Una stanza tutta per sé
by Virginia Woolf
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Testo inglese a fronte.

Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema Le donne e il romanzo. È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e
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Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
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Enrico ScebbaEnrico Scebba wrote a review
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La donna e il romanzo
Questo è il primo libro scritto da Virginia Woolf che abbia mai letto e ne sono rimasto estasiato, soprattutto per lo stile di scrittura dell'autrice che mi ha letteralmente rapito.

Non sono solito leggere saggi, ma avevo tanto sentito parlare di quest'opera e ho fatto benissimo a lasciarmi rapire dalle positivissime recensioni che ho letto. Adesso mi accingo a scriverne anch'io una altrettanto positiva.

L'autrice scrive questo saggio, frutto di ben due conferenze che ha tenuto e in cui le era stato chiesto di parlare di un tema ben preciso: "La donna e il romanzo". L'autrice racconta come, partendo da queste semplici parole, sia riuscita a scrivere questo testo che porta con sé tante verità sulla donna e sulla sua condizione nei secoli passati.

La donna, ai tempi, non aveva modo di scrivere liberamente, veniva malvista se lo faceva e, anzi, nell'immaginario collettivo degli uomini, e forse anche di molte donne, si era fatta strada l'idea che non fosse in grado di poter contribuire positivamente alla letteratura. Virginia Woolf, però, pensava che non fossero questi gli ostacoli più grandi, e che le donne avrebbero comunque potuto scrivere in gran segreto. Ciò che li ostacolava veramente, secondo l'autrice, era la mancanza del denaro e di una stanza tutta per sé dove chiudersi a chiave per potersi dedicare alla scrittura. Avendo entrambe le cose, qualsiasi donna avrebbe potuto scrivere segretamente e persino pubblicare, fingendosi uomini, come nel caso delle sorelle Brontë.

Ma l'autrice non si ferma a questa considerazione e ne sviluppa moltre altre, spingendo il lettore, o la lettrice, a riflettere su quanto all'epoca fosse ancora bistrattata la donna. In confronto, oggi si sono fatti passi da gigante sulla parità dei sessi, e sono sicuro che l'autrice sarebbe felice se potesse vedere il ruolo della donna ad oggi, che purtroppo lotta ancora ogni giorno sulla strada dell'emancipazione.

Pur non essendo donna, questo saggio mi ha lasciato sgomento per la situazione vissuta dal genere femminile, soprattutto fino a 100 anni fa, con aneddoti dell'autrice che mi hanno fatto rimanere basito.

Una delle cose che mi ha colpito di più del suo ragionamento è stata la teoria della mente androgina. Secondo l'autrice, per riuscire a completarsi nell'arte della creazione, un uomo deve anche fare ragionamenti più femminili, e ovviamente una donna deve riuscire a fare altrettanto, pensando quasi come un uomo.

