Un grande gelo
by Arnaldur Indriðason
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In una Reykjavík avvolta nella coltre di un inverno che sembra il più freddo di sempre, l’agente Erlendur Sveinsson affronta un caso che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi di quel passato che lo tormenta da una vita. La morte di Elías, dieci anni, madre thailandese e padre islandese, trovato... More

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bubbybubby wrote a review
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zombie49zombie49 wrote a review
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Un piccolo omicidio
In un freddo pomeriggio d’inverno Elias, un bambino di origine tailandese di dieci anni, è trovato nel giardino del suo condominio popolare a Reykjavik, ucciso da una coltellata all’addome. Gli agenti Erlendur Sveinsson, Sigurđur Oli e la detective Elìnborg si occupano delle indagini. Il fratellastro di Elias, Niran di quindici anni, rifiuta di parlare e con l’aiuto della madre Sunee si è reso irreperibile. Potrebbe sapere qualcosa. Forse si tratta di un episodio di razzismo, perché alcuni nel quartiere, fra cui un insegnante di Elias, non vedono di buon occhio i lavoratori stranieri, ma non è da scartare l’ipotesi della pedofilia o dello spaccio di droga. Erlendur e i colleghi interrogano i familiari del bambino, insegnanti, compagni di scuola, vicini di casa ma nulla sembra emergere x far luce sul caso. Come in altri romanzi di Indriđason la storia gialla sembra un pretesto x introdurre un tema sociale caro all’autore: in questo caso si tratta del razzismo latente nei confronti degli immigrati extracomunitari. E’ un sentimento diffuso anche negli altri paesi occidentali: si sfrutta una forza lavoro necessaria, ma si diffida di persone con usi e tradizioni diverse dalle proprie, che spesso reagiscono chiudendosi in una comunità ristretta e ostile alla nazione che le ospita. La storia è lenta e priva di colpi di scena: forse ha ragione Erlendur quando parla di un “tipico delitto islandese”, cioè di una vicenda banale. Non ci sono sparatorie ed eroici salvataggi all’ultimo minuto, così cari agli autori americani: potrebbe essere uno dei tanti fatti di cronaca reale, verosimile e tragico nella sua semplicità. Il romanzo racconta in parallelo la vita di Sveinsson e dei suoi collaboratori: piccole storie di persone comuni, con i loro problemi e difficoltà quotidiane. Erlendur è un uomo tormentato da antiche ossessioni e sensi di colpa, depresso e solitario, forse troppo passivo e abulico ma capace di suscitare empatia.
emilia (solo ebook)emilia (solo ebook) wrote a review
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IreIre wrote a review
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É il terzo della serie che leggo, e ho fatto un gran casotto: come tutti i gialli con un ispettore protagonista, gli episodi possono essere letti singolarmente, ma il sottofondo ha una sequenza logica e io non l’ho rispettata. Perciò ho pensato: ma caspita, è ancora messo così e così? E sua figlia così e così? E suo fratello così e così? (Il “così e così” è per non fare lo spoiler). Come la Signora in giallo, attorno a Erlendur il mondo gira, qualcuno muore, ma nella sua vita non succede niente: no, è che ho letto i volumi in ordine inverso e sono tornata indietro (comunque non è che accada poi molto [non è così nella gran parte delle vite in fondo?]).

Questo libro è simile e diverso dagli altri: paesaggio cupo, freddo e solitario come sempre, però c’è un’analisi sociologica più profonda. C’è descritta un’Islanda xenofoba che ribalta il concetto felice e ormai utopico del nord multiculturale. L’occasione per svelarla è l’omicio di un bambino islandasiatico.

Torna poi la costante, per Erlendur e per quella terra, delle sparizioni. Fanno molta meno notizia perchè lì le persone scompaiono da sempre: nel ghiaccio, nel deserto, nel mare, nella brughiera o, semplicemente, se ne vanno. E non ci si chiede più di tanto dove (tutto sommato, forse, potrebbe essere una buona filosofia).

Non so se ne leggerò ancora, la solitudine del protagonista penetra nelle ossa: è incapace di avere un rapporto con i figli, con i colleghi, perfino con una donna. Una volta mi piaceva, ora mi infastidisce, non so perchè. Alcune parti mi hanno annoiato, tuttavia mica lo avevo capito chi era l’assassino, e questo è un pregio. E poi… e poi mi piace conoscere il lato oscuro di un’isola magica, avventurosa, romantica, divertente, difficile, che mi ha dato tanto.