Trainspotting
by Irvine Welsh
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ViiolareViiolare wrote a review
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AncoranoAncorano wrote a review
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KalimaKalima wrote a review
519
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Lust for life
Mark Renton si definisce un tossicodipendente "sincero": ha scelto di ridurre qualsiasi schiavitù materialistica alla sola dipendenza da eroina. Questa è la storia di una banda di amici uniti dalla droga,dall'alcool e dalla violenza che crescono e vivono nella periferia di Edimburgo e dei tentavi di Mark di "scegliere la vita"

"Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"

Il titolo prende spunto da un episodio in cui Renton e Begbie vengono avvicinati da un barbone, alla stazione ferroviaria, che chiede loro se stiano facendo “ trainspotting “ ovvero se stiano ingannando il tempo guardando i treni che passano in assenza di qualcosa di meglio da fare.
E guardare i treni che passano è proprio quello che fa questo gruppo di amici, ma non i treni in senso letterale, bensì il treno della vita che scorre tutti i giorni.
ChiaraChiara wrote a review
27
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Si respira l’adrenalina selvaggia e la crudele apatia di un gruppo di Highlanders tossicomani degli anni 90, in questo best seller imbevuto di pinte di birra, aghi infetti e metadone. Un trip nel periodo della scoperta dei primi sieropositivi, del germe dell’HIV che pian piano si faceva strada tra gli spostati e i drogati, dalle vite sempre in bilico, sempre vissute alla giornata, senza una meta, senza un obiettivo se non quello di rimediare il prossimo “schizzo”.

Un romanzo di spietata crudezza, modulato sui toni dei protagonisti che di volta in volta raccontano episodi della loro squallida vita, chi con un linguaggio scurrile e violento, chi con un vocabolario ebete e scarno, chi con la parlata cadenzata del beone di turno.

Ogni episodio narrato ci racconta la generazione dei tossici di fine millenio, un periodo ben preciso della nostra storia recente nel quale gruppi di giovani di periferia si perdevano nel circolo vizioso della droga dei più poveri e abietti: l’eroina. Una testimonianza realistica di uno spaccato di vita europea che facilmente si può accomunare al famoso “Christina F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino”, o anche al più nostrano “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli per la tematica trattata, ma che conserva lo humor nero e i tratti tipicamente anglosassoni, mescolati al desiderio di rivalsa scozzese.

Un libro cult, con tante scene splatter ben dosate e tante azioni politically uncorrect che avranno fatto storcere il naso alla donna di ferro inglese, la Thatcher, che di quella società così ribelle al perbenismo di facciata e degradata da un’economia in crisi è stata diretta cagione genitrice.