The Tree and the Vine
by Dola De Jong
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Axel Heyst's Review

Axel HeystAxel Heyst wrote a review
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Amsterdam 1938. Beatrice incontra Erica a casa di una conoscenza comune. Giovani e dalle entrate limitate (Bea lavora in un ufficio come segretaria, Erica è una giornalista alle prime armi), le due diventano amiche e decidono di coabitare in un appartamento nel centro della città.

Tra le due nasce un rapporto complicato: Bea ha avuto delle brevi relazioni sentimentali di scarsa importanza, Erica – si scopre poco per volta – ha burrascose e distruttive liaison con altre donne, oltre ad avere una relazione conflittuale con i genitori (separati). Ciononostante Bea è attratta da Erica senza riuscire a rivelarlo a se stessa: nonostante le follie e le intemperanze dell’amica, non riesce o non vuole abbandonarla.

Cresce nel frattempo la preoccupazione per la situazione internazionale: gli Olandesi temono le prossime mosse della Germania di Hitler e intanto si forma un piccolo ma rumoroso partito nazionalsocialista olandese. La condizione degli Ebrei in Germania è nota a tutti e Bea è preoccupata per Erica, che è ufficialmente di padre ebreo.

Con l’invasione dell’Olanda, Erica si arruola nella resistenza e riesce a compiere una serie di piccole azioni di sabotaggio, ma finisce per essere arrestata per la sua origine e, nonostante gli sforzi di Bea, deportata in un campo di concentramento, da cui giunge la notizia che è morta di polmonite.

La vicenda è narrata in prima persona da Bea, circa quindici anni dopo i fatti, quando lei ha ormai abbandonato l’Olanda e si è trasferita negli Stati Uniti. Bea non ammette mai di essere innamorata o attratta da Erica eppure – come ho detto – tutto il suo comportamento rivela il contrario: la dedizione e la disponibilità a seguirla, la premura per lei non si spiegano solo con l’amicizia.

Axel HeystAxel Heyst wrote a review
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Amsterdam 1938. Beatrice incontra Erica a casa di una conoscenza comune. Giovani e dalle entrate limitate (Bea lavora in un ufficio come segretaria, Erica è una giornalista alle prime armi), le due diventano amiche e decidono di coabitare in un appartamento nel centro della città.

Tra le due nasce un rapporto complicato: Bea ha avuto delle brevi relazioni sentimentali di scarsa importanza, Erica – si scopre poco per volta – ha burrascose e distruttive liaison con altre donne, oltre ad avere una relazione conflittuale con i genitori (separati). Ciononostante Bea è attratta da Erica senza riuscire a rivelarlo a se stessa: nonostante le follie e le intemperanze dell’amica, non riesce o non vuole abbandonarla.

Cresce nel frattempo la preoccupazione per la situazione internazionale: gli Olandesi temono le prossime mosse della Germania di Hitler e intanto si forma un piccolo ma rumoroso partito nazionalsocialista olandese. La condizione degli Ebrei in Germania è nota a tutti e Bea è preoccupata per Erica, che è ufficialmente di padre ebreo.

Con l’invasione dell’Olanda, Erica si arruola nella resistenza e riesce a compiere una serie di piccole azioni di sabotaggio, ma finisce per essere arrestata per la sua origine e, nonostante gli sforzi di Bea, deportata in un campo di concentramento, da cui giunge la notizia che è morta di polmonite.

La vicenda è narrata in prima persona da Bea, circa quindici anni dopo i fatti, quando lei ha ormai abbandonato l’Olanda e si è trasferita negli Stati Uniti. Bea non ammette mai di essere innamorata o attratta da Erica eppure – come ho detto – tutto il suo comportamento rivela il contrario: la dedizione e la disponibilità a seguirla, la premura per lei non si spiegano solo con l’amicizia.