Troppo vicino per starti lontano
by Sarah Dessen
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"Ruby, dov'è tua madre?" Quando l'assistente sociale le pone questa domanda, Ruby capisce che il gioco è finito. Sono passati alcuni mesi da quando la madre l'ha abbandonata, sparendo nel nulla e lasciandola a vivere da sola. Ora Ruby è costretta a trasferirsi in un'altra città dalla sorella Cora, che

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The Simple NanaThe Simple Nana wrote a review
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Elly Chan10Elly Chan10 wrote a review
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Ruby è un’adolescente con una genitrice problematica che la abbandona. Per questo, si trasferisce dalla sorella Cora, che ha un vicino di casa molto molto interessante. Nate è perfetto: bello, intelligente, atletico, sensibile e bisognoso di affetto. Ruby però dovrà fare i conti con un problema non indifferente che coinvolge la vita privata di Nate. È proprio sicura che riuscirà a rimanergli accanto? Ruby e Nate, rispettivamente con un passato ed un presente problematico, sono entrambi più che coerenti con la descrizione che ci viene proposta, la loro è una storia con non solo i loro problemi personali, ma anche quelli di una coppia di ragazzi di sedici anni. Queste sono 400 pagine che ti filano via che è un piacere, non troppo pretenziose, che affrontano però argomenti forti, rimanendo sempre nell’ottica di un punto di vista adolescenziale.

“Sai” dissi “non riesco proprio a seguire questo tipo di atteggiamento”.
Nate alzò le sopracciglia divertito “A che ti riferisci?”
“Tutto questo ottimismo, plasmare la realtà perché appaia migliore, la storia dell’ ‘’oh, non è colpa del gatto se mi ha dilaniato’’. Insomma: come fai?”
“E quale sarebbe l’alternativa?” chiese “Odiare tutte le creature viventi?”
“No” risposi, fulminandolo con lo sguardo “Ma non devi pensare che siano tutti buoni”.
“Non devi nemmeno immaginare il peggio. Il mondo non è sempre lì pronto a saltarti addosso”.
“Lo dici tu” ribattei.
“Senti” sospirò “il punto è che non c’è modo di essere sicuri al cento per cento di qualcuno o qualcosa. Perciò ti rimane la scelta. O speri per il meglio o devi prepararti al peggio”.
“Se sei pronto al peggio, non ci resti mai male”.

"Quello che voglio dire è che al mondo c'è un sacco di gente. Non c'è nessuno che la pensi esattamente come te: è un dato di fatto. Perciò quando trovi una persona che ci azzecca su un paio di cose, specialmente se sono importanti... magari fai bene a tenertela stretta. No?"
SeleneSelene wrote a review
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Questo è il secondo libro che leggo di Sarah Dessen ed è chiaro che le sue storie sono molto più di quello che sembrano. In superficie sono le solite storie per adolescenti, ma in realtà trasmettono molti significati positivi e parlano di argomenti che non riguardano solo l'adolescenza.
In questo libro, la protagonista, Ruby, è un casino assurdo. Non ha mai avuto un modello genitoriale da seguire, anzi è cresciuta credendo di dover dipendere unicamente da se stessa. Il risultato: non è capace di instaurare alcun tipo di relazione, rimane distaccata e non accetta l'aiuto di nessuno. Fino a quando non si ritrova a vivere con la sorella che non vede da dieci anni e suo cognato. In alcuni momenti il suo continuo voler fuggire può dare sui nervi ma Ruby è brava a ricordare il tipo di infanzia e di madre che ha avuto, quindi non è tanto difficile capire il suo disagio. Poi piano, piano comincia a cambiare e capire che chiedere aiuto non è sbagliato.
Ci sono molti personaggi: Cora sembra gelida, ma in realtà è molto dolce; Olivia simile a Ruby ma con storie diverse, Laney che riesce a trasmettere una forza incredibile, Gervais che con pochi gesti riesce a dimostrare di essere molto di più di un dodicenne presuntuoso. Sono tutti diversi e ben delineati, anche se non sempre hanno un ruolo centrale. Poi c'è Jamie, il cognato di Ruby. è uno di quei personaggi che è difficile non adorare. Già a partire dal Buongiorno riesce a trasmettere molta positività e ottimismo. è davvero un bel personaggio e riesce ad accettare e a vedere sempre il lato bello delle cose senza mai essere pesante o sciocco. Instaura con Ruby un bellissimo legame e il rapporto speciale con la moglie trapela da ogni parola e gesto.
Infine Nate, è il personaggio più misterioso anche se non si direbbe. Appare come il tipico giovane americano, in gamba, bello, simpatico, perfetto. Nate è la rappresentazione del niente è come sembra. Ha molte buone qualità e non si mette mai in mostra, ha un buon cuore ed è sempre molto gentile. Peccato solo che si dia poco spazio alla sua storia.
Attraverso i suoi personaggi, la Dessen parla di disagi, alcolismo, violenze e lo fa senza essere né troppo superficiale né scendendo troppo in profondità, cosa che rende il libro piacevole e veloce da leggere.
HermioneGinnyHermioneGinny wrote a review
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Sono svariate settimane che Ruby vive da sola, da quando la madre è scomparsa. Finora è riuscita a cavarsela, ma quando arrivano i padroni casa il suo castello di bugie crolla. Ruby viene affidata alla sorella Cora, che non vede da dieci anni, e al marito Jamie. Vivono in una bella casa, in un quartiere ricco. Lontano anni luce da ciò a cui Ruby è abituata e a cui pensa di essere destinata. Per Ruby è difficile accettare l'aiuto e l'amicizia di chi le sta intorno, perché si sente in debito. E quando nella nuova prep school il suo progetto di fine anno riguarda la parola "famiglia", Ruby dovrà intraprendere un lungo viaggio per riconciliarsi con il mondo.

