Tōkyō tutto l’anno
by Laura Imai Messina
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«Tokyo sembra sempre in costruzione. Da bruco a farfalla, da farfalla a rondine, da rondine a sasso, da sasso a palazzo, da palazzo a bosco, da bosco a... È in uno stato di infanzia perenne, come una bambina che a guardarla non pare diversa, ma poi confrontandola con le fotografie - l'album aperto u... More

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I think I'm paranoidI think I'm paranoid wrote a review
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LazyproductionLazyproduction wrote a review
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RosettaRosetta wrote a review
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GUIDA SENTIMENTALE DI TOKYO
Un libro su Tokyo scritto con penna innamorata. Una città indagata in tante, se non tutte le sue componenti: la lingua (molti termini sono proposti anche nella scrittura originale), il cibo, i ponti, i parchi e i santuari, i negozi e le librerie, e soprattutto le feste che, mese per mese, scandiscono lo scorrere dell’anno. Così, la mappa che ci guida non è data dalla successione dei quartieri ma dal calendario.
Molti stereotipi sono confermati, come il contrasto tra occidentalizzazione e tradizione o la fitta moltitudine che affolla strade, vicoli e locali; altri sono negati: non è solo una selva fitta di grattacieli con l’immancabile Fuji sullo sfondo ma anche una verde selva di boschi naturali o artificiali che riveste il 36,3 per cento della sua superficie, sempre con il Fuji sullo sfondo.
L’autrice (italiana di nascita e giapponese per scelta) percorre la città raccontandola ai suoi due piccolissimi bambini che si fanno sentire con i loro commenti e richieste (peccato veniale per un libro così interessante) e a noi, lettrici e lettori.
Con parole scelte, Laura Imai Messina riesce a sintetizzare la sua intima conoscenza della metropoli in efficaci definizioni: città-casa ma anche città-mondo, città-bambina (tra le tante, c’è anche la Festa delle Bambine), città degli interstizi, (come i pezzi di cielo ritagliati tra i grattacieli e scoperti dagli sguardi degli abitanti in attimi di distrazione, “tutti vivono negli interstizi”), città-digressione, dove “sembra non esserci mai abbastanza tempo”, città di stazioni e linee ferroviarie che sezionano il tessuto urbano sopra e sotto terra, con percorsi intrecciati e orari che appassionano gli abitanti “i quali vi scovano potenti epifanie”.
Città così estesa che si teme di perdercisi e di non trovarne la fine.
Il tutto scandito dalle belle tavole illustrate da Igort.