Tutto ciò che sappiamo dell'amore
by Colleen Hoover
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Lake arriva in Michigan dopo la morte del padre, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita appare all'improvviso dolce grazie a Will, il vicino di casa, a sua volta costretto dalla vita a crescere in fretta. L'intesa è immediata, ma il primo giorno nella nuova scuola Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori - giovanissimo, ma dall'altra parte della barricata. Altrettanto impossibile allontanarsi, dimenticarsi, rinunciare: e così Lake e Will si parlano attraverso la poesia, anzi, le poesie, in pubblico ma in segreto, servendosi di uno slam - una gara di versi - per dirsi tutto ciò che devono e vogliono dirsi. Alla fine è qualcosa di molto semplice, di essenziale: tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto, come ha scritto Emily Dickinson a nome di tutti noi.

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GresiGresi wrote a review
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E' per questo che si scrive la poesia: per esprimere quello che provi, e perché qualcun altro, tra cinque o mille anni, possa ritrovarsi nelle tue emozioni.

Aspettative, valutazioni, evasioni mentali sgorgarono fuori come fiotti di sangue da una ferita ancora aperta, come un feto dal grembo, o uno zombie dalla vita, appassiti e senza vita come lenzuola sporche sul letto. Non è stato semplice respirare. Non è stato semplice vivere, confidare in un Dio che forse nemmeno ascolta una litania sussurrata alla luce tremula di una abajour.
E' stato davvero frustante tutto ciò! Era una situazione immutabile, perché pur quanto si cerchi di controllare l'emozioni, un pezzo della mia anima sciagurata è rimasta a lottare in un corpo quasi privo di vita, con un solco profondo nel petto, che ingiustamente è stato scavato dall'interno, come in un prigioniero in una cella lasciata aperta nel più profondo dell'Inferno.
A dispetto di quello che si potrebbe pensare, alla fascia d'età cui è indirizzato il romanzo, leggere Tutto ciò che sappiamo dell'amore a distanza di qualche tempo, è risultato davvero rinfrescante. Il mio appetito già compromesso dalla calura di queste serate ne furono ulteriormente ridotti. Al mio cospetto, nella soffocante sala d'aspetto della vita, un'adolescente alle prese col suo primo amore che, ignara di ciò che gli riserverà il destino, si sentiva nauseata, insoddisfatta al pensiero di non poter più riconoscere una traccia di sé.
Da quando ha detto addio al suo amato papà le cose hanno perso i loro contorni mescolandosi le une con le altre. Su uno sfondo grigio sono divenute un'unica macchia nella quale tutto si confuse: un enorme buco nero ha inghiottito nel nero tutti i suoi colori. Tutta la luminosità. La felicità. E, da allora, coltiva nel cuore la speranza di poter ottenere un giorno tutto ciò che ha sempre desiderato, per cui ha tanto pregato. Fino all'incontro, drammatico e intenso, con il professore di letteratura inglese Will. L'unico il quale ha saputo interpretare il linguaggio contorto del suo cuore. Figura misteriosa e imperscrutabile che ho visto comparire dal vicolo di una modesta casa americana e che, con la sua dolcezza e la sua bontà d'animo, mi ha catapultata in un universo più rassicurante di quello vero. Atrofizzando i miei pensieri, spalancando le porte del cuore come in un soffio di vento.
L'effetto di soffocamento, struggimento, facilmente riscontrabili in pagine che non sono altro che un inno all'amore, alla vita e all'amicizia, era accresciuto dalla pennellata di nero scuro che aveva foderato le pareti dell'animo di Lake, e dall'unica ragione che l'aveva indotta a lottare per qualcosa di sperato e tanto agognato: la pace interiore. Per un difetto della mia memoria, non era previsto tutto questo né qualcosa la cui lettura si rivelasse devastante. La storia della Hoover, in stile sparksiana, raffigurava una storia d'amore semplice - un adolescente e un ragazzo adulto,- dotata di una spontaneità disarmante e di un guazzabuglio di emozioni, che presto o tardi mi avrebbero fatto prigioniera. Tre anni fa non sapevo chi fosse questa persona, ma era probabile che nelle intenzioni dell'autrice ci fosse quello di promulgare un tema alquanto interessante. Quello dell'amore visto come toccasana per l'anima, macchiata da entità indiscutibili, in cui i protagonisti avrebbero dovuto rincorrere un sogno irrealizzabile. Vivendo costantemente con la speranza, che questo loro amore - così dolorosamente intenso e appassionante -, possa trionfare su tutto. Perché, come ha scritto Emily Dickinson, tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto. Come una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella e punti di luce e razionalità, attraversata da una meteora incandescente che improvvisamente prende fuoco. Bellezza e luminosità.
Un buio e ampio orizzonte in cui l'amore viene esplicato mediante poesia: come espressione di idee, emozioni e sentimenti dei protagonisti o metafora di solidarietà e conforto, è stato per me Tutto ciò che sappiamo dell'amore. Profondo, dolce, delicato, realistico, terribilmente sensibile e poetico, è un mix di tante cose: il racconto di una famiglia devastata dalla perdita di una persona amata - un padre e un marito premuroso e affettuoso; il racconto di una giovane adolescente costretto a maturare più in fretta dei suoi coetanei e ad accudire il fratello più piccolo, ancora minorenne; il racconto di un amore impossibile, estremamente candido e semplice, fra due giovani dall'animo sensibile e tormentato. Un'iniezione di vita dalle tonalità drammatiche e intense che inonderà di luce il fosco e tetro paesaggio della vita di ognuno di ognuno di loro.
Rievocare ricordi che si credevano perduti, volgere le spalle a un passato per nulla piacevole, è stata una sorpresa davvero sconcertante. Persino per la protagonista, Lake, ragazza di diciotto anni come tante altre e fan accanita di Johnny Depp. Disarmata dalla sensibilità e dalla dolcezza di un amore forte e travolgente, come una solenne dichiarazione dei sentimenti al suo amato Will o dei suoi più tormentati e intimi segreti.

