Un figlio e ho detto tutto
by The Pozzolis Family
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"Con tutta questa gioia e questo ottimismo, se non dessimo alla luce un bambino sarebbe un crimine contro l'umanità." Alice e Gianmarco si innamorano, di quell'amore puro, irrazionale e folle che provano gli adolescenti alla prima cotta estiva. Invece loro sono ultramaggiorenni e si baciano contro una saracinesca a Milano. A gennaio. Nel giro di una settimana si fidanzano, si presentano ad amici e parenti e infine vanno a vivere sotto lo stesso tetto. E in un giorno qualunque di questo travolgente bazar di allegria, mangiate di gusto, colpi di testa, ottimo sesso, risate incontrollabili e alcol, tanto alcol, decidono di voler mettere al mondo un figlio. E ho detto tutto . Per la coppia si aprono inattesi orizzonti, non sempre tersi come gli avevano raccontato. Ed è ancora niente rispetto a quello che li attende quando il dolce dittatore col ciuccio si insedierà al vertice della loro esistenza. Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli, in arte The Pozzolis Family, si raccontano in questo testo che è sia uno spassoso romanzo sia un toccante diario personale. Un ritratto senza filtri dei dubbi e delle scoperte di una generazione che affronta oggi la sfida di passare da due a tre. Sottoposti all'ambiziosa pretesa di voler vivere al massimo la dimensione di coppia e quella di bravi genitori, i Pozzolis ci consegnano una delirante e radiosa cronaca della loro vita, offrendo al lettore un'irrinunciabile iniezione di positività.

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14
LadyRockLadyRock wrote a review
35
Sarà capitato anche a voi...
Sarà capitato anche a voi...

di avere una musica in testa e un'amica che vuole a tutti i costi farvi leggere un libro.
Un'amica che ha i gusti opposti ai vostri su praticamente qualsiasi cosa: musica, cinema, uomini... libri.
Però insiste.
È talmente convinta che iniziate a pensare ci sia chissà quale recondito motivo per il quale vuole cosi fortemente che voi lo leggiate. Non so, la mappa per scoprire il sacro Graal, tipo, o almeno la pietra filosofale.
E così, delfini curiosi che non siete altro, iniziate a leggerlo con lo spirito di Indiana Jones.

Vi accorgete presto di avere tra le mani uno di quei prodotti da fenomeni del web che vanno tanto di moda ora (tra chi legge poco).

Caratteristiche tipiche da prodotto del web:

- l'uso dell'iperbole come stile di vita. Fateci caso, chiunque cerchi di farvi ridere sul web abusa di esagerazioni spropositate. Se non ne piazza una ogni tre righe non è contento;
- l'uso delle parole come prolungamento dei selfie, dove la bocca a culo di gallina è sostituita da espressioni tipo "alta un metro e ottanta al garrese" riferito a persona, cosa, pianta. (uhm... dov'è che avrò già letto almeno un centinaio di volte questa espressione? mumble...)
- l'uso di piacionate varie sparse qua e là;
- la velocità: di scrittura e di lettura. Scritto velocemente per essere consumato velocemente. La casa editrice spinge per avere il prodotto per natale/festapapà/festamamma etc. Spinge, spinge e alla fine manco si accorge che in un capitolo c'è descritta lei incinta di 7 mesi nel luglio stroncante di Milano. Milano. Luglio. Ok? Esce e congela perchè si è dimenticata il cappotto pesante e i guanti.

Ora, se proprio devo essere sincera, ho trovato questo libro comunque una spanna sopra ai vari fenomeni da web: il circo Barnum dei piacioni a tutti i costi. Qui stiamo comunque parlando di gente di mestiere, di comici, cioè di qualcuno che sa davvero cosa sia la tristezza. La parte più interessante, infatti, non è quella di loro piccioncini innamorati o di loro novelli genitori. No. Queste sono cose già lette in tutte le salse, da quelle più tradizionali a quelle più alternative, che ti rivelano che sì, il pensiero di lanciare dal balcone un neonato che non dorme mai è cosa comune.
La parte più interessante è quella del rapporto coi loro genitori.
"Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo." (Tolstoj mica era un peracottaro)

E, insomma, alla fine io la mappa per il sacro Graal io non l'ho trovata. Ho trovato giusto questo:
La felicità fa paura. Perché lui, insieme a tutte queste cose, potrebbe sparire da un momento all'altro. E io non sarei abbastanza forte per sopportarlo.


Avrei preferito il Graal.

"Non ricominciare con la storia che lo vuoi chiamare Athos. Cos'è un cavallo?"
No. E' un calesse.
ste.busaste.busa wrote a review
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AGOAGO wrote a review
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