Una luna magica a New York
by Suzanne Palmieri
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New York. Fiocchi di neve si posano leggeri sul tetto e i due comignoli fumanti si intravedono appena. Eleanor è davanti alla vecchia casa. L’ultima volta che è stata lì da bambina la luce della luna colorava d’argento le foglie dell’acero in giardino. Eppure i ricordi di quella lontana estate sono avvolti

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MartinaMartina wrote a review
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GresiGresi wrote a review
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Bisogna essere persone veramente speciali per sentire cosa dice la voce del cuore. Tanti non la sentono affatto, e possono solo tentare di indovinare....
Sono passati tre mesi da quando in un romanzo - apparentemente emozionante e trascinante - ho riscontrato solamente sensazioni sgradevoli. Tutto era cominciato con un entusiastico consiglio di un mio amico nella libreria di fiducia della mia città. All'inizio il mio interesse si limitava al fatto che, non avendo niente da fare, quel pomeriggio l'avrei divorato in poco tempo e, col sorriso che ancora indugiava sulle mie labbra, coltivato nel cuore il desiderio irreprensibile di poter leggere qualcos'altro. C'erano un gruppo di ragazzi. Era estate, e quella che ascoltai fu una normalissima storia nonché ricordo d'infanzia dell'autrice, suddiviso in altrettanti ricordi e ricco di belle e toccanti perle di saggezza. Tutto mi era sembrato estremamente tedioso, artificioso e nostalgico: la proiezione concettuale del "non esserci niente" - in cui tutto quanto era accaduto per l'autrice, anche la vita e la morte, formava un vortice di sensazioni particolari - trasmetteva una quiete leggermente angosciante. M'imbattei in quelle pagine non riuscendo tuttavia a cogliere la sua bellezza e, da allora, promisi a me stessa di non farmi più sedurre da una storia il cui tratto sognante affascinasse ma non avesse nulla di tangibile.
La mia anima sentiva il bisogno di essere riempita da qualcosa che la facesse sentire a casa. Illuminasse corridoi bui, alla luce tremula di un'abajour, rendendomi felice. Catapultandomi in luoghi d'infinita bellezza, in cui potessi ritagliarmi un posto tutto mio. Non ho fatto altro che leggere e rileggere le vicissitudini di svariati personaggi che, sfornati dalla penna di qualche talentuoso/a autore/autrice, hanno funto da toccasana e rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua. La notte mi addormentavo crogiolandomi nella beatitudine di quel momento. Per quanto, a volte, stessi attenta prevedendo la delusione dietro l'angolo. M'intestardivo a pensare non fosse così ed io, per stare un po' meglio, ci credevo, anche se sapevo di non poter ignorare quel brusco senso di vuoto che avviluppava le mie viscere, trasmettendomi un generale sconforto. E quando lessi Una luna magica a New York, sfilata da una cartella luminosa e dall'aria vaporosa, non feci niente per impedirlo. Leggevo con avidità, seguendo i caratteri stampati, mentre le palpebre cominciavano a farsi pesanti, ma la mia mente non riusciva a protendersi per dargli il benvenuto e trattenerla. Tangibile e agra, come la fugacità della vita.
Nord e Sud. Est e Ovest. Camminavamo su due strade differenti che accidentalmente si sono incrociate, e che non si sono intrecciate o sovrapposte per poter tessere una catena di elementi che determinassero la nostra affinità. La nostra unione.
Questo è quello che mi succede quando un romanzo non mi piace. Così mi sento, quando fra le sue pagine non mi sento partecipe. E' qualcosa che si avvicina al dolore, così fastidioso da tramutarsi quasi sempre in un bel problema. E negare la storia che la Palmeri si porta dentro, ha reso il tutto come una serie di occasioni perdute. Rimpianti a ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, sprecando il salvabile e rendendolo come un'altra occasione perduta.
