Ti regalo le stelle
by Jojo Moyes
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Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett Van Cleve, lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky.

Presto però le sue rosee aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventano sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte.

La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è Margery O'Hare, una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tantomeno all'uomo che ama.

Alice trova in lei una formidabile alleata, un'amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inizia inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della WPA Packhorse Library.

Leali e coraggiose, cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affrontando pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre.

Ispirato a una storia vera, Ti regalo le stelle è una dichiarazione d'amore per la lettura e i libri. Un romanzo indimenticabile, appassionato e romantico le cui pagine volano, coinvolgendo e commuovendo il lettore.

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17
Caffè correttoCaffè corretto wrote a review
03
Breve Recensione Semiseria: Jojo Moyes, «Ti regalo le stelle»
Mi sono accostata a questo libro perché aveva una copertina splendida, perfettamente abbinata al titolo del romanzo (quante volte riusciamo ad afferrare il collegamento tra il contenuto di un libro e la sua copertina? Diciamocelo: poche).
Ho però faticato a cominciare a leggere questo libro perché aveva un titolo che mi ricordava un Moccia stantio. Quante volte riusciamo ad afferrare il collegamento tra il contenuto di un libro e il suo titolo? Tante. Nella maggior parte dei casi, per lo meno. E anche qui il collegamento c’è, e lo si scopre circa a metà narrazione, ed è assai pertinente. Però… avrei tanto voluto che l’autrice scegliesse un titolo diverso.
«Ti regalo le stelle» («The Giver of Stars», nella versione originale) non parla di stelle. Parla di libri. E di donne. E di cavalli e asini. E di montagne. E del Kentucky negli anni Trenta. Parla di sfruttamento dei giacimenti di carbone, della miseria nera in cui vivevano uomini, donne e bambini, in un territorio aspro e in un tempo infame. Tocca il tema della segregazione razziale, affronta di petto il ruolo infelice della donna, il suo contare meno di un paio di bambole.
E narra. Jojo Moyes narra in modo trascinante e delicato le vite di un pugno di donne non convenzionali, coraggiose, curiose. Narra il nascere di legami di amicizia improbabili ma saldi, narra alcune sfumature dell’amore (ma non parla SOLO di amore: per questo avrei preferito che l’autrice scegliesse un titolo come «Le cazzutissime donne del Kentucky», anziché uno svenevole richiamo harmony). Jojo Moyes sceglie di immergere il tutto in un contesto duro, iniquo, a tratti spaventoso, ma che risulta addolcito dalla forza con cui le eroine affrontano ogni rovescio della sorte.
Non è alta letteratura, intendiamoci. Ma il tutto è elaborato alla perfezione, calibrato ottimamente per soddisfare la voracità di chi ha voglia di tuffarsi in una bella storia, con in più la capacità di fornire qualche spunto di riflessione.

"«Sai qual è la cosa peggiore che può capitarti quando un uomo ti picchia?» disse Margery alla fine. «Non è il dolore. È la scoperta, in quel preciso istante, di cosa significhi essere donna. Ti rendi conto che non importa quanto tu sia intelligente, quanto tu sia più brava ad argomentare rispetto a loro, quanto tu sia migliore di loro, punto e basta. Capisci che possono sempre e comunque metterti a tacere con un pugno. Così.» [...] Margery prese la caraffa del caffè ed ebbe un moto di disappunto accorgendosi che era vuota. Dopo una breve riflessione, si raddrizzò e lanciò ad Alice un sorriso a denti stretti. «Naturalmente questo succede solo finché non impari a dargliele ancora più forte.»"