Uva noir
by Gabriella Genisi
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In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia. Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c'è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva 'gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Lobosco prima - 04 lug 21
Terza puntata delle avventure della sempre simpatica Lolita, da leggere in fretta prima che la televisione, con il suo serial, mi tolga il piacere della lettura e della scoperta delle iniziative strampalate del vicequestore. Anche se purtroppo, rispetto alla cronologica serie dedicata al commissario Ricciardi, qui la scrittrice rimaneggia e mescola i testi, tanto che il secondo episodio mescola il secondo libro (sopra tramato) con il settimo.
Non solo, ma vengono cambiate anche le storie. Nel secondo, la montenegrina è una stella del male che uccide Sabino. In televisione, diventa l’angelo del focolare che lo salva. Anche perché così dà il la a Lolita di andare a letto con Danilo. Con il quale, sulla pagina, scopava già dal primo libro, rimanendo una storia giovane e fresca, trasversale alle brutture cittadine.
E Danilo va sempre più in un angolo, che qui la storia sotterranea narra dell’attrazione che Lolita comincia a provare per il bel procuratore Giovanni Panebianco. Tra tira e molla, tra cene afrodisiache preparate e non gustate (ti pare che Giovanni sia più per il giapponese che per il pugliese?), i due si prendono e si allontanano, in un gioco di scherzi e scherni. Complicate da quelle scritte che compaiono in questura, dove si mette in discussione il carattere onesto delle relazioni sentimentali di Lolita. Facile prevedere che ci sia qualche ex di mezzo. Ma di lei o di lui?
Mentre Lolita si perde, e perde la testa, nelle sue scaramucce amorose ed amorevoli, noi andiamo avanti anche sul versante delle indagini. Che qui abbiamo un bambino strangolato. Delitto orrendo, che si configura come possibile in casi di rapimenti, pedofilia e simili. Insomma, nella peggiore casistica personale, che quando si toccano i piccoli, io tremo.
Comunque, qui abbiamo una famiglia ben incasinata. La famiglia del farmacista Milone. Lui, ricco e di molto imbranato, dopo anni di fidanzamento con la sua segretaria, si innamora (o viene fatto innamorare) dalla bella Lorena. Una che per le sue qualità, il suo fascino, fors’anche il sapore, viene soprannominata “Uva ‘gnura”. Che, anche chi non sa il pugliese traduce con “uva nera”, che poi viene traslato in quel titolo “acchiappino” di “uva noir”. Ma tralasciamo i titoli, che sapete sono il mio pallino perverso.
I due hanno un figlio, inopinatamente battezzato Morris (ma che è, un’auto?). Lorena però non si accontenta del tranquillo farmacista, e vola spensierata di fiore in fiore. Tanto che non può che avvicinarsi il divorzio. Lorena, frequentando ambienti assai loschi, riesce comunque ad avere l’affido di Morris. Comincia così una battaglia senza esclusione di colpi tra il farmacista che vuole il figlio e non vuole pagare Lorena, l’ex del farmacista che lo rivorrebbe ora che è di nuovo single, i compari di Lorena che non mancano di comportarsi brutalmente verso Morris e verso la loro presunta amica. Presunta, che i due compari hanno interesse solo alle conoscenze di Lorena ed ai soldi che se ne può tirar fuori.
Con un lavoro alla Kay Scarpetta, Lolita riesce a capire i meccanismi della morte di Morris, ed a individuare, tra tutti i possibili sopra citati, chi ha commesso “l’orrendo crimine”.
Al fine, una quasi sufficienza, un po’ diminuita da quelle scelte televisive che non mi convincono. Anche se la scrittura frizzantina di Gabriella non dispiace. soprattutto quando riaffiorano motivi antichi e profumi indimenticati: come la vista dei vicoli di Bari Vecchia che si aprono verso il mare confondendosi con l’azzurro del cielo o il sapore della focaccia appena sfornata accompagnata da un piatto fumante di riso, patate e cozze. Ci sono infine due punti, con i quali voglio terminare questa veloce trama.
