Una mirada a la oscuridad
by Philip K. Dick
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Policías y criminales han sido siempre las dos caras de una misma moneda, pero ningún novelista ha sabido explorar esta perversa simbiosis como Philip K. Dick.
Fred es el agente de policía encargo de investigar y detener a Bob Arctor, peligroso y traficante de la adictiva y letal Sustancia D. P
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ziabiceziabice wrote a review
11
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Voto: sette
Su questo romanzo dice tutto l'autore in una nota posta in coda: «Quello che avete letto è un romanzo che riguarda alcune persone che sono state punite eccessivamente per quello che hanno fatto. Volevano divertirsi, ma si comportarono come quei bambini che giocano per strada, che per quanto possano vedere come ciascuno di loro, l'uno dopo l'altro, rimanga ucciso, travolto, mutilato, annientato, non per questo smettono di giocare.». A cosa si riferisce Dick è presto detto: droga.
Nel libro viene infatti trasfigurata l'esperienza dell'autore con le sostanze stupefacenti avvenuta negli anni Sessanta: sebbene lui ne sia uscito più o meno bene, il lungo elenco dei suoi compagni che ne sono rimasti scottati per sempre testimonia che la droga è un gioco pericoloso. Di qui a scriverne un romanzo allucinato e paranoico è un attimo.

Bob Arctor è un agente della Narcotici che, lavorando sotto copertura, cerca di trovare chi è che immetta sul mercato la micidiale droga allucinogena nota come Sostanza M.
Bob Arctor inoltre è anche Fred, ossia il nome in codice che usa presso la centrale di polizia dove deve indossare una tuta disindividuante che lo rende totalmente anonimo agli occhi e alle orecchie di un qualsiasi interlocutore. Nessuno sa chi si celi sotto l'identità di Fred, nemmeno i suoi superiori.

Mentre conduce una vita simile a quella del Drugo de "Il grande Lebowski", Arctor finisce per sviluppare una forte dipendenza dalla sostanza M, che gli procura danni cerebrali tali da indurlo a vivere due vite distinte. A causa del suo anonimato, infatti, a Fred viene ordinato di sorvegliare, mediante videocamere nascoste, la vita di Bob. E allora è tutto un florilegio di bipolarismi, paranoie, straniamenti, allucinazioni, dejà vu. Fred non riconosce più Bob Arctor come sé stesso, vedendo solo un tossico e nulla più. Addirittura dovrebbe incastrare Bob come spacciatore. Insomma, una storia davvero incasinata, di cui ho dovuto tacere alcuni particolari per non rovinarvi la lettura.

Philip Dick parla di temi già trattati nei suoi precedenti romanzi (paranoia e sdoppiamenti di personalità sono un suo must), ma la lettura è comunque molto piacevole, col suo linguaggio hard-boiled (tutte le ragazze vengono chiamate "pollastrelle") e le situazioni assurde. Si perde solo verso la fine, dove diviene un po' pesante e gira un po' a vuoto, nonostante i risvolti filosofici e sociali delle sue riflessioni siano molto interessanti, e siano un invito ad approfondire le questioni sollevate.

Ottimo infine il lavoro redazionale della Fanucci, che offre un prodotto editoriale di alto livello ad un prezzo davvero accessibile.
MaliceMalice wrote a review
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NickrarNickrar wrote a review
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IcariumIcarium wrote a review
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Spoiler Alert
What does a scanner see?
PsicopanaderoPsicopanadero wrote a review
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