ll cuore ti dice: oh no, di nuovo!
In che casino mi hai messo?
Ma quando l'amore c'è ti porta su
e ti fa arrivare in ogni posto.

Con capitoli intervallati dalle più belle citazioni degli "The avett brother", un gruppo musicale di cui non ne conoscevo l'esistenza a dir il vero, uno stile semplice e piuttosto lineare, Tutto ciò che sappiamo dell'amore ha rivelato una Hoover giovane, ingenua e sognatrice. Ma, certezza per le più romantiche, è una lettura che scalda il cuore. Confonde e lusinga per la sua contemplazione. Emoziona come pochi.
Criscri7Criscri7 wrote a review
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Può sembrare la solita storia della ragazzina liceale innamorata del professore giovane, simpatico e attraente e invece è una storia molto più profonda. Lake e Will si innamorano già dai primi sguardi, sin da quando la ragazza si trasferisce con la madre e il fratellino dal Texas in Michigan, a Ypsilanti.
Lake è reduce dalla morte di suo padre e deve ricominciare la sua vita in un posto che non le piace. Vorrebbe fuggire, ma poi incontra Will, il ragazzo della casa di fronte e improvvisamente tutto assume una sfumatura diversa. C’è alchimia tra i due, sin dal principio, quando lui si offre di accompagnarla a fare la spesa e quando comprendono di avere gli stessi gusti musicali, così come quello per le poesie. Scatta il bacio e il batticuore, ma il primo giorno di scuola rovina la magia.
Il professore di poesia, seppur tirocinante, è proprio Will e un rapporto tra docente e allieva non è in alcun modo possibile, anzi ciò che è stato dev’essere dimenticato e rimanere segreto.
Ma si può dire all’amore di andarsene quando ha già colpito in pieno due cuori tanto affini?
Questa è una storia delicata e romantica di un amore combattuto a colpi di poesia, con sfumature a volte tristi che fanno riflettere. È anche una storia in cui l’amicizia e l'affetto della famiglia hanno un ruolo fondamentale.
Ho impiegato pochi giorni per terminarlo, divorandolo. Mi è piaciuto moltissimo e nella mia lista c'è il proseguimento, "Tutto ciò che sappiamo di noi due".
Un’unica “pecca”: il presente come tempo di narrazione, che non prediligo.

Recensione completa qui:
sakomar.blogspot.it/2016/06/recensione-di-tutto-cio-che-sappiamo.html
PiccolaStellainCieloPiccolaStellainCielo wrote a review
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Antonietta MirraAntonietta Mirra wrote a review
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RECENSIONE A CURA DI FEDERICA RESTA PER IL BLOG L'AMICA DEI LIBRI
A volte, no. Forse sarebbe meglio dire spesso, succede che quando vuoi raccontare qualcosa a qualcuno c’è una piccola parte di te che vorrebbe saltare la prima e la seconda e anche la terza fase se c’è, e arrivare dritto al punto. Risultato?
Ti ritrovi a passare almeno tre o quattro secondi buoni a dirti “No, dài, respira, e comincia dall’inizio. Ce la puoi fare.”

E’ letteralmente quello che sto facendo io adesso. La colpa è di Colleen Hoover. Che mi prende il cuore, l’anima e il corpo che ci è attaccato e in meno di una frazione di secondo sento che tutto diventa una cosa sola, come l’impasto di una torta ben amalgamato pronto da infornare, niente ha più una vita propria. E mai più ce l’avrà, perché, quando provi tutto questo, ti chiedi “Perché dovrei smettere di sentirmi così? Voglio sentirmi così. Sempre e per sempre.” Il libro di cui sto per parlarvi, fa proprio questo: vi farà desiderare di sentirvi così per sempre. Primo della serie Slammed che da noi ha visto la luce nel 2013, ristampato poi dalla Fabbri nel marzo del 2015, seguito da “Tutto ciò che sappiamo di noi due” e “This girl” ancora inedito in Italia.


