Tommyknocker
by Stephen King
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Roberta Anderson, di professione scrittrice, esce un giorno a cercare legna nel bosco dietro casa e inciampa in un oggetto di metallo che sporge dal terreno. Un oggetto strano, assolutamente inamovibile. E' così che scopre la cosa sepolta da milioni di anni, che tuttavia vibra ancora debolmente, palpita di una sconosciuta forma di vita. La donna inizia a scavare. Dapprima titubante, poi con accanimento crescente. E mentre lo scavo procede, gli abitanti di Haven cominciano lentamente a cambiare, a fondersi in un'unica entità spaventevole asservita a misteriosi esseri alieni che, notte dopo notte s'impossessano della loro mente.

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JolietBluesJolietBlues wrote a review
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goodwinesgoodwines wrote a review
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Carlo MenzingerCarlo Menzinger wrote a review
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UNIDENTIFIED BURIED OBJET (U.B.O.)
Pare che nell’antichità, per esempio in Grecia, fosse normale bere il vino annacquato. Io non sono né un appassionato, né un esperto di vini, ma credo che annacquare un buon vino, un po’ lo uccida.
Ci sono vigne che di norma producono vini pregiati. Una di queste, in letteratura, si chiama Stephen King. Difficilmente un libro scritto da lui non ha qualcosa di buono, anzi di norma sono ottimi. A volte gli autori di successo, però, pare che scrivano come se fossero pagati per numero di pagine (temo che spesso sia così). Avviene dunque che quando hanno una buona idea, invece di offrirla ai lettori pura e perfetta, si sentono in dovere di annacquarla. Temo sia questo il caso di “Le creature del buio” (“The Tommyknockers”, 1987) di Stephen King (Maine, 21/09/1947).
La buona idea alla base è: che cosa fareste se trovaste un’antica astronave aliena sepolta in giardino. A quest’idea ne accompagna un’altra altrettanto buona: immaginate che dopo migliaia di anni l’astronave sepolta, questo oggetto che avrei chiamato Unidentified Buried Objet (U.B.O.), sia ancora attivo, praticamente vivo, anche se i suoi passeggeri paiono morti. Giusto un grande come King poteva aggiungere la terza idea: man mano che l’astronave viene disseppellita, comincia ad agire sui corpi e sulle menti delle persone dei dintorni, ovvero del paesino di Haven. La gente diventa molto abile con la tecnologia e la scienza, ma nel frattempo perde l’aspetto umano.
Fin qui un’ottima base per una storia di fantascienza con una certa originalità e con qualche elemento horror (già, King lo considerano un autore horror, ma anche qui per me siamo molto di più dalle parti della fantascienza e, come ho già scritto spesso il Re del Maine è assai di più). C’è anche molto altro di buono nel romanzo, come, per esempio, il rapporto tra i due protagonisti Bobby Anderson e Jim Gardener, il bambino che fa sparire il fratello, spedendolo su un altro mondo tramite un portale spazio-tempo da lui stesso creato, e impazzisce, l’idea di alieni tecnicamente evoluti ma incapaci di comprendere la scienza, le orde di persone mutate che inseguono Gardener e varie altre cose.
Di cattivo c’è l’acqua! Tanta acqua in cui le idee buone affogano. Troppe pagine. Troppe digressioni. Certo non siamo ai livelli di prolissità di un Dostojewski, ma qui l’autore vien meno a una regola di scrittura che se non ricordo male fu profferita dallo stesso King: “non ci sia una sola pagina in cui non succeda qualcosa”. Diciamo che qualcosa, in effetti, nelle pagine di King succede sempre, anche in queste, ma in alcune pagine de “Le creature del buio”, quel che succede non è particolarmente interessante o utile alla trama.
Pazienza. È stata comunque una bella lettura e di certo non mi ha scoraggiato dal leggere altro del Re, ma non lo consiglierei come primo libro a chi non lo ha mai letto o non ha mai letto fantascienza. Buono soprattutto per chi ama il vino annacquato. Personalmente preferisco i sapori forti cui la vigna del Re mi ha abituato.

Vince461Vince461 wrote a review
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L'energia aliena
Durante una passeggiata in un bosco di sua proprietà, la scrittrice Roberta "Bobbi" Anderson inciampa in uno spuntone del terreno, e decide di iniziare a scavare, per poi scoprire di aver trovato un'astronave aliena sepolta da tempo. Mentre viene disseppellita, la navetta inizia a rilasciare nell'ambiente un gas invisibile ed inodore (o altrimenti una sorta di radiazione) che trasforma le persone in esseri simili agli alieni
che guidarono il mezzo stellare“I Tommyknocker,nota la filastrocca:
I Tommyknocker,Ieri notte a tarda ora,
I Tommyknocker, I Tommyknocker,
hanno bussato e oggi ancora.
Vorrei uscire ma non so se posso,
Per la paura
che m’hanno messo addosso”.
(il primo a pagare le conseguenze di tale scoperta il cane della protagonista e la stessa Roberta con incubi, vomito, e perdita dei denti e mutazioni del corpo umano dovute all'aria del relitto alieno ). Questo gas Fornisce grandi poteri di telecinesi, ho grandi inventori vedi la sparizione di un ragazzo (David Brown, il cui fratello maggiore Hilly fa scomparire durante un gioco di magia con spedizione su un pianeta Chiamato Altair-4).Oppure quando uno degli abitanti di Haven con un Walkman modificato riesce a spedire in un altra dimensione sconosciuta un suo concittadino.Inventori si ,ma che non gli fornisce qualità etiche o filosofiche, sono una sorte di zingari interstellari.che molte volte si azzuffano tra di loro(come gli umani) King attribuisce l'ispirazione alla storia breve Il colore venuto dallo spazio di Howard Phillips Lovecraft Il romanzo fu scritto durante il periodo di tossicodipendenza di King ed è, per sua stessa dichiarazione, la metafora della propria condizione fisica di quel momento. uno dei protagonisti principali Jim Gardener,e proprio dedito all'alcolismo.Jim G. poeta, amico e amante di Bobbi, apparentemente immune a causa di una placca d'acciaio in testa che blocca l'influenza della navicella, trascorre gran parte del tempo a ubriacarsi. La sua relazione con Bobbi peggiora durante lo svolgersi della storia. Gardner con grandi sforzi e diviso tra l'aiutare la sua amica e le conseguenze che potra portare la scoperta della navicella per tutti gli abitanti di Haven .... presto saranno isolati dal mondo per via dell'aria che respirano ,nessuno potrà entrare nella citta ,nessuno dei cittadini di Haven potrà uscire causa la morte. Ritengo che il re dell' horror nello scrivere le creature del buio, abbia fatto un grande lavoro, notevole il fatto che da un idea tanto semplice possa svilupparsi un racconto horror/fantastico ,la stessa vita di una piccola cittadina e tutti i suoi abitanti vengono stravolti e la bravura dei grandi scrittori come King dove l'inizio di una storia porta a qualcosa d'imprevedibile. Ve lo consiglio perchè durante la lettura anche se lunga ma mai noiosa ci sono momenti divertenti e momenti che fanno riflettere come il caso o il destino che ci fà trovare qualcosa di sepolto e sconosciuto e non capirne le conseguenze a cui potrà portare.