Una signora perduta
by Willa Cather
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AliceAlice wrote a review
37
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Memorie di un'America del tempo che fu
Nebraska. In una cittadina dall'evocativo nome di Sweet Water, dove tra la ferrovia e le praterie incontaminate, l'antico spirito dei pionieri si scontra con la modernità del progresso che avanza, sorge casa Forrester, l'amato regno dell'anziano capitano Daniel, lui stesso pioniere e "uomo delle ferrovie", e della sua giovane moglie Marian, che con la sua bellezza magnetica, l'allegria contagiosa, e quella punta di divertita malizia, è la principale attrazione del luogo; attrazione per gli ospiti che giungono nell'elegante dimora sulla collina, per la gente del posto che la scruta da lontano lasciandosene ammaliare, e per i ragazzini come Niel Herbert, che ogni estate si avventurano fino al vecchio acquitrino per catturare qualche pesce, e godere della deliziosa accoglienza della padrona.

È proprio attraverso lo sguardo di Niel, ragazzo dall'animo puro e le speranze ancora intatte di adolescente, che si delinea il ritratto di Mrs Forrester: la donna perfetta, la moglie ideale, l'irreprensibile signora dell'alta società; o piuttosto, l'essere umano che, dietro una gioiosa maschera di vivacità e buone maniere, cela tutta la fragilità di un'anima tormentata, uno spirito soffocato da una vita a lei inadatta, troppo povera di emozioni e di interessi a cui aggrapparsi.
Una recita dolente e dignitosa quella di Marian, tanto silenziosa quanto palese agli occhi del mondo, tranne che a quelli di Niel, che nella sua sconfinata ammirazione per il Capitano e per i valori che egli rappresenta, idealizza romanticamente la bella signora che di quella realtà pare l'eletta custode.
Ed è così che questa semplice storia, narrata con stile sobrio e piacevolissimo da un'autrice raffinata e sinceramente coinvolta, assume pian piano i connotati del romanzo di formazione, immortalando, non senza un pizzico di amarezza, il cammino di Niel dall'adolescenza alla maturità, con la dolorosa presa di coscienza che tutto ciò comporterà. Molti eventi segneranno anno dopo anno la vita del giovane protagonista: l'acquitrino prosciugato, la morte del capitano, il frantumarsi, nell'impatto con la realtà, di quell'aura d'intangibilità che da sempre circonda il suo mito... eventi in cui si concretizza lentamente la caduta delle illusioni, il venir meno del mondo dorato della fanciullezza, ma soprattutto la fine di un'era.
Il dramma interiore di Marian, coi suoi sorrisi forzati, i suo amori clandestini, e la nefasta compagnia della bottiglia di sherry, assurge infatti a dramma di un'intera realtà culturale, trasformandosi nella metafora di un'America perduta, dalla bellezza sciupata e corrotta; il simbolo dello spirito indomito dei coloni del West, ormai destinato a soccombere di fronte alla grettezza di un mondo dominato dall'interesse economico, dalla smania di successo, dalla volgarità, di cui l'avido Ivy Peters, degno rappresentante (dal nome fin troppo eloquente) della nuova generazione, è il perfetto emblema.

Il mito dell'Old West e dei suoi limpidi scenari rivive così tra le pagine di questo breve ed elegante romanzo, con tutte le atmosfere, le abitudini, e i personaggi tipici di un'epoca indimenticabile giunta ormai al tramonto; un'epoca che la penna delicata e nostalgica di Willa Cather, attraverso pochi tratti nitidi e incisivi, riesce a rievocare con sorprendente sensibilità.
Intanto il piccolo Niel, diventato grande e aperti finalmente gli occhi, non potrà evitare di soffrire, perfettamente conscio che il crollo del proprio idolo coinciderà per lui con la perdita di un qualcosa di ben più prezioso. Passeranno molti anni prima che l'immagine di Marian, ormai scevra da ogni aura di sacralità, trovi il proprio posto nel cuore di un Niel ormai uomo, senza più suscitarne il rancore; ma come tutti i bei ricordi perduti, anche quello dell'affascinante Mrs Forrester, al pari delle più dolci memorie dell'infanzia, s'imprimerà indelebilmente nell'animo, sfumato, distante, ma immortale... Un po'come l'antica America dei pionieri che pur perdendosi inesorabilmente nella memoria, continua a sopravvivere nei racconti, nelle leggende, e in quel mito ammantato di inevitabile romanticismo che è giunto fino a noi.
GermanaGermana wrote a review
610
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La signora poco perduta
Accostato a romanzi del calibro de il Grande Gatsby e considerato l’opera migliore di Willa Cather - da cui ero rimasta piacevolmente sorpresa con Uno dei nostri - ho affrontato La signora perduta con aspettative molto alte.
E invece ho trovato deludente la caratterizzazione dei personaggi, debole la trama e non ho riscontrato nessuna delle tanto sbandierate somiglianze con il grande Gatsby.
Mentre infatti quest’ultimo è il ritratto di un’epoca e di un’intera generazione, il romanzo della Cather descrive la vita di una cittadina del Midwest chiamata “Sweet Water” dove l’anziano capitano Forrester e la giovane moglie Marian trascorrono l’estate e, dopo le vicende avverse che colpiranno la coppia, tutto l’anno.
Narrato da Neil, ragazzino amico della famiglia e ambientato negli ultimi decenni dell’Ottocento, il romanzo descrive la caduta di Marian che tradisce il marito e non disdegnerà, dopo la sua morte, le attenzioni di un affarista senza scrupoli come Ivy Peters.
Mentre tramonta l’epoca dei gentiluomini rappresentata dal capitano, trionfano i nuovi ricchi senza scrupoli come Ivy (edera) e le donne perdute come Marian.
E qui risiede la debolezza maggiore del romanzo: Marian è troppo poco perduta per essere un personaggio pienamente riuscito.
Se poi accosto la femme perdue in questione con le donne – quelle sì perdute, maliziose, vive e piccanti – descritte da Vita Sackville West nella “Signora scostumata” allora il romanzo della Cather mi appare sbiadito.
Molto belle le descrizioni di paesaggi in un’America rurale ancora percorsa dalle slitte l’inverno.
Datato più che demodè.

