
- Umani! Perché proprio gli umani?
- Svelti! All'ala ovest!
- No, all'ala est!
- No, all'ala nord!
- Non esiste l'ala nord!
lol xD