"Questo libro è dedicato agli Avett Brothers,
per avermi spinto a “decidere chi sono,
e cominciare a esserlo."


Ed ecco che la magia inizia. Con questa frase, Colleen Hoover ci apre la porta del suo cuore. E mette al tappeto il nostro, di cuore – così, in un battito di ciglia – che perde un battito, poi un altro, e senza rendercene conto lo risentiamo battere nuovamente, ma è come se un battito si mettesse a fare a gomitate per scavalcare l’altro, e quello dopo ancora. Finché non voltiamo pagina e leggiamo PRIMA PARTE. Bene, pensiamo. Questo vuol dire che ci sarà una prima e poi una seconda parte per mettere alla prova quel nostro povero cuore che ce la sta mettendo tutta per prendere fiato e ricominciare a battere più regolarmente. Voltiamo di nuovo pagina e inizia il primo capitolo.

Lake ha diciotto anni quando, in seguito alla morte del padre, sei mesi dopo si ritrova a doversi trasferire dal Texas a Ypsilanti, con sua madre, Julia, e Kel, il suo fratellino di nove anni. Che non fa in tempo a scendere dal furgone dopo che la sorella ha parcheggiato davanti alla porta d’ingresso di quella che sarà la loro nuova casa, che stringe amicizia con un altro bambino, Caulder, il fratello più piccolo di Will.

Colleen Hoover, in queste pagine, è in grado di far capire che cos’è l’amore a chi ancora non l’ha capito, perché, con “amore”, intendo il vero amore, quello famoso che tutti noi chiamiamo con la “a” maiuscola che bramiamo di poter finalmente vivere consolandoci, nel frattempo, tra le pagine dei libri che divoriamo uno dietro l’altro, consumando i polpastrelli delle nostre mani ma che raramente, alla fine, troviamo.

Io lo ammetto – e se sto avendo il coraggio di metterlo finalmente nero su bianco è perché penso che solo dicendo al mondo intero quello che sei veramente puoi veramente dire di essere te stesso come ha detto la stessa Colleen Hoover – potrei benissimo mettermi in testa a questa – e credo di non sbagliarmi – lunghissima fila di persone. Perché, quanti di noi possono dire di sapere realmente cosa sia l’amore?

Finché non mi sono ritrovata con questo libro tra le mani, non avevo la più pallida idea di cosa fosse l’Amore, e nel cercare di capirlo mi sono fatta male, molto male, ma credo che molti di noi se lo siano fatto nel confondere questo sentimento con delle cose che non hanno per niente a che vedere con qualcosa che invece non si può spegnere così come è sbocciato. Colleen Hoover mi ha sbattuto con dolcezza, con eleganza ma al tempo stesso con impeto davanti a uno specchio. Quello specchio che spesso, tutti noi, preferiamo non guardare, chiudiamo gli occhi o distogliamo lo sguardo e ci giriamo da un’altra parte dove, prima ancora di riaprire gli occhi o di mettere a fuoco quello che vediamo, sappiamo che altro non ci sarà riflesso se non ciò che non siamo realmente, una brutta copia sfocata di quello che vorremmo essere ma che non saremmo mai se prima non troviamo quella forza, quel coraggio dentro di noi che ci fa dire “Okay. Adesso basta. A che serve cercare di salvare quello che ormai non ha più senso salvare?”. In quel preciso momento, tu ancora non lo sai, ma stai crescendo, stai facendo quel piccolo, famoso passo in avanti che sapevi di dover fare, poi ne fai un altro e un altro ancora prima di sentire il tuo cuore e la tua anima – a brandelli, ovviamente – che ti stanno urlando a squarciagola di prendere un bel respiro e di far diventare quei piccoli passi l’inizio di una corsa, di una corsa contro il tempo, con il mondo contro cui vai a sbattere da tutte le parti. E lo fai. Prendi un bel respiro, magari un altro, e asciugandoti tutte quelle dannate lacrime che non smettono di inondarti gli occhi, di solcarti il viso e di farti sentire come l’essere più idiota che si poteva vedere sulla faccia della Terra, corri, corri, allunghi una gamba più in alto dell’altra quando davanti a te trovi qualcosa che ti farebbe cadere e farti ritrovare di nuovo come, se non peggio di prima, e non vuoi più fermarti, senti il sole, il vento, la pioggia sulla faccia, che ti scalda, ti fa rabbrividire, ti stringe in un forte abbraccio, ti fa tornare a respirare e sorridere e piangere tra quelle stramaledette lacrime che vorresti fermare ma che non si fermano.
Si fermeranno solo nel momento in cui smetti di volere che si fermino.
E… ricominci a vivere. A vedere, a sentire davvero tutto ciò che ti circonda rendendoti conto solo in quel momento che quel tutto era lì anche prima, solo che eri troppo cieca, troppo sorda per vederlo, per sentirlo.
(...)

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amicadeilibri.blogspot.it/2016/01/tutto-cio-che-sappiamo-dellamore-di.html
LindaLinda wrote a review
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