The Hours
by Michael Cunningham
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Winner of the 1999 Pulitzer and Pen/Faulkner prizes, The Hours is a daring and deeply affecting novel inspired by the life and work of Virginia Woolf. A passionate, profound and haunting story of love and inheritance, hope and despair.

Exiled in Richmond in the 1920s, taken from her beloved Bloomsbury and lovingly watched over by her husband Leonard, Virginia Woolf struggles to tame her rebellious mind and make a start on her new novel. In the brooding heat of 1940s Los Angeles, a young wife and mother yearns to escape the claustrophobia of suburban domesticity and read her precious copy of Mrs Dalloway. And in New York in the 1990s, Clarissa Vaughan steps out of her smart Greenwich Village apartment and goes shopping for flowers for the party she is giving in honour of her life-long friend Richard, an award-winning poet whose mind and body are being ravaged by AIDS.

These are the characters in Michael Cunningham’s exquisite and deeply moving new novel, which takes Woolf’s life and work as inspiration for a meditation on artistic behaviour, failure, love and madness. Moving effortlessy across the decades and between England and America, Cunningham’s elegant, haunting prose explores the pain and trauma of creativity and the immutable relationship between writer and reader.

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Librofilia.itLibrofilia.it wrote a review
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gracygracy wrote a review
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E le tasche piene di sassi…
24 sono le ore, 12 scure e 12 chiare…e così gira il mondo in balia delle giornate che si interscambiano tra di loro gli umori e le situazioni, un giorno si piange e un altro si ride.

“C’è solo questo come consolazione: un’ora qui o lì, quando le nostre vite sembrano, contro ogni probabilità e aspettativa, aprirsi completamente e darci tutto quello che abbiamo immaginato, anche se tutti tranne i bambini (e forse anche loro) sanno che queste ore saranno inevitabilmente seguite da altre molto più cupe e difficili. E comunque amiamo la città, il mattino; più di ogni altra cosa speriamo di averne ancora.”

3 sono le donne protagoniste che si alternano nei capitoli:

1. è Clarissa, editrice del 2000
2. è Laura, una semplice casalinga degli anni 50.
3. è Virginia Wolf, scrittrice inglese nata nel 1882.

3 donne diverse, 3 donne narranti che non si sono mai incontrate nella loro quotidianità, ma Cunningham le rende unite e complici, sovrapponendo le loro fragilità e le loro oppressioni nel tempo, con lo scorrere delle ore.
Chi le tiene legate è la celebre signora creata dalla Woolf, Mrs Dalloway. Le 3 donne vivono la loro vita con passo felpato, quasi impercettibile, l’unico filo conduttore che le tiene unite è la tristezza intrisa di dolore incontrastato.
Ho avvertito troppo pathos e una lentezza infinita, pur essendo un libro di poche pagine.
La comunicazione dei sentimenti che ho avvertito è un po’ troppo forzata a far emergere i lati negativi delle persone e dei rapporti interpersonali compresa l’omosessualità che è inserita come una forzatura necessaria a dare un senso. La cosa più sensata e misurata è la scrittura, ostica e frammentaria che meglio rispecchia l’anima tribolata di un autore che vive con disperazione le sue ore, facendo rivivere con profonda angoscia le ultime ore della famosa Virginia Woolf.
Mi secca dirlo, a dispetto delle numerose lodi di giubilo che circolano sul libro, ma il Pulitzer Prize del 1999 l’ho finito con l’amaro in bocca, sarà stata anche la complicità della Woolf , infatti non ho mai completato la sua “Gita al faro.”

“Uno stormo di passeri fuori dalla finestra una volta ha cantato, senza ombra di dubbio, in greco.”

fran_cesfran_ces wrote a review
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