Un'estate con la strega dell'Ovest e altri racconti
by Kaho Nashiki
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Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po', in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la "Strega dell'Ovest", ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento, lontane dalla frenesia della vita di città, a lavorare nell'orto, raccogliere erbe selvatiche e cucinare, oltre a dedicarsi, naturalmente, a quelli che sono, secondo la nonna, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice, negli anni, l'autrice ha voluto aggiungere tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l'ambientazione e che proponiamo fedelmente nella presente edizione.

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sakurasakura wrote a review
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FauFau wrote a review
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Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
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Gatta_Fra_2406Gatta_Fra_2406 wrote a review
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Spoiler Alert
Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola, non si trova bene e ne soffre moltissimo. La madre, preoccupata, decide di mandarla per qualche tempo a stare dalla nonna, donna britannica ormai vedova che vive in una bella casetta nella campagna giapponese. La casa della nonna ha tutte le caratteristiche per entrare in un racconto da fiaba: immersa tra fiori, boschi e animali; lontano dal traffico cittadino è immersa nella natura, fra piante fiorite ed erbe aromatiche, colline e montagne, boschi di noccioli, querce e castagni giapponesi.
L’anziana donna è considerata una “straniera”, trasferitasi infatti in Giappone per amore, continua a mantenere salde le sue origini inglesi, tanto da meritarsi il soprannome di “la strega dell’Ovest”. La nonna non è diversa dagli altri solo per le sue origini, ma più che altro per la sua natura: una strega deve saper percepire ogni segnale dettato dalla natura, dev'essere in grado di distinguere le voci provenienti da tutto ciò che non è visibile all'occhio umano, deve saper riconoscere quelle giuste e utili da quelle superflue o nocive.
Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose lontane dalla frenesia della vita di città, nell’orto, a raccogliere erbe selvatiche e cucinare: inizia così tra loro un rapporto speciale, fondato su insegnamenti che vanno al di là del tempo e dello spazio.
Per Mai ascoltare la natura, e di conseguenza la propria anima, sarà la lezione più difficile da apprendere, un insegnamento ispirato dalla quiete quasi anomala delle lunghe passeggiate nei boschi di bambù, dall'ululare del vento fra i rami delle querce; lontana dalla frenesia della vita e immersa nella bellezza della natura potrà, tra un elenco di faccende da svolgere, pulire casa, studiare e dedicarsi alla lettura, imparare ad ascoltare la propria anima.
Un romanzo scorrevole, scritto con uno stile semplice, una storia dolce che insegna che ci sono valori molto importanti come il rispetto della natura, dei suoi ritmi, la consapevolezza che il bisogno di staccare dal mondo è spesso fondamentale per ritrovare la propria strada, ed il suo valore a non arrendersi mai nella vita e a lottare per tutto ciò che ci rende felici. "Il trucco è fare tua quella sensazione di confine tra sogno e realtà che viene al mattino subito prima del risveglio. D'ora in poi, ogni mattina, cerca di concentrarti su quell'istante. Poi dovrai allenarti in modo da riuscire a vedere ciò che hai deciso di vedere." Il romanzo risulta scorrevole, il linguaggio evocativo: è attraverso questa apparente semplicità che l‘autrice cerca di riportare a galla in modo delicato qualcosa che tutti abbiamo dentro, ma che giace assopito nella nostra anima sotto strati di frenesia, cupidigia, desideri latenti o esauditi, capricci e brame varie.
Un’estate con la Strega dell’Ovest è l’elogio della semplicità, in onore di un mondo sospeso dove la magia non ha niente a che vedere con gli elisir o le formule magiche, ma è fatta di costanza, disciplina e forza di volontà.
"Io credo che le persone possiedano una cosa chiamata anima. Gli esseri umani sono fatti di corpo e anima. Nemmeno io so da dove venga l'anima, anche se ci sono varie tesi. Però, anche se il corpo l'accompagna dalla nascita alla morte, l'anima deve continuare un viaggio molto più lungo. L'anima esiste da molto prima di dimorare nel corpo appena nato di un bambino, e deve proseguire il suo viaggio anche dopo che ha lasciato un corpo logorato dagli anni. Penso che morire significhi che l'anima lascia il corpo a cui è stata legata per tanto tempo e ritorna libera. Sono sicura che sia una bella sensazione che rende felici."
Le nostre radici sono da riscoprire e rivalutare per vivere bene con noi stessi.
vedoleggoscrivo.com/2020/12/28/strega-dell-ovest
Giogio53Giogio53 wrote a review
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Senza spendere euro - 08 dic 20
Cominciamo con una serie di precisazioni. La grande famiglia Floridi, per il mio ultimo compleanno, mi ha riempito di libri, cosa immensamente gradita. Ho così preso quello che mi sembrava più agile, e nel cui titolo di copertina non compariva l’aggiunto “e altri racconti”. Quindi mi sono immediatamente storto.