Era piuttosto evidente la mia delusione, in proposito. E, a questo punto, mi sentivo perduta. Inappagata. Dopotutto capitano momenti in cui un romanzo non riesce a fare al caso nostro. E, tutto sommato, essere lettori significa anche questo. Non deve necessariamente essere una costatazione insicura e passionale, se il pesante fardello di una storia, talvolta, grava sulle nostre spalle, come un carico pesante. Non sempre amiamo la voce con cui è stato raccontato il romanzo: non trafigge la nostra pelle come milioni di aghi, lievi come un refolo di vento, ma capace di penetrare nella testa così piano da non avere forma, quasi fosse fatta di aria e di nostalgia. Perché non è apparsa grandiosa come immaginavamo.
Durante il corso della lettura avevo nelle orecchie una canzone, il cui timbro è stato incerto, timido. Fra me e lei regnava il silenzio: imbarazzato, poco entusiasta, come un orribile acquazzone del tutto inaspettato. Ma che, nonostante tutto, ha riaffiorato in me il ricordo di alcuni particolari che ho visto leggendo il romanzo della Palmeri: amori folli e passionali; ricordi deteriorati dal tempo; viaggi che virano verso l'infanzia. Non particolarmente importanti o straordinari, perché sono tutti eventi piccoli e banali. Ognuno però utile ad arricchire una storia che non ha avuto una sua storia, sciatta e inconcludente che, a lettura terminata, denota il mio totale inappagamento nei suoi riguardi.
Mi è stata raccontata una storia in cui le cose non avevano una loro forma, vaghe come zone ancora del tutto inesplorate e sconosciute. L'autrice ha optato per la versione fantasy. Io l'ho seguita con attenzione, ma non credo di aver seguito il suo stesso percorso. Aver letto di Eleonor, che si è sempre sentita fuori posto, infastidita dal mondo circostante, insicura, fragile, timorosa del senso del tempo e della vita, succube del prossimo e persino di sua madre, protagonista indiscussa di questo romanzo, è stato davvero deprimente. Se fosse un colore, Eleonor, per me, sarebbe un grigio tenue, dai tratti morbidi e i contorni smussati. Una rosa appassita, o una notte cupa, misteriosa, catastrofica, depressa e tormentata. Averla assistita nel suo lungo viaggio, nella vana ricerca della sua identità, aver avvertito le sue paure, le sue insicurezze, - sussurrate con la voce smorzata e il respiro ansimante - crescere il frutto di un amore che non è mai stato tale, è stato davvero logorante. Trasmesso inquietudine, rabbia, scivolando nei ricordi poco luminosi della mia infanzia e scontrandosi contro oscuri echi.
Una luna magica a New York è un'accozzaglia di ricordi semplici, fratture di qualcosa di vivo, intenso come una promessa, immagini frammentarie, dissolti come minuscoli granelli di polvere, sullo sfondo di un epoca che non è più nostra. Oggetti di scambio che percepiscono relazioni a sé stesse... Ha la tonalità grigiastra di una nuda lapide di cemento. Un baratro che risucchia nelle sue profondità tutta la luce. La verità. La pace.
Il romanzo della Palmeri è stata una lettura improduttiva che, se lo avessi acquistato, a un'occhiata fugace, probabilmente lo avrei ricordato con rammarico. Insoddisfacente, inconcludente, privo di rivelazioni toccanti e sconcertanti, incapaci di tracciare persino il labile confine fra il reale e il possibile. Insulso, poco accattivante, banale, il genere di tentativo - di combinare al fantasy il dramma - che non mi ha convinta del tutto. Aspettavo il momento in cui il fascino avrebbe preso il sopravvento, la curiosità mi divorasse da dentro, le mani avrebbero cominciato a tremare e il respiro farsi pesante.
Un vecchio rifugio su cui aleggia un senso di lutto e malinconia. Popolato da anime inquiete che vagano lungo la riva dell'assurdo.

Abbiamo sofferto per le tragedie che hanno colpito la nostra famiglia e abbiamo custodito i nostri segreti. Segreti che hanno sparso al vento brandelli di noi, raccolti e custoditi dai passeri...
BabydreamsBabydreams wrote a review
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“-Lo sai cosa distingue da tutte le altre una donna bella di una bellezza naturale?
-Il fatto che è bella anche quando piange…Tu risplendi, bellezza mia.”

