The Ghost in love
by Jonathan Carroll
(*)(*)(*)(*)( )(59)
Ben Gould ha appena adottato il suo cane, quando cade sulla neve, batte la testa su un cordolo e muore. Ma succede qualcosa di strano: l’uomo non muore davvero, così, al fantasma che è stato mandato a prendere la sua anima viene imposto di rimanergli accanto per fare chiarezza sull’accaduto.
Ma è un fantasma, non una balia, e non è per niente felice della cosa: fino a quando non si innamora perdutamente della fidanzata dell’uomo. Le cose ovviamente si complicano e presto scopriranno che Ben Gould non è morto quando avrebbe dovuto, perché per la prima volta nella loro storia, gli esseri umani hanno ripreso in mano il proprio destino.
è un cambiamento meraviglioso, ma è un cambiamento che può costare molto.
The Ghost in Love parla di quello che succede quando scopriamo di essere diventati i padroni del nostro destino. Senza più scuse, forze esterne o divinità con cui potersela prendere. Ma parla anche di un amore impossibile, di cani parlanti, di fantasmi che si improvvisano chef e di pic-nic sotto la pioggia fatti con un te stesso a venti diverse età.
Ancora una volta Jonathan Carroll ci regala un libro magico e sorprendente che lo conferma tra i più grandi autori della letteratura contemporanea.

All Reviews

9 + 5 in other languages
Marzia RussoMarzia Russo wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Luca Barbanti1992Luca Barbanti1992 wrote a review
00
(*)(*)( )( )( )
null
Per la prima volta ho voluto approcciarmi alla lettura di un romanzo fantasy, anche se come qualcuno mi ha fatto giustamente notare, "The ghost in love" non può essere considerato propriamente un fantasy. La mia constatazione dopo la lettura di questo libro è che probabilmente mi sono addentranto nel mondo di Jonathan Carroll e della Casa Editrice La Corte che seguo e di cui ho sentito parlare un gran bene con la lettura forse errata. Ho trovato le pagine lente, unite ad una scrittura troppo semplicistica in antitesi con una trama caotica, che seppur si presenti pregna di alcuni spunti interessanti, finisce per perdersi in un calderone di confusione e surrealismo estremo. Ho apprezzato enormemente i tratti filosofici rinvenibili in alcune parti del'opera, che tuttavia non vengono approfonditi come avrei desiderato, per fare un esempio: la teoria del desiderio di morte di Sigmund Freud, circa la quale L'uomo non cerca solo il piacere, ma in fondo agogna la propria morte come ritorno allo stato iniziale di non vita, e la scena di una donna di nome Danielle che ha avuto la stessa sorte del protagonista Ben, quella di non morire a causa di un inceppamento misterioso del sistema e che in un momento mistico si trova a fare i conti in una sorta di speed-date del passato con le sue persone di anni fa, dalla bambina alla adolescente. Insomma sebbene le premesse per un qualcosa di interessante ci fossero tutte, Carroll abbozza ma non affonda e il finale pure si perde in un limbo di accadimenti inconcludenti. Daró sicuramente un'altra possibilità alla La Corte, magari cambiando genere stavolta.
ThaisThais wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Mettiamo le mani avanti: io non leggo fantasy, genere che non conosco e di cui non posso elencare i sottogeneri. Può darsi che uno di questi si adatti a Carroll. Ma questo libro, nonostante la trama, mi è stato presentato come "non fantasy" da una persona di cui mi fido e che ama molto Carroll, mentre io non lo conoscevo affatto, quindi ho deciso di provare.
Ed è proprio vero, non è un fantasy. A tratti mi ha ricordato vagamente un incrocio fra "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" e le pagine più deliranti di Christopher Moore, quelle in cui gli animali iniziano a parlare, spuntano mostri da ogni dove e tutto sembra possibile.
Perché in questo non-fantasy succedono cose decisamente strane: chi era destinato a morire non muore e convive con il proprio fantasma, che fra parentesi ama cucinare proprio come il suo corrispettivo umano, i cani parlano, si può fare una chiacchierata con le incarnazioni di diverse parti di sé, l'Angelo della Morte viene accoltellato mentre mangia una pizza, strani animali bianchi, i verz, proteggono chi si trova in pericolo e li evoca, e così via.
Ma non è solo questo. È soprattutto un romanzo sulla scoperta di sé, sui sentimenti, sui rapporti tra le persone, sull'amore, sulla consapevolezza, sulle scelte, sul passato, sulla felicità, il tutto in salsa onirica e surreale.
Certo, richiede una sospensione dell'incredulità notevole, ma si divora che è un piacere, nell'ansia di scoprire cosa succederà a Ben, a German, al fantasma, al vecchio cane Pilot, e chi diavolo sia quel barbone che li sta cercando.
Leggerò sicuramente qualche altro libro di Carroll, perché mi sembra un buon conoscitore dell'animo umano, in grado di distillare nella scrittura riflessioni preziose mascherate sotto il pretesto di una serie di eventi surreali.

