Un cuore debole
by Fëdor Mihajlovič Dostoevskij
(*)(*)(*)(*)( )(95)
Apparso per la prima volta nel 1848 sulla rivista Annali patrii (Otečestvennye Zapiski), Un cuore debole è uno dei romanzi giovanili di Fëdor Dostoevskij.
Il breve romanzo narra dell’amicizia tra due giovani, Vassia e Arcadio – colleghi e coinquilini – e in particolare del tentativo di Arcadio
... More

All Quotations

6
Giovanni Linke CasalucciGiovanni Linke Casalucci added a quotation
00
(...) ma sai, che perfino il tuo amore mi faceva morire? Lo sai quante volte, specialmente quando stavo per addormentarmi e pensavo a te (perché io penso sempre a te, quando sto per addormentarmi), mi sgorgavano le lacrime e il cuore mi tremava, perché, perché... Sì, perché tu mi amavi tanto e io non avevo nulla per alleggerirmi il cuore, nulla per poterti ringraziare...
Giovanni Linke CasalucciGiovanni Linke Casalucci added a quotation
00
(...) ma sai, che perfino il tuo amore mi faceva morire? Lo sai quante volte, specialmente quando stavo per addormentarmi e pensavo a te (perché io penso sempre a te, quando sto per addormentarmi), mi sgorgavano le lacrime e il cuore mi tremava, perché, perché... Sì, perché tu mi amavi tanto e io no... More
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
10
[...] Arkadij tornò a casa. Vicino alla Neva si fermò un momento e rivolse uno sguardo profondo alle acque del fiume nella fumosa, nebbiosa, gelida lontananza riverberata da un ultimo purpureo riflesso del tramonto che dileguava nella foschia del cielo. La notte ammantava la città e tutta la superficie della Neva, con la sua coltre di neve gelata; l'ultimo riflesso del sole luccicò di innumerevoli miriadi di scintille di brina stellata [...] L'aria densa vibrava al più piccolo suono e come giganti, da tutti i tetti delle due rive, si sprigionavano fitte spirali di fumo che sollevandosi in alto si fondevano e poi si sfrangiavano e sembrava che nuovi edifici si levassero sui vecchi, che una nuova città prendesse forma nell'aria... Si aveva infine l'impressione che tutto questo mondo, con tutti i suoi abitanti, forti e deboli, con tutte le sue dimore, con tutti i tuguri dei derelitti o i palazzi sfarzosi, orgoglio dei potenti di questa terra, somigliasse in quell'ora della sera ad una fantastica, meravigliosa visione, ad un sogno destinato a sua volta a svanire, a disperdersi in vapore nel cielo di un azzurro intenso.

(Fedor Dostoevskij, Un cuore debole, cit. pp. 76-77).
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
10
[...] Arkadij tornò a casa. Vicino alla Neva si fermò un momento e rivolse uno sguardo profondo alle acque del fiume nella fumosa, nebbiosa, gelida lontananza riverberata da un ultimo purpureo riflesso del tramonto che dileguava nella foschia del cielo. La notte ammantava la città e tutta la superfi... More
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
10
[...] ho come la sensazione di non essermi mai capito fino ad ora, sì! Sì e solo ieri ho imparato a conoscere gli altri. Io, fratello, non ero capace di sentire, non apprezzavo a fondo. Il mio cuore... era di pietra... Spiegami come è stato possibile che io non abbia mai fatto del bene a nessuno al mondo, perché ero incapace di farlo [...] mentre all'opposto ognuno mi ha fatto del bene!

(Fedor Dostoevskij, Un cuore debole, cit. p. 57).
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
10
[...] ho come la sensazione di non essermi mai capito fino ad ora, sì! Sì e solo ieri ho imparato a conoscere gli altri. Io, fratello, non ero capace di sentire, non apprezzavo a fondo. Il mio cuore... era di pietra... Spiegami come è stato possibile che io non abbia mai fatto del bene a nessuno al ... More
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
00
Tra l'altro tu sei anche un sognatore, e questa non è una cosa positiva: potresti perdere il senso della realtà [...]

(Fedor Dostoevskij, Un cuore debole, cit. p. 53).
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
00
Tra l'altro tu sei anche un sognatore, e questa non è una cosa positiva: potresti perdere il senso della realtà [...]

(Fedor Dostoevskij, Un cuore debole, cit. p. 53).
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
00
Madame Leroux prese un foglio di carta velina, fissò l'involucro con uno spillo, e fu come se la carta, avvolgendo la cuffietta, diventasse più leggera.

(Fedor Dostoevskij, Un cuore debole, cit. p. 25).
SonnenalleeSonnenallee added a quotation
00
Madame Leroux prese un foglio di carta velina, fissò l'involucro con uno spillo, e fu come se la carta, avvolgendo la cuffietta, diventasse più leggera.

(Fedor Dostoevskij, Un cuore debole, cit. p. 25).
LordDunsanyLordDunsany added a quotation
00
"Mi sento di amarvi anch'io, V.P., ma sono una povera fanciulla, non vi prendete gioco di me; ho paura di amare ancora qualcuno"
LordDunsanyLordDunsany added a quotation
00
"Mi sento di amarvi anch'io, V.P., ma sono una povera fanciulla, non vi prendete gioco di me; ho paura di amare ancora qualcuno"