Una spia nella casa dell'amore
by Anaïs Nin, Delfina Vezzoli
(*)(*)(*)(*)( )(149)
Con questo romanzo bello e strano, inquieto ed elegante, Anais Nin lanciava vent'anni fa la grande sfida delle donne d'oggi: conciliare libertà e amore, amare gli uomini senza dipendere da loro, amarne più d'uno restando personalità intera, e senza sentirsi colpevole.

Sheere Hikari's Review

Sheere HikariSheere Hikari wrote a review
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Anais Nin si allontana dal genere erotico per raccontarci comunque una storia di passione, diversa però da ciò che si intravede ne "Il delta di Venere". Le esperienze libertine di Sabina non sono altro che lo sfogo di una donna insoddisfatta della sua vita e frustrata dalla condizione di oppressione nella quale vive in quanto di sesso femminile. Un po' di femminismo, un po' di Pirandello, ma molto di Anais Nin, Sabina è un'attrice che allo stesso tempo finge di esserlo, ha una vita costruita sulle bugie e tantissime personalità che vivono allo stesso tempo tanti amori con differenti amanti. La sua esistenza è un continuo oscillare tra i sensi di colpa per i continui tradimenti e una pulsione continua, che spinge Sabina a voler fare come gli uomini (o meglio, come faceva suo padre).
Raccontando una donna, Anais Nin in realtà racconta una generazione intera: uomini sconvolti da ciò che hanno visto in guerra e donne alla conquista della propria libertà. La vicenda si svolge in una New York selvaggia ed esotica, per tutto il romanzo sembra di non essere mai lì, bensì in qualche isola tropicale. Sotto il punto di vista stilistico è inecceppibile: la scrittura trascina il lettore in un vortice infinito di emozioni e soprattutto di sensazioni, nelle diverse Sabine e nei diversi uomini che lei incontra. La realtà e lo scenario sono plasmati dalla sua visione romantica e passionale delle cose. La spiaggia di Long Island diventa il Sud America o il Marocco e la città di New York si trasforma improvvisamente in Montparnasse.
Sheere HikariSheere Hikari wrote a review
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Anais Nin si allontana dal genere erotico per raccontarci comunque una storia di passione, diversa però da ciò che si intravede ne "Il delta di Venere". Le esperienze libertine di Sabina non sono altro che lo sfogo di una donna insoddisfatta della sua vita e frustrata dalla condizione di oppressione nella quale vive in quanto di sesso femminile. Un po' di femminismo, un po' di Pirandello, ma molto di Anais Nin, Sabina è un'attrice che allo stesso tempo finge di esserlo, ha una vita costruita sulle bugie e tantissime personalità che vivono allo stesso tempo tanti amori con differenti amanti. La sua esistenza è un continuo oscillare tra i sensi di colpa per i continui tradimenti e una pulsione continua, che spinge Sabina a voler fare come gli uomini (o meglio, come faceva suo padre).
Raccontando una donna, Anais Nin in realtà racconta una generazione intera: uomini sconvolti da ciò che hanno visto in guerra e donne alla conquista della propria libertà. La vicenda si svolge in una New York selvaggia ed esotica, per tutto il romanzo sembra di non essere mai lì, bensì in qualche isola tropicale. Sotto il punto di vista stilistico è inecceppibile: la scrittura trascina il lettore in un vortice infinito di emozioni e soprattutto di sensazioni, nelle diverse Sabine e nei diversi uomini che lei incontra. La realtà e lo scenario sono plasmati dalla sua visione romantica e passionale delle cose. La spiaggia di Long Island diventa il Sud America o il Marocco e la città di New York si trasforma improvvisamente in Montparnasse.