Timira
by Antar Mohamed, Wu Ming
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In un capolavoro del neorealismo, "Riso amaro" di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in Somalia si farà chiamare Timira. Donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggen... More

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MaxxMaxx wrote a review
110
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Ogni volta. Mi capita ogni volta che leggo un libro del collettivo Wu Ming, e dei loro sodali, di restare a bocca aperta: scioccato dalle storie narrate, preso a schiaffi dalla consapevolezza della mia ignoranza, estasiato dal linguaggio, che magari non mira in alto, ma rapisce per l’assenza di banalità e per la “densità della sostanza”. Ogni volta che leggo un loro libro non posso fare a meno di verificare su internet le loro storie, andare alla ricerca di personaggi realmente esistiti, e tentare di illuminare le molte pieghe della storia. Così la lettura diventa avventura e si dilata nel tempo. Quando leggo un loro libro non mi annoio, e no che non mi annoio.
Nell’entusiasmante momento in cui bisogna scegliere il “prossimo” da leggere, avevo quattro alternative Point Lenana, Timira, Giap e New Italian Epic. Ho letto i risvolti e le quarte di copertina e alla fine quello che mi ha esaltato è stata la possibilità di leggere la storia di Isabella Marincola, Timira Assan appunto. Perché l’ho scelto? Perché Isabella Marincola è una delle attrici del film capolavoro del neorealismo “Riso amaro”. Film tristissimo, per carità, ma che ha esercitato un fascino magnetico durante la visione. Per un semplice motivo, raccontava una storia interessante, esplorava un mondo, un’epoca e una società che, forse, non esistono più. O forse esistono in altra veste, ed è impossibile non cercarsi rimandi e collegamenti tra l’oggi e l’allora.
Stregato dal film (ma anche dalla luna), mi butto nella lettura di Timira, ma prima suono (due volte) sul sito del collettivo (
wumingfoundation.com/giap) e estrapolo un “dicono di loro” «Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.» di Gian Paolo Serino, oppure questa, che trovo “fantastica” «Nell'Italia ideale, i wuminchia imboscati e pacifinti scriverebbero istruzioni d'uso di sciampo per cani, non di arditi e soldati di trincea.» (questa è di uno di casapound). Tutto questo mi esalta, e mi leggo i loro libri con più gusto. E scopro che di storie nascoste da far conoscere ce ne sono a bizzeffe. Che la storia di Timira porta a galla fatti e malefatte, idiozie e dabbenaggini, boria e prosopopea di cui sono pieni questi tempi, ma anche quegli altri (tempi). E che se si discutesse seriamente di storia, piuttosto che giocare agli slogan pubblicitari che raccolgono voti, magari non avremmo la classe politica dirigente che ci meritiamo. Magari. Ma questo romanzo meticcio di Wu Ming 2 scritto con il figlio di Timira, Isabella Marincola appunto, narra “L’amore ai tempi delle colonie è impastato di ferocia”, e tutto il resto (non) è noia. Poi dovrei dire che mi sono commosso anche sui “titoli di coda”, ripetendo a me stesso che “meno male che Wu Ming c’è”, ma preferisco chiudere scurrilmente (come si addice al mio estremamente raffinato stile) con l’affermazione del sociologo Alessandro Dal Lago «Scrittori di romanzetti pseudo-storici e d'avventura.», mavaiacagarecompagno!
PinoPolizziPinoPolizzi wrote a review
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