Un segreto di boschi e di stelle
by David Guterson
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ClaudiaClaudia wrote a review
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EclipseMagazineEclipseMagazine wrote a review
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LucyLucy wrote a review
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Ais QuinAis Quin wrote a review
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Spoiler Alert
Avete presente quei libri che vanno avanti solo ed esclusivamente a furia di flashback e digressioni di proporzioni bibliche? Eccone qui un fulgido esempio. Per carità, è scritto bene e in alcuni tratti la godibilità è altissima, ma ci sono pagine e pagine di aneddoti di dubbio interesse che Guterson avrebbe potuto benissimo risparmiare a se stesso e al povero lettore, costretto a filtrare come meglio può l'incredibile mole di informazioni contenute in ogni singolo capoverso per poi scoprire che soltanto un decimo delle stesse è cruciale ai fini della storia. Insomma, David, mi fa piacere che i tuoi personaggi siano tutti dotati di una memoria prodigiosa, ma consentimi un bel "E 'sti cazzi?" di fronte all'ennesimo cumulo di ciarpame letterario più o meno casuale.

La storia ruota attorno a Neil Countryman, insegnante d'inglese alle soglie della mezza età che si ritrova improvvisamente con quattrocentoquaranta milioni di dollari in tasca e la stampa alle calcagna. Tutti adesso lo conoscono come “l'unico amico dell'eremita”, un uomo il cui cadavere è stato recentemente ritrovato nelle montagne dello Stato di Washington quasi trent'anni dopo che se n'erano perse le tracce; un cadavere che un tempo era un ragazzo di nome John William Barry, a cui Neil era molto legato. Ricco, aitante ed estremamente intelligente, John è sempre stato un giovane tormentato e insofferente all'ipocrisia della società da cui era costretto a dipendere, al punto di decidere di dedicarsi a una vita di stenti e clausura nel bosco che successivamente diventerà la sua tomba. Dal canto suo Neil, pur non avendo mai approvato questa sua risoluzione, non gli ha mai fatto mancare il suo sostegno morale e materiale. Ma cosa vuol dire nel concreto essere l'unico amico dell'eremita? Dopo tanti anni è finalmente giunto il momento di dare una risposta a questa domanda e di fronteggiare un passato che il nostro protagonista non ha mai saputo o voluto lasciarsi alle spalle.

D'accordo, non è esattamente la trama più originale del mondo, ma può funzionare. Ed in effetti nel suo piccolo funziona davvero, seppur gravemente funestata dai difetti a cui ho già avuto modo di accennare. Il problema è che John e Neil sono due stereotipi ambulanti, che raramente hanno l'ardire di uscire dal triste seminato che l'autore li costringe a seguire e che possiamo definire soltanto attraverso il rapporto che hanno tra loro e con gli altri personaggi. Ne consegue che la voglia di leggere delle loro gesta, unita alla scarsa linearità delle stesse, subisca numerosi e vertiginosi cali fino a spiaggiarsi definitivamente alla morte di John. Lo stile ridicolmente ricercato adottato dall'autore in certe circostanze, poi, certamente non aiuta a rimanere svegli. Certo non posso dire che come libro in sé sia da buttar via, perché non lo è, ma sicura che se Guterson avesse speso più energie nel curare la psicologia delle sue creature piuttosto che descriverci con estrema dovizia di particolari in cosa consista ogni singolo pasto elencato nel libro {giuro!} o altre simili quisquilie ci saremmo trovati di fronte a una storia completamente diversa. Magari evitando di parlare di cose che non presumibilmente non conosce molto bene, come il disturbo bipolare della cognata di Neil: prima di specificare cos'abbia la fa comportare in modo tutto sommato normale, al limite un po' lunatico, forse, ma da quando l'infame aggettivo compare nero su bianco ecco che le vengono messe in bocca scemenze d'ogni tipo che paiono rubate a un film sui manicomi di serie B. Se non altro la lezione di sopravvivenza nei boschi è stata studiata, assimilata e propinata al lettore con molto più successo.

P.S.: Non so voi, ma a me il titolo italiano ricorda in maniera molto spiacevole quelli degli anime che la Mediaset trasmetteva qualche anno fa in forma superedulcorata, tipo Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina e altre amenità che non tengo particolarmente a rievocare.