Ustica & Bologna
by Paolo Cucchiarelli
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Il 27 giugno 1980 un aereo passeggeri, il DC 9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo, viene abbattuto nei cieli di Ustica. Il 2 agosto dello stesso anno una bomba (ma forse non solo una) esplode alla stazione di Bologna. In poco più di un mese oltre 160 tra uomini, donne e bambini innocenti vengono

Ventieventitre's Review

VentieventitreVentieventitre wrote a review
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Spoiler Alert
Ricostruzione inedita e originale, ma di difficile leggibilità
Paolo Cucchiarelli è tra i più acuti giornalisti investigativi che si sono occupati di stragi e misteri d'Italia. In questo corposo e complesso volume conferma tutte le sue capacità di padroneggiare le fonti disponibili e intrecciarle per ricostruire, anche per via deduttiva, gli aspetti ancora oscuri delle vicende di Ustica e Bologna. E per legarle in un unico disegno, argomentando in modo originale e interessante il nesso tra i due eventi. Il quadro è molto complicato, soprattutto per la strage di Bologna, nella quale si riprende la 'pista internazionale' e la si affianca alla pista del terrorismo italiano di matrice 'nera' (con regie e finanziamenti che portano fuori dai nostri confini), documentando la presenza di due distinti ordigni, detonati a pochi istanti di distanza. Il punto debole di questo lavoro - già rilevabile nelle due ricerche sul caso Moro, ma qui molto più accentuato - sta nella sua difficile leggibilità. Cucchiarelli non riesce a organizzare le informazioni, che ovviamente sono molto complesse e articolate, in modo sufficientemente organico e ordinato, bensì salta spesso e volentieri da un aspetto a un altro, costruendo un puzzle che il lettore deve seguire molto faticosamente, se non è già un esperto della materia. E' un vero peccato, perchè le informazioni, gli indizi, i riferimenti al quadro diplomatico internazionale sono tantissimi, utili e poco conosciuti. Ma il tutto viene 'impastato' in un modo veramente difficile da seguire. Nello specifico, poi, le ipotesi risolutive sulle dinamiche dei due attentati (perché anche Ustica lo è stato, in questa interpretazione) sono molto 'intriganti', ma non convincono completamente. Si ha sempre la sensazione che qualcosa non quadri nella ricostruzione dei due accadimenti. Non sfugge, tuttavia, la linea essenziale che regge tutto il volume e interpreta il significato delle due stragi: il 1980 era l'anno in cui maturava, in ambiente atlantico, un nuovo orientamento geopolitico nei rapporti con il mondo arabo. I paesi della NATO, come l'Italia, che erano abituati da decenni ad avere rapporti ambigui e sotterranei con i partners arabi (Libia, Iraq, OLP etc.), dovevano interrompere immediatamente questa politica e allinearsi a una condotta più intransigente, dettata dal nuovo corso reaganiano. Il DC9 dell'Itavia, a bordo del quale qualcuno stava trasportando uranio per la Libia, fu abbattuto con un atto di guerra non convenzionale ad opera di settori, variamente assortiti e coordinati, di servizi di sicurezza atlantici, in collaborazione con vari agenti, anche 'mercenari'. Questo fu il primo 'avvertimento' al governo italiano. Evidentemente non fu inteso, perché anche la strage di Bologna, seppur in uno scenario più complesso, rispose a questo disegno. Secondo 'avvertimento'. Messaggio ricevuto. La politica italiana di dialogo e scambio con i partners arabi, che aveva trovato in Moro il suo principale esponente, e poi era proseguita su canali 'sotterranei' con alcuni esponenti apicali dei nostri servizi segreti, subì uno stop decisivo dopo quel tragico evento.
Se fosse scritto meglio, consiglierei questo libro a tutti.
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Ricostruzione inedita e originale, ma di difficile leggibilità
Paolo Cucchiarelli è tra i più acuti giornalisti investigativi che si sono occupati di stragi e misteri d'Italia. In questo corposo e complesso volume conferma tutte le sue capacità di padroneggiare le fonti disponibili e intrecciarle per ricostruire, anche per via deduttiva, gli aspetti ancora oscuri delle vicende di Ustica e Bologna. E per legarle in un unico disegno, argomentando in modo originale e interessante il nesso tra i due eventi. Il quadro è molto complicato, soprattutto per la strage di Bologna, nella quale si riprende la 'pista internazionale' e la si affianca alla pista del terrorismo italiano di matrice 'nera' (con regie e finanziamenti che portano fuori dai nostri confini), documentando la presenza di due distinti ordigni, detonati a pochi istanti di distanza. Il punto debole di questo lavoro - già rilevabile nelle due ricerche sul caso Moro, ma qui molto più accentuato - sta nella sua difficile leggibilità. Cucchiarelli non riesce a organizzare le informazioni, che ovviamente sono molto complesse e articolate, in modo sufficientemente organico e ordinato, bensì salta spesso e volentieri da un aspetto a un altro, costruendo un puzzle che il lettore deve seguire molto faticosamente, se non è già un esperto della materia. E' un vero peccato, perchè le informazioni, gli indizi, i riferimenti al quadro diplomatico internazionale sono tantissimi, utili e poco conosciuti. Ma il tutto viene 'impastato' in un modo veramente difficile da seguire. Nello specifico, poi, le ipotesi risolutive sulle dinamiche dei due attentati (perché anche Ustica lo è stato, in questa interpretazione) sono molto 'intriganti', ma non convincono completamente. Si ha sempre la sensazione che qualcosa non quadri nella ricostruzione dei due accadimenti. Non sfugge, tuttavia, la linea essenziale che regge tutto il volume e interpreta il significato delle due stragi: il 1980 era l'anno in cui maturava, in ambiente atlantico, un nuovo orientamento geopolitico nei rapporti con il mondo arabo. I paesi della NATO, come l'Italia, che erano abituati da decenni ad avere rapporti ambigui e sotterranei con i partners arabi (Libia, Iraq, OLP etc.), dovevano interrompere immediatamente questa politica e allinearsi a una condotta più intransigente, dettata dal nuovo corso reaganiano. Il DC9 dell'Itavia, a bordo del quale qualcuno stava trasportando uranio per la Libia, fu abbattuto con un atto di guerra non convenzionale ad opera di settori, variamente assortiti e coordinati, di servizi di sicurezza atlantici, in collaborazione con vari agenti, anche 'mercenari'. Questo fu il primo 'avvertimento' al governo italiano. Evidentemente non fu inteso, perché anche la strage di Bologna, seppur in uno scenario più complesso, rispose a questo disegno. Secondo 'avvertimento'. Messaggio ricevuto. La politica italiana di dialogo e scambio con i partners arabi, che aveva trovato in Moro il suo principale esponente, e poi era proseguita su canali 'sotterranei' con alcuni esponenti apicali dei nostri servizi segreti, subì uno stop decisivo dopo quel tragico evento.
Se fosse scritto meglio, consiglierei questo libro a tutti.

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Ero in stazione un'ora prima della strage...per fortuna mio zio all'ultimo momento , decise di prendere il treno precedente...un miracolo...ma il terrore di tornare in stazione durò per parecchio tempo... Interessante recensione...
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Ero in stazione un'ora prima della strage...per fortuna mio zio all'ultimo momento , decise di prendere il treno precedente...un miracolo...ma il terrore di tornare in stazione durò per parecchio tempo... Interessante recensione...