youtube.com/watch?v=YsMX9OmBCOI
universe.universe. wrote a review
01
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Uhm:

La "signora perduta" che sta al centro di questo romanzo vive nel vecchio West. E' bellissima, nobile, affascina tutti. La vediamo attraverso gli occhi di un ragazzo che nulla ama al mondo quanto farle visita. Ma la "signora perduta" cela in sé un'attrazione per qualcosa tra il losco e il sordido, una sorta di perverso desiderio di degradazione.

Io mi chiedo che abbia capito l'Adelphi di questo libro se la descrizione e la sua reale essenza non potrebbero essere più diversi di così. Una signora "perduta"? ..."perduta"?
Eh? Ma no! A Lost Lady - secondo la mia personalissima intepretazione - ha un'accezione diversa, più "sperduta" che "perduta" - non vedo esattamente come -, forse ancora meglio "naufraga", peccato che non possa accoppiarsi tanto bene con "lady".
Dev'essere che Mrs Forrester e Eva Kampann non si sono tanto capite, in realtà, a giudicare anche dalla sinossi.
A Lost Lady è la storia di un abbaglio, di un'idealizzazione durata anni e anni. Niel, voce adorante di questa storia, è un giovane promettente architetto di cui si può fidare: una persona seria, con dei valori, principi, e con un'idea dell'affascinante Mrs Forrester..appunto distorta. Il libro procede capitolo per capitolo a togliere i veli a quella idealizzazione e a mettere in luce la vera natura di Marian, che non ha nulla che non sia altro che "umano" nei suoi bisogni e desideri (che non mi sembrano perversi desideri di degradazione, ma che caaaaz.., o attrazione per cose losche e sordide..ma abbiamo letto lo stesso libro?).
Willa Cather è una bellissima scoperta: un romanzo breve - o racconto lungo - che resta, che a modo suo si distingue, c'è prima di tutto una storia coinvolgente: fino all'ultimo si analizza e si cerca di penetrare l'aura di mistero attorno a Mrs Forrester; e poi c'è uno stile preciso, determinato ma delicato di una scrittrice che non ritrae nient'altro che il necessario con un tocco morbido, che fa di Una signora perduta una lettura persino rilassante, nonostante il fatto che non sia proprio da ombrellone, è semplicemente la corrente sinuosa del suo stile.
ItacaItaca wrote a review
01
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La somiglianza fra la Daisy di Il Grande Gatsby e la Miriam di Una signora perduta è in alcuni tratti evidente, entrambi tracciano una figura femminile cardine ed emblema di un’epoca, ma i due romanzi non potrebbero essere più diversi.
La narrazione avviene attraverso gli occhi di un ragazzo, Neil, retto, onesto che vede in Marian Forrester la perfezione femminile, icona di stile, gioia e compagna di vita ideale, e nel marito, il capitano Forrester, uomo onesto e stimato, modello maschile a cui ispirarsi. Neil li ammira fortemente e stringe con loro una affettuosa amicizia e frequentazione, fino a quando inavvertitamente è testimone dell’adulterio della moglie. Sconvolto e turbato da questa inattesa rivelazione, soffre silenziosamente per il capitano e assiste impotente anche al dissesto finanziario e alla povertà nella quale cadono i coniugi e poi alla morte del capitano. Ormai Neil è un giovane studente, ma ogni volta che rientra nel paesino assiste alla sempre più evidente trasformazione di Marian
Belle sono le descrizioni della natura, dello spirito dei pionieri del West, e il rammarico del nuovo che avanza, una civiltà senza scrupoli e corrotta, scrive Willa Cather: "Il vecchio West è stato costruito da sognatori, avventurieri forti in attacco ma deboli in difesa, capaci di conquistare ma non di mantenere. Ora tutto il territorio che hanno faticosamente fatto loro è in mano a sfruttatori e lacchè che non hanno conquistato niente né rischiato niente".
Un libro che consiglio a chi ama la buona letteratura americana.