Molto bello, ti fa ringraziare il destino di aver avuto genitori migliori di quelli di Ruby, che ti hanno amato e dato sicurezza.
Piccolo appunto: perché titoli e occhiello mettono al centro la storia d'amore, quando non è la parte fondamentale?

* Vuoi dire che non hai approntato un sistema per reagire in caso di attacco terroristico al centro commerciale? O di tornado? E se devi sgomberare la bancarella subito e bene?
* "I miei non volevano sentire ragioni. Dovevo andare al college, che mi piacesse o no. Così sono finito alla Uni con l'intenzione di mollare alla prima occasione. Il primo corso che ho seguito è stato Programmazione di computer." "E il resto è storia" conclusi. "Macché." Scosse la testa. "Il resto è ora."
* "Magari rientra nella mia definizione, sai? Il fatto cioè che non se ne dovrebbe avere una sola." "Cioè?" "Be'" proseguì, sistemando il coperchio "ho una famiglia di origine, ossia te e la mamma. E poi la famiglia di Jamie, quella acquisita con il matrimonio. E, si spera, ne avrò anche un'altra. La nostra famiglia, quella che ci creiamo. Io e Jamie." A quel punto mi sentii a disagio per aver sollevato la questione subito dopo la gaffe di Jamie. "Ce l'avrai" affermai. Si voltò, incrociando le braccia sul petto. "Lo spero. Ma è proprio questo il punto, giusto? La famiglia non è qualcosa di statico o definito. Ci si entra sposandosi, se ne esce divorziando. Qualcuno nasce, qualcuno muore. Si evolve di continuo, trasformandosi in qualcos'altro. Anche quella foto della famiglia di Jamie è la rappresentazione reale di un solo giorno. Quello dopo, probabilmente, era già cambiato qualcosa. Per forza." In soggiorno ci fu uno scoppio di risate. "È un'ottima definizione" commentai. "Sì?" Annuii. "Finora, la migliore."
* Più si va avanti, più si hanno cose di cui essere orgogliosi. Allo stesso tempo, per fare tanta strada, bisogna partire dal fondo. Alla fine, però, forse ciò che conta non è il modo in cui si raggiunge la meta, bensì il semplice fatto di esserci arrivati.
* Cora aveva ragione: avevamo tante famiglie. La famiglia di origine, la famiglia creata da noi, e gli altri gruppi di persone che attraversavamo nel frattempo: amici, fidanzati, a volte persino sconosciuti. Nessuno di loro era perfetto, né potevamo aspettarci che lo fosse. Non potevamo fare di un'unica persona il nostro mondo. Il trucco era prendere quello che ciascuno poteva dare e costruirci un mondo.
Lisabencivenga Lisabencivenga wrote a review
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Cbranchina Cbranchina wrote a review
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SimoSimo wrote a review
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