Uomini di poca fede
by Nickolas Butler
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"Adorare" è sempre sembrata una parola forte a Lyle Hovde, ma è quella che più rappresenta il suo sentimento verso certe giornate di primavera, in cui prende il pick-up e guida lungo il Mississippi per raggiungere il frutteto dove lavora, il nipotino Isaac di cinque anni a fargli compagnia e la natura del Wisconsin a guarire i mali dell'anima. Isaac è il bimbo di Shiloh, la figlia adottiva di Lyle e della moglie Peg, appena tornata a vivere a casa dei genitori dopo un lungo periodo di lontananza e ribellione. Era stato difficile separarsi da Shiloh, ed essere di nuovo riuniti sotto lo stesso tetto è una gioia per Lyle e Peg. Per questo, appena lui viene a sapere che la ragazza è diventata seguace di una Chiesa radicale e intende trasferirsi con il piccolo Isaac a vivere assieme al pastore che la guida, vorrebbe fare il possibile per impedirglielo. Tanto più che i due sembrano avere strane convinzioni legate ai poteri sovrannaturali del bambino... Quando il fanatismo religioso minaccerà da vicino la salute del nipote, Lyle si troverà costretto a compiere un atto estremo di resistenza per evitare che una nuova tragedia si abbatta sulla sua famiglia.

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12
Tony SugamanTony Sugaman wrote a review
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mi chiedo perché tutti i romanzi di storia locale americani debbano essere sempre tristi, con personaggi sfigati che vivono in società dispotiche vicine al collasso.il protagonista, anche se l autore cerca di spacciarlo per vero, è inverosimile: sembra più un pastore luterano alle prese con la sua sporca coscienza dopo aver raccontato bugie per tutta la sua vita. un format riempito di sogni fatti durante una notte dopo una sbronza, con un reflusso continuo e una acidità che nemmeno una confezione di maalox plus può calmare
JimmyJimmy wrote a review
011
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“Forse la vita, l’intero universo, tutto quanto non siamo soltanto noi. “
Giunto all’età di 65 anni Lyle Hovde in fondo non avrebbe più molto da chiedere alla vita.
L’amore per la moglie Peg , mai venuto meno in oltre quarant’anni di vita assieme nella quale hanno dovuto affrontare un dolore che dovrebbe essere risparmiato a qualsiasi genitore , la grande amicizia con Hoot e Charlie , i suoi vecchi compagni di sempre , ma soprattutto il grandissimo attaccamento per il nipotino Isaac di 5 anni che ha saputo donargli una nuova ragione per tirare avanti , sono più che sufficienti a fargli trascorrere una serena vecchiaia.
Ciò fino al giorno in cui la figlia Shiloh , mamma di Isaac , non comunica la sua intenzione di trasferirsi in un’altra cittadina per assecondare la vocazione religiosa divampata in lei da quando ha conosciuto Steven , il pastore di una comunità aconfessionale che ha modificato totalmente il suo modo di pensare e di credere in Dio, provocando così una dolorosa lacerazione nei rapporti con la sua famiglia , ma principalmente col padre ritenuto quasi un miscredente.
Ambientato in quella periferia americana già esaltata dai romanzi di Kent Haruf dove non succede mai niente di importante , dove le persone si conoscono , si frequentano e vivono per lo più dividendosi tra lavoro , casa e chiesa accontentandosi delle piccole gioie della vita come per l’appunto l’armonia e l’amicizia , e a quanto pare ispirato ad una storia vera, è un romanzo che affronta un tema delicato ed intimo come la fede ed il modo col quale ognuno vive ed esprime la propria spiritualità interiore .
SilviaSilvia wrote a review
01
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"Il mondo appariva davvero fragile la vigilia di Natale, delicato. Era come se tutti in quella chiesa esitassero tra la felicità estatica da una parte e il tragico ricordo dei defunti dall'altra; era un momento in cui i fantasmi turbinavano e bisbigliavano. Era proprio il periodo dell'anno in cui Lyle si sentiva molto vulnerabile. In particolare, vulnerabile a tutto quello che quella sera a Sant'Olaf aveva un effetto così potente su di lui: il silenzio prolungato, il suono delle campane grandi e piccole, l'occasionale colpo di tosse o lo starnuto, un sacchetto di corn flakes che i rovesciava rumorosamente sul pavimento della chiesa, il tremolio delle fiammelle, la voce dell'amico Charlie, il braccio di Peg che si intrecciava con il suo, i passi strascicati di un vecchio. Per Lyle Silent Night in una buia chiesa di campagna era più potente di qualsiasi bomba atomica. Gli era impossibile cantarla senza che gli occhi gli si inumidissero, senza immaginare la sua voce come un anello in una catena di voci unite tra loro attraverso le generazioni e i secoli, quella linea che talvolta chiamiamo famiglia. Oppure memoria".

Nickolas Butler, Uomini di poca fede, Marsilio, trad. Fabio Cremonesi

Un compagno di viaggio e una parvenza di normalità in questi giorni strani. Mentre leggevo questo brano, però, condizionata da tutto quel che c'è intorno, pensavo: no, gente in chiesa non si può, cantare vicini non si può, reggere il braccio non si può. Eppoi ci si è messo pure il t9 che ha corretto corn flakes con coronavirus flakes.