Tutto Sherlock Holmes
by Arthur Conan Doyle
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Il 1887 rappresenta una data storica nella letteratura poliziesca. Nasce in quell’anno il più celebre detective di tutti i tempi: Sherlock Holmes. Anche se Uno studio in rosso, il primo romanzo della serie, passò praticamente inosservato, qualche anno dopo però Il segno dei Quattro fu accolto con un

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Uomo Del SottosuoloUomo Del Sottosuolo wrote a review
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Li ho letti tra Agosto 2005 e Settembre 2019.
Il punto forte dei romanzi e dei racconti di Sherlock Holmes, è presentare una mente completamente razionale.
È molto rassicurante seguire Sherlock durante le sue avventure. Sai che alla fine, nella maggior parte dei casi, Sherlock troverà il colpevole. Sherlock è stimolante, ti sollecita a ragionare e ha contribuito molto alla mia formazione. Contro purtroppo si può dire che molte concezioni scientifiche sono superatissime: nessuno parla più di nervi scossi, nessuno pensa che la frenologia sia utile per delineare la personalità di una persona.
Commenterò libro per libro. Andrò a memoria, perciò chiedo venia se farò qualche errore.

Uno studio in rosso (Agosto 2005): probabilmente il romanzo migliore di tutti. Il caso è perfetto, Sherlock è nuovo, lo si comincia a conoscere e lo si ascolta a bocca aperta. La prima parte è perfetta. La seconda parte La terra dei santi, non funziona. Non serve a niente, la si legge. Ma è il caso ciò che importa. E il finale, dove Sherlock parla della differenza tra induzione e deduzione è indispensabile.

Il segno dei quattro (Luglio 2008): Purtroppo sa di già visto. Sembra l'ultima avventura per Watson, visto che si sposa con la signorina Mary Mortsan. Al posto di una seconda parte, la storia dell'assassino è contenuta nell'ultimo capitolo. È infantile nel descrivere l'amore di Watson per la signorina Mortsan, le deduzioni di Sherlock sono buone, il bassotto Toby, mi è sembrato un escamotage per semplificarsi la storia.

Le avventure di Sherlock Holmes (finito nel Maggio 2010): i primi e probabilmente migliori racconti su Sherlock. Sono così buone che ricordo ancora alcuni dei racconti nei dettagli. Divertenti, intelligenti. C'è di tutto un po', anche qualche racconto sensazionalistico come L'avventura del pollice dell'ingegnere. Sherlock sfoggia talenti attoriali invidiabili.

Le memorie di Sherlock Holmes (Ottobre 2012): doveva essere l'ultimo libro su Sherlock Holmes. I primi racconti sono migliori degli ultimi, ricordo meglio Silver Blaze che non fa La valle della Paura. Il fatto è che Conan Doyle stava finendo le idee e così ha dovuto introdurre Mycroft e il professor Moriarty. Mycroft è la longa manus bona dietro il parlamento e il re d'Inghilterra, cervello fino ma scarsa voglia di alzarsi dal divano; il professor Moriarty è la longa manus nigra, colui che porta a succedere avvenimenti che gli tornano a suo favore.

Il Mastino dei Baskerville (aprile 2014): si scopre che Sherlock ride poco e se ride qualcuno va a finire male, inoltre è un ironman che dorme in capanne di pietra (mi pare dei wigwam) e batte Watson nei 100 metri.
Scherzi a parte è un buon romanzo, fa ragionare tanto e da soddisfazione. Arrivi alla fine e sei contento. Nell'ultima pagina Watson fa notare una cosa che fa cadere tutto il palco: come avrebbe potuto Stapleton giustificare il fatto che abitasse vicino a una villa che avrebbe potuto ereditare? Eh.

Il ritorno di Sherlock Holmes (finito nell'Aprile 2019): mi sono accorto che finito di leggere un racconto, se ne si inizia subito un altro, ciò può creare dipendenza. Non lo avevo fatto per i libri precedenti. L'intrattenimento è onesto, ma non c'è niente di indimenticabile. Sherlock senza un caso da risolvere rimane svuotato di significato. L'importante è risolvere il caso, non che giustizia sia fatta. Sherlock gioca e non ha principi morali forti. È un bambino. Forse autistico. Un vero peccato che neanche col sesto libro (terza raccolta di racconti) si cerchi di dare profondità ai personaggi. Mi ero messo a immaginare l'educazione di Sherlock.

