Undici solitudini
by Richard Yates
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Dopo la pubblicazione di Revolutionary Road, il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte presentano un altro momento della stessa ricer... More

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AK-47AK-47 wrote a review
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Solitudini ancora attuali
Undici storie di gente comune, impiegati, maestre, giovani mogli, accomunate tutte dall'ambientazione newyorkese, all'inizio degli anni Sessanta e da un destino comune, la solitudine del titolo. La solitudine intesa come condizione dell'essere incompresi da chi ci sta intorno, non capiti, non trovare, in un'esistenza apparentemente felice e appagante, una rispondenza profonda, un'autentica comprensione umana, da parte dell'altro, sia questi collega, marito, insegnante o gli allievi della scuola. Ho apprezzato molto questi racconti, perché pur avendo un approccio minimalista (non succede niente di eccezionale, niente che di ciò che in letteratura si reputi di solito particolarmente significativo) hanno tuttavia perfettamente senso, non sono meri esercizi di stile come in alcuni celebrati scrittori di short storia: dall'episodio raccontato il lettore comprende bene in che cosa consista la particolare"solitudine" del protagonista. Certo, si potrebbe a questo punto allargare il discorso facendo notare la critica sociologica che Tares porta avanti contro la società consumista e arrivista degli anni cinquanta, ma io trovo che la bellezza di questi racconti, come anche di Revolutionary Road che ho letto da poco, sia proprio il fatto che tocca una condizione umana che trascende l'epoca in cui fu scritto: le solitudini degli anni sessanta sono, fatte le debite differenze più esteriori che essenziali, le stesse della gente che vive nella nostra società. Il mio secondo Tares: una gradita, bella conferma.
NicoNico wrote a review
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