Peccato solo per la traduzione non eccelsa e per i molti, troppi refusi che disturbano la lettura.
LordOfIllusionsLordOfIllusions wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Engash-KrulEngash-Krul wrote a review
05
(*)(*)(*)(*)( )
Carroll è uno scrittore straordinario. Apprezzato, amato, adorato in mezzo mondo. Negli Stati Uniti le prime edizioni di molti dei suoi libri sono vendute a peso d'oro.
In Italia?
Purtroppo, in Italia a momenti neanche ci accorgiamo della sua esistenza. I diritti dei suoi libri sono passati, fin'ora, attraverso almeno 4 case editrici diverse, senza trovare mai stabilità e continuità. Spesso, inoltre, non son mai stati ristampati o non hanno goduto di nuove edizioni; alcuni titoli, quindi, risultano pressoché introvabili. Le stesse case editrici che si son susseguite fin qui han spesso pescato un po' a caso, pubblicando solo alcuni volumi (mai in ordine cronologico) di certi cicli e lasciando diversi buchi qui e là nella sua bibliografia (emblematico il caso del "Sestetto delle Preghiere Esaudite", di cui son stati editati in italiano, nell'ordine: il terzo, il sesto, il primo e infine il quinto, dimenticando per strada il secondo e il quarto).
Insomma, non solo i lettori italiani non sembrano tenerlo in grande considerazione, ma neanche le case editrici l'hanno certo trattato con i guanti bianchi.
Ultimi, in ordine di tempo, ad accostarsi a Carroll, son quelli de La Corte Editore. Il primo nato sotto l'egida di questa casa editrice è proprio questo "The Ghost in Love", attualmente l'ultimo romanzo di Carroll (anche se risalente, ormai, al 2008 e da noi giunto a 5 anni di distanza).
Come spesso accade nei libri dello scrittore trapiantato a Vienna, i titoli son parzialmente fuorvianti. Protagonista di questo romanzo non è un fantasma innamorato, per quanto sia uno dei personaggi principali, né si tratta di una storia d'amore. E', invece, la storia di Ben Gould e di come sia morto, ma non sia morto. No, non avete letto male, effettivamente Ben avrebbe dovuto morire, in un certo modo e in un certo momento, almeno stando alla burocrazia ultraterrena che gestisce tutto quanto. Eppure non è morto... e questo è l'inizio di tutto.
Non proseguo troppo nel riassumere la storia perché, come tutte le trame di Carroll, è piena di colpi di scena e merita di essere scoperta da soli.
Mi soffermo, invece, sui contenuti del libro. Quello che appare come un "normale" romanzo fantastico, che potremmo quasi inquadrare nell'ambito del fantasy metropolitano, in realtà è molto di più. Proprio in questo sta la bravura di Carroll: nel riuscire a creare sempre intrecci, vicende, situazioni, capaci di calamitare l'attenzione del lettore, quasi fosse un avvincente blockbuster, ma con una profondità non comune.
Tutto il libro, infatti, ruota attorno a un concetto principale, quello del sé. L'accettazione di sé stessi, il fatto di cambiare quando si cresce, cosa si diventa e cosa ci si lascia alle spalle. Il modo in cui Carroll riesce a farci riflettere su questi punti è estremamente originale e, nonostante in diversi momenti del libro torni su temi apparentemente già affrontati e sviscerati, lo fa in maniera sempre nuova, andando ad aggiungere nuovi tasselli a un affresco sempre più grande e complesso.
Una volta terminata la lettura, volenti o nolenti, ci si ritrova arricchiti e accresciuti. Una lettura consigliata, perché speciale (come spesso sono i libri di Carroll) e perché non può lasciare indifferenti. Romanzi come questo non sono tanti, per questo è un delitto lasciarseli sfuggire. Inoltre, nonostante sia profondo e complesso, si legge tutto d'un fiato, come una avventura che ti lascia senza fiato e ti costringe a girare una pagina dopo l'altra di corsa.
Quindi, che si può volere di più?