Una spia nella casa dell'amore
by Anais Nin
(*)(*)(*)(*)( )(149)

All Reviews

20 + 1 in other languages
Georgiana1792Georgiana1792 wrote a review
02
(*)(*)(*)( )( )

Una, nessuna, centomila Sabina

Devo dire che sono partita un po' prevenuta nella lettura, perché non sopportavo molto Sabina, questa donna innamorata del suo Alain, che tradiva sistematicamente, quasi fosse una sua missione. In realtà, procedendo con la lettura, mi sono resa conto che Sabina non riusciva a sentirsi soddisfatta da un solo uomo perché, come Vitangelo Moscarda, Sabina percepisce la coesistenza di centomila diverse Sabine dentro di lei, e cerca di dare a ciascuna di esse l'uomo adatto.


Una donna divisa davvero, una donna divisa in contorni infiniti, ed ella poteva vedere questa forma apparente di Sabina, che ne lasciava un’altra disperata e solitaria a camminare per le strade in cerca di un caffè caldo, venire accolta da Alan come la ragazza dall’innocenza cristallina che egli aveva sposato dieci anni prima, giurando di amarla, come aveva fatto, solo che aveva continuato ad amare la stessa ragazza che aveva sposato, la prima istantanea di Sabina, la prima immagine consegnata nelle sue mani, la prima dimensione, di questa serie elaborata, complessa e ampliata di Sabine che erano nate dopo, e che lei non era riuscita a dargli. Ogni anno, così come un albero getta nuovi rami, Sabina avrebbe dovuto riuscire a dirgli:

«Alan, ecco una nuova versione di Sabina, aggiungila alle altre, fondile bene, stringile quando la abbracci, tienile tutte insieme nelle tue braccia, altrimenti, divisa e separata, ciascuna immagine vivrà una vita propria, e non ci sarà una Sabina, ma sei o sette, o otto Sabine che cammineranno talvolta all’unisono, con un grande sforzo di sintesi, talvolta separatamente, mentre una di loro segue un profondo rullar di tamburi in foreste di capelli neri e bocche voluttuose, un’altra va a trovare Vienna-come-era-prima-della-guerra, un’altra giace accanto a un giovane pazzo, e un’altra ancora apre le braccia materne a un Donald tremante e spaventato.» Era dunque un crimine aver cercato di sposare ogni Sabina con un altro compagno, di accordare a ciascuna una vita diversa di volta in volta?

Sheere HikariSheere Hikari wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Anais Nin si allontana dal genere erotico per raccontarci comunque una storia di passione, diversa però da ciò che si intravede ne "Il delta di Venere". Le esperienze libertine di Sabina non sono altro che lo sfogo di una donna insoddisfatta della sua vita e frustrata dalla condizione di oppressione nella quale vive in quanto di sesso femminile. Un po' di femminismo, un po' di Pirandello, ma molto di Anais Nin, Sabina è un'attrice che allo stesso tempo finge di esserlo, ha una vita costruita sulle bugie e tantissime personalità che vivono allo stesso tempo tanti amori con differenti amanti. La sua esistenza è un continuo oscillare tra i sensi di colpa per i continui tradimenti e una pulsione continua, che spinge Sabina a voler fare come gli uomini (o meglio, come faceva suo padre).
Raccontando una donna, Anais Nin in realtà racconta una generazione intera: uomini sconvolti da ciò che hanno visto in guerra e donne alla conquista della propria libertà. La vicenda si svolge in una New York selvaggia ed esotica, per tutto il romanzo sembra di non essere mai lì, bensì in qualche isola tropicale. Sotto il punto di vista stilistico è inecceppibile: la scrittura trascina il lettore in un vortice infinito di emozioni e soprattutto di sensazioni, nelle diverse Sabine e nei diversi uomini che lei incontra. La realtà e lo scenario sono plasmati dalla sua visione romantica e passionale delle cose. La spiaggia di Long Island diventa il Sud America o il Marocco e la città di New York si trasforma improvvisamente in Montparnasse.
shirleyshirley wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
SimonaSimona wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Miss KamalaMiss Kamala wrote a review
11
(*)(*)(*)( )( )