Una stanza tutta per gli altri
by Alicia Gimenez-Bartlett
(*)(*)(*)(*)( )(586)
"Una stanza tutta per gli altri" tradisce la sua promessa (già nel titolo,parodistica parafrasi del celebre scritto emancipazionista della Woolf "Unastanza tutta per se'") per essere soprattutto il romanzo di Nelly, ladomestica che dal 1916 al 1934 servì in casa Woolf. Il romanzo, certo, di ciòche Nelly vedeva: il marito Leonard, i sodali del gruppo, la sorella Vanessa,grande pittrice, Catherine Mansfield; e, di Virginia, la presenza, quasivolatile, l'ipersensibilità, il suo amore per essere amata. Ma il gruppo diBloomsbury è solo una cornice, uno sfondo, e forse, viene voglia di dire, unaplacenta che nutre un mondo di donne che anela a nascere, ma diventa presto ildecorso di una ossessione impossibile a sciogliersi.

All Reviews

91 + 10 in other languages
luisa07luisa07 wrote a review
03
(*)(*)(*)(*)( )
Per una cuoca non c’è una stanza tutta per sé
“Una stanza tutta per gli altri” ovvero per una cuoca non c’è una stanza tutta per sé
Un libro originale, molto interessante che permette di entrare nel mondo di Virginia Woolf e del gruppo di Bloomsbury da una visuale particolare, quella della domestica Nelly e altri personaggi della servitù attraverso un diario inventato di Nelly. Ne viene fuori un’immagine della grande scrittrice e dei suoi amici, decisamente insolita, Virginia snob ma anche un po’ meschina nei rapporti con la cameriera, a cui lesinava sul salario, la affaticava di mansioni e lavori pesanti, non l’aiutava al momento del bisogno e si rifiutò di assumere la sorella perché ragazza madre. Proprio lei, Virginia, di idee progressiste e liberali, che si era prodigata per le donne e per i cambiamenti sociali. “Loro possono vivere insieme senza essere sposati, avere figli illegittimi e gridare pene! all’ora del te e fare tutto quello che voglio, ma noi… “dice Nelly. Insomma certi discorsi di Virginia Woolf sull'emancipazione femminile riguardano solo le donne della sua classe sociale, non certo le sue domestiche. Da cui la parodia del titolo Contraddizioni dei grandi? Viene da pensare a Rousseau, padre della pedagogia moderna che abbandonò i figli all’orfanotrofio o Carl Marx che mise in cinta la governante e non ne riconobbe mai il figlio.
“I domestici sono un po’ come fratelli maggiori costretti a misurarsi con l’esistenza, mentre i più piccoli possono continuare a coltivare le loro fantasie …..Un atteggiamento simile a quello di Sancio con Don Chisciotte” uno dei tanti interventi della narratrice che finge di aver ritrovato il diario di Nelly e di lavorare sul testo, confrontandolo con quello di Virginia e aggiungendo interessanti notazioni su orfanotrofi e ospedali, sulla pubblica assistenza inglese fra le due guerre, su come si viveva nelle case padronali, cosa si cucinava, le difficoltà, le mansioni dei domestici, come questi trascorrevano il poco tempo libero, e potevano essere prestati ad altre famiglie di parenti o amici , ma soprattutto si poteva essere licenziati da un giorno all’altro e ritrovarsi sul lastrico, per un capriccio (non è il caso di Virginia) o per le mutate condizioni della famiglia.
Un altro parallelo che mi viene da fare è quello della vergine cuccia del Giorno di Parini. La cagnolina presa a pedate dal cameriere a cui era stata morsa la gamba, licenziato immediatamente dalla padrona, donna illuminata, con amici vegetariani. E insieme a tutta la famiglia, il servo reo di avere offeso la cagnolina, se ne va quasi senza avere nulla addosso per il mondo, sicuro di non ritrovare un lavoro, quindi destinato alla fame e all’accattonaggio con i suoi bambini.
Molto interessanti le vicende delle persone che frequentavano la casa, tutti grandi artisti e scrittrici di fama, o il marito Leonard, la sorella pittrice Vanessa, Vita Sackville-West, Catherine Mansfield. Insomma un approfondimento originale e dissacrante sul mitico gruppo Bloomsbury, sulla casa editrice e sulla parallela banda di Bloomsbury, un universo rovesciato dei domestici che “erano anche loro diversi dal resto dei domestici, godendo per emanazione e per contatto delle virtù dei loro padroni”, insomma superiori in un certo qual senso, ma retribuiti peggio di coloro che lavoravano per i borghesi, troppo preoccupati questi ultimi che si sparlasse di loro, mentre agli artisti non interessa affatto fare brutta figura col mondo. Erano eccentrici, sprezzanti delle norme, bohémien nelle abitudini, diversi sotto tutti gli aspetti, comunque geniali.
Viene però da chiedersi arrivati in fondo quanto di ciò che appare nel romanzo sia stato accuratamente documentato, quanto si può avvicinare all’originale l’immagine dissacrante di Virginia Wolf, insomma quanto c’è di plausibile. Una donna snob, avara, egoista, gelida? Certo una donna malata e non agiatissima dal punto di vista economico, colta, intelligente, sensibile, grandissima scrittrice ma come dice il proverbio “Nessuno è un eroe per il suo cameriere” .
Marialuisa Bianchi novembre 2020
Sonia Squilloni YogaSonia Squilloni Yoga wrote a review
01
(*)(*)(*)( )( )
Spoiler Alert
La stanza della discordia
La storia che la scrittrice spagnola imbastisce è interessante. Il romanzo racconta il punto di vista delle “serva” di Virginia Wolf sulla cricca di intellettuali che frequentavano il suo salotto e la società inglese tra le due guerre.

