Un bel morir
by Alvaro Mutis
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MaqrollMaqroll wrote a review
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Ognuno è come Dio l'ha fatto. A volte anche peggio.

Questo me l'ero proprio dimenticato. Non so come sia finito nel cartone che porta la scritta "materiale speleo". In pratica giaceva lì da trent'anni; quant'è bella giovinezza. Meritava una rilettura, anche perché sicuramente allora non conoscevo Maqroll. Letto e dimenticato, senza una nota, una sottolineatura, una dedica, un disegnino, un epitaffio. Insomma letto e perduto. Eppure è l'ultimo della trilogia di Maqroll il gabbiere. Ma questa volta, rileggendolo, ho capito tutto. Pure qui si imbarca, a sua insaputa, in un traffico illecito, e anche qui dimostra la sua ingenuità, beffato da ignobili trafficanti. Al punto da rischiare il plotone d'esecuzione.Ma anche l'inferno ha i suoi lati positivi: anche qui una donna. E, si sa, l'ultimo amore non si scorda mai. Ecco Amparo Maria, pelle bruna, corpo elastico, "la ragazza che sorrideva con la stessa malizia delle statuine etrusche viste in un museo dell'Adriatico".

Non ci sono navigazioni né fluviali né marine né oceaniche in questa storia, ma riaffiorano le donne che accompagnarono il buon Maqroll nei suoi viaggi "in direzione ostinata e contraria".

Ilona la triestina, Flor la libanese: tutti amori finiti tragicamente e perciò entrati nella leggenda, come il nostro Gabbiere che esce dalla storia ammantato di mistero. E' ora di salpare, ma stia attento, il vento rinforza.

Sicuramente navigherai di bolina stretta, vecchio Maqroll, con la chiglia incrostata di teredini e il foular di Maria annodato al collo. 

topo di bibliotecatopo di biblioteca wrote a review
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Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
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Negli addii tutto precipita all'improvviso verso il passato e il presente si svuota di senso
Ho provato a leggere una porzione del Canzoniere ma non sono riuscito ad isolare nessun verso all'altezza di
“Tu ài li strali et l’arco:
fa’ di tua man, non pur bramand’io mora,
ch’un bel morir tutta la vita honora."
Ho ritagliato chilometri di prosa con una penna, con un lapis o con un dito; per i versi invece ho bisogno che qualcuno lo faccia per me
L'ultimo libro della saga del Gabbiere è il meno poetico. Maqroll non è per mare, ma sulla terra ferma a La Plata, un luogo sinistro ed umido come un bagno turco. Le donne che ha amato e perduto gli fanno visita nei sogni, senza il loro discernimento finirà implicato in un losco traffico organizzato da un belga di nome van Branden
Così come tutti i van Brenden che incrociavano la sua strada servivano solo a fargli constatare la sua irrimediabile solitudine, o il suo scetticismo di fronte all'ostinata vanità degli uomini, questi sventurati ciechi, che entrano nella morte senza aver sospettato la meraviglia del mondo
Entrare nella morte senza aver sospettato della meraviglia del mondo, ecco Mutis, la sua insopprimibile nostalgia, l'insoddisfazione che gli fa scrivere: “Non esisteva paese dove mettere fine ai suoi passi”.
La commistione fra la natura di Mutis e le sue frequentazioni europee ne hanno fatto un fuoriclasse. E' successo a lui come a taluni calciatori sudamericani che al talento innato hanno aggiunto il pragmatismo appreso nel vecchio continente. Se dovessi schierare un'ipotetica formazione dei miei scrittori preferiti, gli darei una maglia da titolare. Da lui ci si può aspettare una bicicleta alla Osvaldo Ardiles, o una chiusura degna di Esteban Cambiasso
Addio Gabbiere pazzo, mi ha fatto piacere godere di nuovo della tua compagnia

1998 ★★★★
2014 ★★★★
Simone PetralliSimone Petralli wrote a review
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