La seconda storta è che pensavo ad un libro recente, ed invece ha l’età di Benedetta (che se per un giovane è poco per un libro rischia di essere tanto).
La terza storta è che, pur con la consueta delicatezza giapponese, è eminentemente un libro per ragazzi. Ora, memore della lievità di Banana, non mi tiro indietro neanche a questa prova, ma mi aspettavo forse un juvenilia, dato il titolo, ma non così di base. Alla fine, il romanzo in sé è pur sempre godibile, mentre i tre racconti aggiunti sono fondamentalmente inutili.
I tre testi, in realtà, sono stati aggiunti nell’edizione Shinchosha del 2017, che è poi la versione venduta in qualche fiera del libro, e giunta fino a noi con la patente di freschezza che invece non ha.
I tre racconti sono: “La storia di Blackie”, cioè la storia del cane di famiglia e del suo affetto per la madre della protagonista; “Un pomeriggio d’inverno”, dove vediamo le prime schermaglie tra la protagonista e la nonna in un tempo come dire non sospetto; e “I rametti del fornello”, un monologo della nonna dedicato alla futura nipote. Tre racconti assolutamente inutili, che servono solo a riempire un po’ di pagine, altrimenti il testo raggiungerebbe a stento le cento pagine. Non sarebbe di certo un male, ma si sa che gli editori sono gente strana.
Come sono strani per aver cambiato il titolo, che nella prima versione originale giapponese può essere tradotto (o almeno così recita il sito giapponese di Wikipedia) come “La strega dell'ovest è morta”. Di certo avrebbe un diverso impatto sui lettori, giovani e meno giovani, perché la morte di una strega evoca sempre atmosfere cupe. Invece qui di cupo non c’è nulla, anzi è tutto molto lieve, quasi solare, anche la morte. Perché il racconto lungo (che questo è in realtà) ci parla di due momenti concatenati ma disgiunti della vita della protagonista Mai.
La ragazza, tredicenne, sta vivendo un momento di crisi, scatenato da diversi fattori: la lontananza del padre che per lavoro si è trasferito in una città vicina, la nuova classe scolastica in cui non si è inserita o non si è voluta inserire, la discendenza familiare, che la nonna (la strega del titolo) è una distinta signora inglese, quindi la madre è di sangue misto, ed anche lei ha un quarto di inglesitudine nel sangue e nel comportamento. In base a tutte questi fatti accumulatisi, la madre decide di farla stare un’estate presso la nonna in campagna. Lì, Mai fa una serie di scoperte, forse futili a noi lettori smaliziati, ma fondanti per i giovani. La campagna, la bellezza delle piante, il loro odore, il poterle coltivare, conoscerle, utilizzare. Gli animali della campagna stessa, soprattutto galli e galline, con le loro uova fresche al mattino. La routine quotidiana di alzarsi, lavarsi, mangiare, andare in campagna, studiare, anche avendo (e non è poco) una stanza tutta per sé.
Tuttavia, questi sono elementi di contorno per arrivare al nocciolo: la nonna è una Strega, la Strega dell’Ovest. Una volta superato il vincolo della fantasia, la magia è permessa. Non nel senso di volare, far sparire gli oggetti, ed altre stupide fanfaluche. Ma la magia di fare un’analisi di sé stessi, di comportarsi correttamente, e di ascoltare. Cosa? La natura, gli altri, e poi il proprio intimo. Star lì non a macerarsi per le cattiverie altrui, ma capire cosa si vuole, perché e come ottenerlo. La nonna fa una serie di microracconti, anche ricordando la sua infanzia inglese, che servono a far crescere Mai, ed a farle accettare il presente.
Una lunga disquisizione è poi incentrata sulla morte, su cosa venga dopo, sulla serenità o meno di accettarla. Non è certo facile parlarne con un’adolescente, ma la nonna ci insegna l’unico modo di farlo: parlare senza pudori, e se non si comprende, spiegare, e poi spiegare ed infine spiegare. Mai ritorna rigenerata alla sua vita, accetta cambiamenti di città, di classe, si apre alle amicizie. E dopo due anni ritorna lì in campagna, perché la Strega dell’Ovest è morta. Avendo così modo di mettere in pratica tutto quanto aveva parlato con lei due anni prima. La solita delicatezza giapponese riempie le scarne pagine di piccoli tocchi pittorici e di comportamento, che in altri contesti sarebbero leziosi, ma che qui, come in Banana ed altre lievità, sono assolutamente in linea. Ma tutte le qualità che posso tirar fuori non fanno salire il giudizio complessivo di un’opera che si legge in un’ora e che lascia mezzo neurone eccitato, ed il resto del cervello dormiente. Eppur tuttavia, sono sempre felice (dato il mio naturale ottimismo) di averne letto.
“Alla mia età, si comincia a vivere pensando al dopo.” (63)
YupaYupa wrote a review
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