Consiglio a tutti di leggere questo breve ma intenso saggio, anche e soprattutto agli uomini.
ChiattivaChiattiva wrote a review
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Diceva, quindi, Virginia Woolf che una donna, se vuole essere una scrittrice, ha bisogno, almeno, di una stanza tutta per sé, e io sono ancora azzoppata e ci resterò ancora per parecchio, sembra, perché sembra che mi debbano operare per sistemare tendini e legamenti, e uno non ci pensa mai, né ai tendini né ai legamenti né a quanto sia complicato camminare, ch'è 'na stronzata, per chi lo fa automaticamente, ma non per chi ha l'ipertono, i legamenti lassi e il tendine d'Achille accorciato. E questa convivenza forzata coi miei mi sta uccidendo, non tanto perché non ho una stanza tutta per me, quanto perché non riesco a scrivere, perché penso che mia madre è una partecipante in pectore di "Malati di pulito" di Real Time, e tre giorni a settimana c'è la signora delle pulizie, e, come se non bastasse, i miei si sono trasferiti in campagna in una casa nuova che però è vecchia (dell'infelicità di alcuni ossimori), perché costruita quarant'anni fa e mai abitata, dunque ogni giorno c'è qualcuno che aggiusta qualcosa: il bagno, la cucina, il cancello, la caldaia eccetera. Allora io non dico una stanza tutta per sé, ché quella manco servirebbe, se solo fossi la signora Dalloway e potessi andar fuori a comprare i fiori oppure fare una gita al faro, magari, però poi io, per me (anacolutamente), preferisco i flussi di coscienza di Joyce e sì, d'accordo le quote rosa per Virginia Woolf, ma, secondo me, quando lei parlò della scrittura di Joyce dicendo che la carne, se la puoi mangiare cotta, è meglio di quella cruda, be', allora io sono d'accordo con la metafora, ma non metaforicamente, semanticamente.
Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
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Mi sento un po’ ridicolo all’idea di “recensire” Virginia Woolf, ma scrivere i miei pensieri su quanto abbia letto mi sembra un’azione giustificabile.
Perciò, che penso?
Penso alla meraviglia che era Virginia, al suo dono meraviglioso che le permetteva di scrivere un saggio con l’elegante veste del romanzo; penso alla sua deliziosa ironia, forte e incisiva, “tinta di rosso”; penso a quella platea con invidia, perché se io pendevo dalle parole di Virginia -e sentivo quasi la sua voce, vedevo quasi la sobria risoluzione nei suoi occhi- chissà quale deve essere stato l’effetto nell’ascoltare dal vivo queste due lezioni.
Penso, inoltre, di essermi accorto di non sapere, di non aver considerato, di aver dato per scontato: Virginia mi ha guardato negli occhi e mi ha soavemente, ma volitivamente, dato dell’ignorante, facendo finta di essere lei a non sapere, a non saper dire.
Era a tal punto umile, Virginia? Sapeva di essere Virginia Woolf e giocava a non esserlo? Anche nelle sue lettere scambiate con Vita ho trovato tracce di questi “io non sono brava”, “io non valgo come scrittrice”, “io non sono in grado”: li ho trovati commoventi oltre ogni dire.

Ho di recente letto una serie di libri definibili mediocri, scritti con arroganza -è solo un caso che siano stati scritti da uomini?- ed ecco che emerge Virginia (non a caso, invero: volevo andare a colpo sicuro), la quale dice di non sapere da dove cominciare e finisce per produrre un saggio lucidissimo, poetico e potentissimo.
Questa è la buona scrittura, questa!
Penso che la grandezza di Virginia sia tale per cui nonostante il tema trattato sia il rapporto fra le donne e la letteratura, nonostante il saggio sia nato da due lezioni tenute ad una platea di sole studentesse, è un saggio che travalica le circostanze e il tempo e parla a tutti universalmente: donne, uomini, scrittori e non, di successo o sconosciuti.
Aggiungo solo questo: penso che questo saggio sia un testo che i professori dei licei dovrebbero consigliare di leggere ai propri studenti.

Ieri, 28 marzo 2021, ho finito questo libro di Virginia Woolf. Leggendo la breve biografia finale mi son reso conto che proprio ieri correva l’ottantesimo anniversario della sua morte. 
Mi son sentito allineato con l’universo.
Il signor RailIl signor Rail wrote a review
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Specchio, specchio del mio ego smisurato...
Mentre leggevo questo breve saggio (un centinaio di pagine) mi sono inizialmente detto che, forse, averlo scelto come primo incontro con la Woolf non era stata un'idea felice, sia per la particolarità del tema, sia per il tipo di "narrazione": temevo che l'elemento "umano" avrebbe soverchiato quello "artistico", condizionando quindi la mia valutazione. Tuttavia, a mano a mano che proseguivo la lettura, mi sono reso conto che, invece, da questo libro avrei comunque anche tratto ottimi esempi della scrittura di questa donna straordinaria.
Dopodiché, inevitabilmente, mi sono fatto avviluppare dalle spire di queste incredibili conferenze, mi sono trovato seduto tra le ragazze che ascoltavano queste fortissime parole, ho immaginato cosa dovesse significare sentirsi dire quelle cose, anche lucidamente preveggenti, un secolo fa...e dopo averlo terminato sono rimasto come "svuotato", lasciato lì in un angolo, a riflettere sulla "fatica" delle donne, curvo sotto il peso di ciò che la Woolf mi aveva, così elegantemente, rovesciato sulle spalle!
Sono uno che vive con fastidio (direi quasi disagio) il modo in cui il genere maschile si relaziona tutt'ora con quello femminile: lo so che non è direttamente colpa mia se, spesso, alcuni (troppi) maschi trattano ancora le donne in modo indegno, ma la dinamica mi fa rabbia, sia per la cosa in sé stessa, sia appunto per il discredito che getta sull'intera "categoria"...ecco, leggere l'analisi impietosa della Woolf non mi ha certo rinfrancato e in alcuni passaggi è stato come ricevere delle bastonate, somministrate con chirurgica perfezione, sì, ma pur sempre bastonate! Valga questo concetto come fugace (ed estremamente parziale) esempio: "Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere la figura dell'uomo ingrandita fino a due volte le sue dimensioni normali. [...] E' questa la ragione per la quale sia Napoleone che Mussolini insistono con tanta enfasi sulla inferiorità delle donne, perché se queste non fossero inferiori, verrebbe meno la loro capacità di ingrandire. [...] Come farebbe lui a continuare a esprimere giudizi, a civilizzare indigeni, a promulgare leggi, a scrivere libri [...] se non fosse più in grado di vedere se stesso [...] ingrandito almeno due volte la sua stessa taglia?"
Quasi un secolo è trascorso da quell'ottobre 1928...un secolo che sicuramente non può dirsi trascorso invano, ma che per molti aspetti ha solo scalfito la superficie di una struttura sociale smaccatamente maschilista...la "parità" formalmente sancita è troppo spesso solo teorica: non è questo il luogo per dotte dissertazioni psico-sociologiche e, soprattutto, io non ho le competenze per affrontarle, dico solo che abbiamo (uomini e Donne) ancora tanto da lavorare su questo fronte...quindi rimbocchiamoci le maniche e proseguiamo di buona lena!
Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
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Il mondo a lei non diceva, come diceva a loro: "scrivete, se volete, per me non fa differenza". Il mondo diceva sghignazzando: "scrivere? A che serve scrivere?"

Loro, sono gli uomini. Lei è una donna, che vorrebbe darsi alla letteratura, che in epoca non così lontana pareva essere appannaggio esclusivamente maschile.

Non è voluto, ma oggi sarebbe stato il compleanno di Virginia Woolf e proprio oggi ho finito "Una stanza tutta per sé", primo testo a cui mi avvicino dell'autrice inglese.

Quanta eleganza in un saggio. Ripercorre la figura della donna nella letteratura, spesso idealizzata e innalzata a dea nell'arte, ma maltrattata o comunque sottostimata tra le mura domestiche. Non c'è astio verso l'uomo, anzi, emerge una certa rabbia nei confronti delle donne, dei loro errori quando sacrificano completamente sé stesse per occuparsi di casa e figli. Si sente la forza con cui vuole spronare il mondo femminile a farsi valere. Se nei secoli scorsi alle donne era preclusa l'istruzione, il voto, il lavoro, la possibilità di avere un po' di soldi e una stanza tutta per sé per lasciare il mondo fuori... Ora non ci sono più scuse. Scrivete! Di qualsiasi cosa, in qualsiasi forma, ma scrivete!

Non è una questione di essere uguali, gli uomini e le donne sono diversi e in quanto diversi dalle loro penne uscirà un diverso stile e una diversa visione del mondo. Due pianeti che si ispirano, si toccano e si influenzano a vicenda, ma devono poter essere entrambi autonomi ed indipendenti.

Una bella scrittura, densa di temi importanti ma anche poetica per quanto riesce a parlare ed esprimere concetti per immagini.
Non mi resta che iniziare ad assaggiare un suo romanzo 😉