La valle della paura (Aprile 2019): probabilmente il peggior romanzo del corpus. Si ritorna alla struttura in due parti dello Studio in rosso. La prima parte è leggibile, ma la seconda parte fa cadere le braccia. Nella seconda parte si scopre che McMurdo è in realtà un detective, che ha smascherato una loggia massonica, nel far west, dove i membri si comportavano come dei mafiosi. Cowboy mafiosi massoni. Non funziona. E poi c'è il finale a sorpresa: è tutta colpa di Moriarty. Si perché era stato menzionato all'inizio. E come ha fatto? Non si sa. Sherlock ci pensa guardando fuori dalla finestra mentre la telecamera lo riprende di spalle e si vede il suo riflesso sul vetro.

L'ultimo saluto (settembre 2019): intrattenimento, ragionamento, c'è tutto. Peccato che il sapore sia più quello di una formula che dell'ispirazione. Sherlock e Watson sono sempre insieme. Pare che Watson non viva più con Mary. Credo sia questo il vero mistero. Un paio di racconti sono scritti non da Watson, ma in prima persona da Sherlock.

Il taccuino di Sherlock Holmes (finito il 29 Settembre 2019): Sherlock che lavora contro le spie tedesche durante la prima guerra mondiale! Sherlock in pensione vive in campagna studiando il comportamento delle api. Ci scrive anche un trattato sopra. Alla fine della lettura c'è la nostalgia per tutte le avventure lette e che sono finite.
VirgoVirgo wrote a review
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Spoiler Alert
LA SCIENZA DELLA DEDUZIONE
L’osservazione è un’arte che permette di guardare oltre le cose. Spesso non vediamo ciò che abbiamo davanti agli occhi, oppure ci sembra banale e superfluo, e molte volte le risposte che cerchiamo sono proprio là.
La scienza della deduzione per l’appunto parte dal presupposto che tutto è importante e che anche le cose che apparentemente sembrano prive d’interesse -se ben analizzate - assumono un grande valore, se non un valore risolutivo. E proprio il personaggio creato da Sir Arthur Conan Doyle ne farà la sua professione.
Il personaggio di Sherlock Holmes ci viene presentato come un uomo dalle notevoli capacità deduttive, la cui intelligenza e arguzia sono certo superiori alla media. Egli si affida non solo alle tecniche deduttive, ma anche alla sua memoria, costruendosi un “palazzo mentale”,una specie di archivio cerebrale che custodisce informazioni di ogni genere.
È in grado di individuare la storia dell’interlocutore che si trova davanti semplicemente osservandone i modi, se presenta dei segni sui capi che indossa, se ha un odore particolare, anche da ciò che non dice.
Le sue occupazioni prevedono anche dei passatempi, tra cui l’uso di oppiacei, le esecuzioni al violino, la redazione di manuali sugli argomenti più vari;il tutto nella comodità della propria dimora al 221B di Baker Street.
Sherlock è decisamente poco avvezzo alle convenzioni sociali per tale ragione gli viene affiancato un compagno d’imprese più affabile, il dottor John H. Watson.
Il dottor Watson è un ex medico militare, reduce di guerra, uomo di grande spessore morale, assennato e sensibile. Egli diviene un po’ il biografo della avventurosa vita di Sherlock, condividendone a sua volta la sorte.
L’incontro tra i due rimane memorabile e il loro sodalizio duraturo e sincero sino alla dipartita di Sherlock Holmes.
La nemesi del famoso detective è il Professor James Moriarty,il suo acume è pari a quello di Sherlock Holmes, ad eccezione del fatto che lo metta al servizio di intenti criminosi; e le sue strategie criminali si rivelano sempre raffinate ed efficaci.
Sir Doyle riesce con la sua penna a immergerci nelle strade di Londra, nei luoghi in cui i personaggi investigano,a renderci investigatori pronti a raccogliere gli indizi e giungere così alla scoperta del mistero e alla risoluzione del caso.