Trilogia di New York
by Paul Auster
(*)(*)(*)(*)( )(6,298)
Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "Trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "Città di vetro" è la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l'errore del ... More

Manuela Oldani's Review

Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)(*)
Questo libro è di una complessità tale che scrivere una recensione mi pare impossibile. Sicuramente non basta una lettura a trarne tutti i molteplici significati, a comprenderne i rimandi interni, tutte le tematiche e il ritratto finale che l'autore ha, guidandoci passo passo, completamente inconsapevoli, creato per noi. Sono mille i dettagli che il lettore attento può e deve cogliere, dal nome dei personaggi alla descrizione di persone e oggetti, a veri e propri feticci ricorrenti nelle tre storie. Io, alla prima lettura, di certo non sono stata in grado di farmene un'idea che renda giustizia a questo lavoro magistrale.
Un tributo al genere noir che lo supera e lo distrugge, a suo modo; un trittico che, sebbene non c'entri nulla, continua a riportarmi alla mente "Storia della città di K".
Le tematiche affrontate sono davvero tante e avrebbero bisogno di una seria riflessione. Il linguaggio, la solitudine nella moltitudine, ovvero la città come entità viva, piena di persone, ma che poi è in realtà solo un contenitore di solitudini, di persone che non riescono a trovarsi. Ciò che mi ha colpito di più, però, è l'analisi del concetto di identità. Cosa ci rende chi siamo? Sappiamo poi davvero chi siamo? E in un'altra città, con un nome diverso, svolgendo un'attività che non ci compete, finiremmo per diventare qualcun altro? E se dovessimo perdere la consapevolezza di chi siamo, finiremmo per perdere anche noi stessi? Ci sarebbe tantissimo di cui disquisire, solo spulciando le pagine di questo libro, un'infinità di spunti e riflessioni che l'autore ci lascia con sapienza, confondendoci, distruggendo il mondo attorno a noi e ricostruendolo fino a farci perdere i punti di riferimento.
Un libro non facile, che ho letto forse con ingenuità come se fosse davvero una trilogia di detective stories e che invece mi ha dato molto di più, ma richiedeva molta più dedizione e concentrazione. Un libro che va affrontato con più consapevolezza di quanta si è soliti darne ad un giallo qualunque.
Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)(*)
Questo libro è di una complessità tale che scrivere una recensione mi pare impossibile. Sicuramente non basta una lettura a trarne tutti i molteplici significati, a comprenderne i rimandi interni, tutte le tematiche e il ritratto finale che l'autore ha, guidandoci passo passo, completamente inconsapevoli, creato per noi. Sono mille i dettagli che il lettore attento può e deve cogliere, dal nome dei personaggi alla descrizione di persone e oggetti, a veri e propri feticci ricorrenti nelle tre storie. Io, alla prima lettura, di certo non sono stata in grado di farmene un'idea che renda giustizia a questo lavoro magistrale.
Un tributo al genere noir che lo supera e lo distrugge, a suo modo; un trittico che, sebbene non c'entri nulla, continua a riportarmi alla mente "Storia della città di K".
Le tematiche affrontate sono davvero tante e avrebbero bisogno di una seria riflessione. Il linguaggio, la solitudine nella moltitudine, ovvero la città come entità viva, piena di persone, ma che poi è in realtà solo un contenitore di solitudini, di persone che non riescono a trovarsi. Ciò che mi ha colpito di più, però, è l'analisi del concetto di identità. Cosa ci rende chi siamo? Sappiamo poi davvero chi siamo? E in un'altra città, con un nome diverso, svolgendo un'attività che non ci compete, finiremmo per diventare qualcun altro? E se dovessimo perdere la consapevolezza di chi siamo, finiremmo per perdere anche noi stessi? Ci sarebbe tantissimo di cui disquisire, solo spulciando le pagine di questo libro, un'infinità di spunti e riflessioni che l'autore ci lascia con sapienza, confondendoci, distruggendo il mondo attorno a noi e ricostruendolo fino a farci perdere i punti di riferimento.
Un libro non facile, che ho letto forse con ingenuità come se fosse davvero una trilogia di detective stories e che invece mi ha dato molto di più, ma richiedeva molta più dedizione e concentrazione. Un libro che va affrontato con più consapevolezza di quanta si è soliti darne ad un giallo qualunque.