“Eccovi il segreto dell’amore, assicuratevi sempre che un uomo vi ami un soffio più di quanto voi amate lui”

“Di segreti ne ho ancora adesso, sapete. Piccoli, non grandi, ma a volte è nei piccoli segreti che sono racchiusi i pericoli, le speranze e le gioie più grandi.”

“Ci sono piante che guariscono, altre che fanno male e altre ancora che producono metamorfosi. Ci sono idee da piantare nella testa delle persone. Il potere è in tutte le persone…ma la maggior parte di loro non lo usa”

“A voi basti sapere che il futuro ha il suo modo di formarsi. Certi destini possono cambiare”

“Ah, come si capiscono bene le cose quando le guardiamo da lontano…il senno di poi è una cosa meravigliosa”

“Chi è il pazzoide con il cervello talmente in pappa da guardare l’amore negli occhi e ignorarlo?”

“L’unico problema è che il cuore parla pianissimo, bisogna essere persone veramente speciali per sentire cosa dice la voce del cuore. Tanti non la sentono affatto e possono solo tentare di indovinare. In giro c’è un sacco di gente che si limita ad indovinare”

“E nel passaggio dalla veglia al sonno, quando si capiscono grandi cose e si è convinti di ricordale per sempre, anche se poi non è mai così”

“A volte non ricordare è l’unico modo per continuare a vivere”

“La perdita è magica, non si può perdere qualcosa senza che questa perdita si manifesti. E’ un equilibrio”

“Le persone normali riconoscono quasi sempre le svolte che nel loro destino si riveleranno fatali”

“L’amore non dovrebbe mai essere un segreto, e non dovrebbe essere mai, dico mai, dimenticato"

Lila RiaLila Ria wrote a review
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Rivista Paper StreetRivista Paper Street wrote a review
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KaitlynKaitlyn wrote a review
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readingattiffanys.com/2014/01/recensione-una-luna-magica-new-york.html

Un libro da scoprire. Il titolo e' molto invitante e a mio parere quello originale lo e' anche di piu', peccato per la traduzone in italiano che perde un po', pero' devo dire che riesce a lanciare comunque il tema del libro. Eleanor, la nostra protagonista, e' una ragazza semplice, dolce e dal carattere non molto forte e deciso. L'ambiente in cui vive Eleanor non e' dei migliori, incinta di un fidanzato violento e con una mamma egoista e poco amorevole. Questi i buoni motivi che la spingono a ritornare a vivere con le sue zie, nella casa di famiglia. Vuole fuggire e cercare di assicurare al suo bambino un ambiente sereno e caloroso al contrario di quello in cui era stata abituata a vivere fino a quel momento. Le sue zie sono fantastiche. Le sorelle Amore custodiscono il segreto di saper prevedere il futuro e la loro casa, come anche la loro famiglia e' sempre stata circondata da un'aurea di magia e di segreti che circondano e fanno parte anche della vita di Eleanor. Queste simpatiche ziette conquisteranno il lettore e la protagonista, portandoci ad affrontare tutto il passato della loro famiglia che ricco di sorprese e momenti da cancellare renderanno quasi impossibile abbandonare la lettura. Oltre a questo poi c'e' Anthony, il ragazzo perfetto, l'amore infantile di Eleanor, il migliore compagno di avventure, che un po' prevedibilmente entra in scena per conquistare definitivamente il cuore della nostra protagonista e portarle finalmente un po' di sano e sincero amore che non puo' mancare per assicurare un classico lieto fine. La storia a tratti manca di originalita' ma tutto sommato e' una di quelle storie dolci da leggere di inverno sotto le coperte al caldo. La famiglia Amore rappresenta un po' la classica famiglia matriarcale e magica che si trova in numerose storie, ma devo anche ammettere che e' una componente che non riesce mai a stufarmi. Una storia invernale che riscalda un po' il cuore.