Una brava ragazza
by Joyce Carol Oates
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La diciassettenne Katya Spivak sta camminando con i due dei bambini a cui fa da baby sitter per Bayhead Harbour, New Jersey, quando viene avvicinata da Marcus Kidder, un uomo gentile, dai capelli grigi, uno dei cittadini più in vista della zona. All’inizio le sue attenzioni verso Katya sembrano innocue, disinteressate; al contrario quelle della ragazza sembrano precocemente manipolatorie. La sua bellissima casa in riva all’oceano, il suo essere un artista, i libri per bambini che ha scritto, la musica classica che le fa ascoltare, i suoi generosi regali: la vita di Kidder non ha nulla a che vedere con l’ambiente da cui proviene Katya, che ha una famiglia di bassa estrazione sociale e vicina alla piccola criminalità. Gradualmente, però, a piccoli passi, la relazione tra Katya e Marcus Kidder cambia, e fargli da modella non ha più l’aura romantica dell’inizio. Cosa vuole davvero un uomo così ricco e misterioso da Katya, abbastanza giovane da essere sua nipote? E cosa è pronto a rischiare per ottenerlo? Come sempre nello stile di Joyce Carol Oates, Una brava ragazza è un racconto ambiguo e inquietante in grado di coinvolgere il lettore, trascinandolo con crescente suspense nell’oscurità dell’animo umano.

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Cerendira Cerendira wrote a review
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Leidenfrost TLeidenfrost T wrote a review
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Spoiler Alert

Per due terzi il romanzo oscilla tra il romanzo di formazione e il romanzo erotico, in cerca di una direzione, ma mantenendo la sua credibilità. Purtroppo il finale cade a pera verso il thrillerone, pura americanata centopercento.


Katya, sedicenne figlia di una famiglia disagiata, originaria di quel New Jersey operaio e disperato, raccontato da Bruce Springsteen, fa la bambinaia estiva in un luogo di villeggiatura sulla costa atlantica e viene avvicinata da Mr. Kidder, uno che ai miei tempi sarebbe stato definito "vecchio bavoso", ovvero un viscido tardo-sessantenne, probabilmente impotente, che, si capisce fin dalle prime righe, vorrebbe portarsela a letto.


Katya è inesperta della vita al di fuori dei bassifondi, ma non è ingenua. Si lascia avvicinare con cautela dal vecchio, affascinata dalle sue ricchezze esibite (pacchianamente) e dalle lusinghe dei suoi modi gentili e, data la sua giovane età, è incerta sui suoi sentimenti per Mr. Kidder: sicuramente sente affetto e gratitudine per le gentilezze del vecchio, ma le sue avance e il desiderio di essere amata le insinuano il dubbio che anche lei, a sua volta, ami il vecchio poli-artista.


Il personaggio di Marcus Kidder lascia più perplessi. Forse perchè viene descritto secondo la proiezione che Katya fa delle sue aspettative: un artista a tutto tondo, scrittore, compositore, pittore nonchè artista del vetro. A guardare tra le pieghe, però, si percepisce che non è quasi nulla di tutto questo: è ricco non per la sua arte ma di famiglia; ha scritto solo quattro libri illustrati (da lui?) e comunque non pubblica da 40 anni; come compositore avrebbe composto un lieder soltanto, bellissimo a fidarsi del giudizio dell'incompetente Katya; e come scultore del vetro ha fatto solo dei mazzi di fiori di vetro che sono "più originali che belli".

A conti fatti, chi rileggesse il curriculum di questo vecchio con un occhio più distaccato, penserebbe a un figlio di papà annoiato che, non avendo ne' voglia ne' necessità di lavorare, ha provato a fare l'artista: "faccio cose, vedo gente, scrivo libri per bambini"...


Per quasi tutto il tempo della frequentazione tra i due, mr Kidder riesce a tenere a freno i cavalli imbizzarriti dei suoi stanchi ormoni, illudendo Katya della sua innocuità e convincendola ad avvicinarsi piano piano,sopratutto grazie ad una delle classiche scuse dei marpioni: "sono vecchio malato terminale, regalami l'ultima briciola di affetto". Però è troppo impaziente e usa la seconda scusa classica ("ho l'ispirazione artistica, adesso spogliati che ti faccio le fot.. il ritratto nuda") troppo presto, quando lei ancora non è troppo convinta e la fa comprensibilmente scappare.


Il finale è troppo trash: adesso chiamo a mio cugino che ti pesta a sangue per quello che mi hai fatto! oh no, che ho fatto, povero vecchio mi fai pena! mio dio, troppo tenero, mi hai perdonato allora vabbè mi spoglio!

StivStiv wrote a review
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Cento_bookCento_book wrote a review
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«Nessun bacio viene dimenticato: perdura nella memoria come nella carne»
Di nuovo in compagnia di Joyce Carol Oates, questo volta alle prese potremmo dire con un racconto lungo, che ti tiene incollato alle pagine per sapere quale è il destino di Katya Spivar e Marcus Kidder.
Ma chi sono questi due personaggi?
Katya è una ragazza sedicenne, e fa la bambinaia per la famiglia Engelhardt; Marcus è un anziano sessantottenne, un uomo di cultura e prestigio a Bayhead Harbour, nel NewJersey.
Che cosa hanno da dividere queste due anime nate in tempi completamente diversi?
Katya proviene da una famiglia corrotta, povera, con un padre assente e una madre invischiata e intrappolata nel gioco d’azzardo, Kidder è un’artista, dall’animo poliedrico: scrittore, musicista, pittore.
Una relazione tra i due è possibile, e se è possibile può essere definita lecita? C’è chi nella critica letteraria ci ha visto un moderno Lolita, a mio avviso paragone non possibile, perché per quanto possa essere brava JCO, non credo che Una brava ragazza abbia la stessa potenza evocativa e dirompente che ha avuto Lolita di Nabokov.
In un gioco di specchi, di costruzioni d’identità, l’Oates come suo solito fare sposta le fila della storia con maestria spingendo il lettore alla riflessione: chi è veramente Marcus Kidder, un osceno pervertito? O un uomo sincero e bisognoso semplicemente di attenzione e affetto? E la baby-sitter Katya Spivar è solo una bambinaia lì per un lavoro estivo o l’ennesima sfruttatrice che cerca nell’altro il salto di qualità?
Da leggere senza avere pregiudizi, affidandosi ad una narrazione magistrale, come ormai ci ha abituato la scrittrice statunitense.
coscinedipollocoscinedipollo wrote a review
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Katia P.Katia P. wrote a review
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