The Tao of Physics
by Fritjof Capra
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"Science does not need mysticism and mysticism does not need science, but man needs both." --Fritjof Capra, Ph.D.
Their paths to the truth could not be more different--but the amazing thing is that, in their own ways, the mystics and the scientists are discovering the same truths about our world.

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Le idee portati del libro mi sembrano queste:
1) il pensiero occidentale, forgiatosi su una visione filosofica di derivazione dall'antica Grecia che tutto indaga con la logica, la deduzione, l'analisi, tendendo sempre a creare delle "mappe concettuali", classificazioni, divisioni tra gli elementi che compongono il mondo naturale, ha avuto sempre come obiettivo quello di trovare un sistema filosofico coerente in grado di integrare il tutto. (pag.25)
- al contrario le filosofie orientali, sviuppato a partire da una cultura millenaria fondata sul misticismo religioso e l'idea che la realtà che abbiamo intorno e le cose che la compongono sono solo un'illusorie differenziazione di un tutto che è intimamente interconnesso, non sono portate a dare altrettanta importanza all'esplorazione, alla classificazione di ciò che è illusorio. Quel che è più importante è raggiungere proprio la consapevolezza e la suprema alla percezione del tutto come un unica realtà in perenne divenire, attraverso l'illuminazione.


2) La ricerca scientifica indagando la materia fino ad arrivare al mondo subatomico è arrivato a vedere una realtà in cui le particelle si creano e si distruggono in continuazione, emettono e riassorbono energia, un mondo infinitamente piccolo ed altamente, incessantemente fluttuante in cui finiscono col non distinguersi ciò che è oggetto di un esperimento da chi è soggetto che fa l'esperimento, quindi di fatto rendendo percepibile una unità di fondo che somiglia molto al tutto interconnesso esplorato con la meditazione dai mistici orientali.



3) Presi insieme, il misticismo orientali e il pensiero scientifico e filosofico occidentale, manifestano la stessa complementarietà dell'yin e lo yang: l'yin è la mente femminile, intuitiva, complessa; lo yang è l'intelletto maschile, lucido, razionale. Anche in questo caso gli opposti si integrano.


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Le idee portati del libro mi sembrano queste:
1) il pensiero occidentale, forgiatosi su una visione filosofica di derivazione dall'antica Grecia che tutto indaga con la logica, la deduzione, l'analisi, tendendo sempre a creare delle "mappe concettuali", classificazioni, divisioni tra gli elementi che
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Cosa mi ha dato questo libro
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Questo bellissimo libro è stato scritto da un fisico americano che lavora con le alte energie per studiare le particelle subatomiche - quindi gli estremi confini dell'infinitamente piccolo- e al contempo è un profondo conoscitore delle filosofie orientali - induismo, buddismo, taoismo - che hanno in comune una visione mistica in cui la realtà visibile, il mondo invisibile, il passato, il presente, il futuro sono un tutt'uno, un insieme interconnesso di eventi.


Capra nel libro si addentra fino a descrivere in modo chiaro le rivoluzioni prodotte dalle teorie della relatività di Einstein e della teoria quantistica rispetto alla fisica classica, fino ad arrivare a descrivere la "Teoria dei campi" , la "Teoria del bootstrap", la "Matrice S", ovvero le teorie più recenti (ma il libro è del 1975) che tentano di descrivere in modo organico quel che avviene nel mondo subatomico.


Questo libro mi ha permesso di capire meglio che:


- (pag.74 e seguenti) nella teoria della relatività il concetto di "spazio-tempo" ci dice che, quando descriviamo la realtà, non si può prescindere da una quarta dimensione oltre le tre a cui siamo abituati, e cioè il tempo, La visione tridimensionale dello spazio è quella per noi naturale, visibile, di cui abbiamo un'esperienza continua; la visione quadridimensionale dela realtà invece sfugge alla nostra percezione. Mi sono venuti in mente questi esempi per comprenderlo meglio:


a) un osservatore che si trova sulla Terra può affermare che la sommità dell'Etna ha determinate coordinate perché sia lui che l'Etna e il sistema di coordinate a cui si riferisce fanno parte tutti di un unico sistema che è la Terra e si muovo insieme contemporaneamente allo stesso modo: questo dà l'impressione che sono fermi, fissi.
Se però l'osservatore si trova fermo in un punto dello spazio esterno al nostro pianeta vedrà la sommità dell'Etna cambiare coordinate continuamente rispetto al suo sistema di coordinate per il moto di rotazione della Terra.
Se volesse stabilire le coordinate della sommità dell'Etna, oltre alle 3 dimensioni dovrebbe anche aggiungere il tempo, l'istante in cui è avvenuta la rilevazione. Quindi, se sulla Terra la quarta dimensione la omettiamo perché siamo all'interno del "sistema Terra", quando ci riferiamo ad altri sistemi esterni non possiamo ometterla.


Se ad un gruppo di persone sparse sul pianeta e collegate in video conferenza facessimo la domanda "dove si trova in questo momento il sole rispetto al tuo punto di osservazione? " avremmo risposte diverse: "Allo zenit", "sta sorgendo", "sta tramontando". Pur osservando la stessa cosa è diverso per ognuno il suo sistema di riferimento, che ha lo zero nel punto in cui si trova ognuno di essi.


b) Il tempo non esiste. Quando leggevo questa affermazione non capivo cosa si volesse dire; se fosse stato specificato più correttamente "Il tempo assoluto, il tempo universale, non esiste" allora sarebbe stato già più chiaro. Anche il tempo natralmente è una delle convenzioni stabilite dall'uomo che ci servono per svolgere determinate attività sulla terra: se non sincronizzassimo gli orologi a partire da una certa ora non potremmo stabilire una contemporaneità di eventi e anche quella dei fusi orari è una convenzione. Il tempo è un sistema metrico anch'esso. Ma una convenzione che vale sulla Terra non può essere universale, nè potrebbe esserlo di altri sistemi. La contemporaneità di eventi può valere sulla Terra ma se guardiamo lo spazio ci rendiamo conto che guardando le stesse vediamo come giunte contemporaneamente immagini provenienti da 4 milioni di anni fa di una stella distante 4 milioni di anni luce, di 5 milioni di anni fa da una stella distante 5 milioni di anni, ecc. Se io mi trovassi a 5,5 milioni di anni di luce da qui in direzione della stella che vedevo più lontana, la vedrei molto più vicina della prima stella e i suoi eventi li vedrei svolgersi prima e non dopo.


Le immagini della Terra vengono proiettate nello spazio in una successione temporale per così come gli eventi si sono svolti e se fossimo su un altro pianeta vedremmo lo svolgersi di eventi così come si sono svolti. Però, se ipoteticamente potessimo viaggiare ad una velocità più alta della luce, dalla terra allo spazio, e guardassimo che immagini che provengono dalla terra, vedremmo le storie svolgersi al contrario: come un film portato fotogramma dopo footogramma all'indietro vedremmo prima la fine e poi tutte le scene al contrario fino all'inizio, come nella moviola.
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Cosa mi ha dato questo libro
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Questo bellissimo libro è stato scritto da un fisico americano che lavora con le alte energie per studiare le particelle subatomiche - quindi gli estremi confini dell'infinitamente piccolo- e al contempo è un profondo conoscitore