La storia è un po’ ripetitiva e questa “noia” serve per arrivare alla fine, il momento della presa di consapevolezza del suo status sociale e della sua rassegnazione, lasciando trasparire tutto il tempo e l’evoluzione che ci son voluti.

L’emancipazione sociale della donna passa per l’autonomia economica, lo sappiamo. Ma a quale costo? Una vita a servizio è una vita vissuta per qualcun altro, una vita in cui hai solo te stessa e nemmeno la stanza dove dormi. Una vita a servizio sembra non lasciare spazio nemmeno per idee proprie, ma sembra che piano piano Nelly assimili le idee e i punti di vista dei suoi Signori.

Nelly sceglie di non sposarsi, è disillusa sui benefici del matrimonio, sa bene che passerebbe a servizio del marito e della prole. Capisce bene che la sua solitudine è il prezzo della sua indipendenza. Allo stesso tempo la soffre questa solitudine ed ha degli sfoghi di rabbia nei confronti della sua Signora che coglierà l’occasione per cacciarla. Credo sia molto significati e voluto che il punto di discordia fosse sul possesso della stanza. Quella stanza tutta per se, della domestica, che però è parte della casa della padrona.

Una Signora che rimane sconcertata da queste “libertà” della sua serva, nonostante sia una promotrice del pensiero liberare, rinunciare alle comodità mette in crisi l’attuazione del pensiero. La vita nel 1925 era ancora molto complicata nella gestione di una grande casa. Io non ho potuto non pensare a Downtown Abbey e alle serie tv inglesi del periodo.
Lamicianera🐱Lamicianera🐱 wrote a review
515
(*)(*)(*)(*)(*)
SE FOSSE UN QUADRO SAREBBE UN FALSO D'AUTORE!!!!
Credevate di sapere molto di Virginia Woolf e del gruppo di artisti di Bloomsbury, per averne letto i romanzi e tutti i pettegolezzi così numerosi intorno a questo celebre ambiente di intellettuali inglesi.i quali con la loro disinvolta e scandalosa genialità fecero epoca gettando alle ortiche gli ultimi retaggi del moralismo vittoriano.In questo bel libro, una sorta di romanzo, Alicia Giménez Bartlett ci presenta Virginia, sua sorella Vanessa Bell, Katherine Mansfield, Leonard Woolf, Lytton Strachey e gli altri amici sotto una diversa angolazione: l’occhio attento di Nelly Boxall, che fu cuoca di Virginia Woolf per oltre quindici anni e che tenne un diario, parallelo a quello della scrittrice, il diario di Nelly tra verità e romanzo, quando compare la scrittrice o il gruppo di Bloomsbury, la Giménez-Bartlett attinge dai diari di Virginia, la quale annotava minuziosamente anche come le sue domestiche occupassero il loro tempo
[..] “… se questo diario non l’avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly”[..]
mettendo a confronto i due testi, è in grado di ricostruire il privato, regalandoci uno spaccato sociologico, letterario, politico dell’Inghilterra dagli anni della Prima Guerra mondiale fin quasi alla vigilia della Seconda.
***** Sono esagerate???? può essere,ma io gliele do e stata una lettura piacevole e scorrevole, sembra tutto vero!!!
OusialogiaOusialogia wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )