Una volta l'estate
by Ilaria Palomba, Luigi Annibaldi
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Maya cerca nell'arte un sentire lontano dalle convenzioni. Edoardo parte per una feroce missione in Medio Oriente lasciando sola sua moglie incinta. Mentre una postina ribalta ogni cosa, uno psichiatra lacaniano tenta di ricomporre il caleidoscopio. L'estate dell'umanità scompare. Ma c'è ancora qualcosa che Maya ed Edoardo possono fare per salvarsi.

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unododiciunododici wrote a review
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< i> Una volta l’estate era una liberazione, non vedevo l’ora di essere là, sulle spiagge del Sud, a correre in costume, mostrando quasi nudo il mio non corpo.

Così Maya nell’apertura di questo romanzo scritto a 4 mani e con due menti che potrebbero essere una e mille, da Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi, per la casa editrice Meridiano Zero.
Maya è la sua voce in un corpo che si duplica per necessità, dove l’assenza provoca una creazione simbolica di corpi anche impliciti nei rapporti sessuali. Uno stato d’animo che provoca un viaggio tra la necessità d’amare e la mancanza, intesa come rapporto umano ma anche come linea di demarcazione dallo svolgersi della propria esistenza.
Una volta l’estate si fa forte di un percorso narrativo molto interessante, interpretato come fosse un film da vari personaggi scomposti, che viaggiano tutti intorno alla sfera della protagonista principale, quella Maya che viene analizzata più dai famigliari che dalle persone addette, scaricando su di lei il tormento dell’esistenza umana. E non è detto che l’amore possa uscire sconfitto da qualsiasi crisi d’identità e creatività, dove la lontananza può produrre un nuovo modo di condividere sentimenti.
Romanzo scorrevole, suddiviso negli interventi dei singoli personaggi, esaltato dalla scrittura creatura degli autori, che agiscono senza mezze misure nella profondità di una localizzazione mentale confusa, ma questo non impedisce al personaggio centrale, Maya, di percorrere un tragitto di vita essenziale per la riscoperta di una libertà rimasta indietro nell’estate della bambina perduta.
Un libro da consigliare per le vacanze, non proprio per rilassarsi quanto per fare un punto dei propri stati marginali.