Il lato positivo, oltre alla solita telefonata con l’amico Salvo Montalbano, è che anche qui c’è la solita “comparsata” di un amico detective. Ad un certo punto, vediamo sbucare Pepe Carvalho, cui la nostra Lolita cucina di par suo, mentre lo spagnolo tenta di convincerla che, una volta letti, i libri possono essere “mandati via”. Pepe li brucia nel caminetto. Fako li regala a giro. Preferisco il secondo metodo.
Quello negativo risale all’inizio delle scaramucce amorose tra Giovanni e Lolita, quando il procuratore le dice che per lui, lei è un algoritmo. Purtroppo, la scrittrice non spiega a fondo il termine, lanciando frasine ad effetto. Ma se veniamo alla definizione, tecnica più che formale, dove per algoritmo si intende "una sequenza ordinata e finita di passi elementari che conduce a un ben determinato risultato in un tempo finito", possiamo essere certi che, dopo un numero adeguate di pagine, i due finiranno a letto.
“Nell’attesa legge pazientemente un libro … Il mio sguardo corre al libro. Devo sapere che libro è, subito … la smania mi prende quando vedo qualcuno leggere … Devo sapere [il titolo], al più presto.” (101)
gis55gis55 wrote a review
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Angelo PierottiAngelo Pierotti wrote a review
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Cassandra Gold - per RFS
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Ben trovate care Fenici. Quest’oggi passeggeremo per le strade di Bari, città affascinante e intrigante piena di calore, ma anche di grandi pericoli. Nella sua amata questura, la commissaria Lolì veglia sugli abitanti, affrontando casi pericolosi, commoventi e complicati, analizzando dati e prove e attraversando la morbosità della natura umana, capace di nascondere le più profonde colpe e i più inconfessabili peccati. Ma andiamo per ordine.

Si avvicina il compleanno della nostra commissaria e la sua vita, adesso come non mai, è piena di confusione. Lolita cerca di sganciarsi dalla relazione a metà che da un po’intercorre con Danilo, nettamente più giovane di lei, ma un po’ per l’insistenza del ragazzo, un po’ per la solitudine, i suoi solidi propositi se ne vanno sempre a farsi benedire. Ma la sua vita forse è a una svolta, con un nuovo amore all’orizzonte. Che sia quello giusto finalmente? Con un matrimonio fallito alle spalle, Lolita si sente molto sola e sente che il momento per rimettere radici è alfine giunto. Ma un bel giorno, a spezzare le nuove fantasie d’amore, accadono dei fatti spiacevoli. Davanti alla questura qualcuno ha scritto degli insulti molto ingiuriosi su di lei. Le parole la descrivono come una donna dalla dubbia moralità. Così sconvolta, tenta di capire chi possa essere il colpevole; chi la odia a tal punto da insultarla in quel modo? Tra una tempesta emotiva e l’altra, deve affrontare un tremendo caso di omicidio: un bambino viene trovato morto insieme al suo gattino davanti al cancello della sua abitazione. Un caso complesso, carico d’introspezione psicologica e sociale, che porterà la nostra protagonista a confrontarsi con uno dei lati oscuri della sua amata città.

Adoro i libri della Genisi, è ufficiale. Un linguaggio colorito e frizzante, che non lascia tempi morti nella narrazione e ti tiene sempre sulla corda, reinventandosi a ogni capitolo, questo è solo uno dei vari precetti che m’inchiodano alle pagine dei suoi romanzi. La trama è attuale e si basa su realtà conosciute, sicuramente interpretate a misura dell’autrice, ma a nostro malincuore assodate. La protagonista, dal linguaggio colorito e inusuale, è una vera donna del sud, procace e avvenente, con solidi principi e la passione per la buona cucina e per il suo mare meraviglioso. La questura, il suo regno, la sua casa, dove fedeli collaboratori, amici di lunga durata, l’aiutano, l’accompagnano e la custodiscono. Il commissario Lolì è una donna forte, anzi più che una donna è una femmina, una di quelle vere, che con fatica e tenacia porta avanti il suo ruolo in un mondo riservato ai soli uomini. Difficile per lei mantenere un basso profilo, come vorrebbero ai piani alti; lei che emana un’aura di pura sensualità al suo solo passaggio. La nostra commissaria sa il fatto suo e anche i malviventi lo sanno, con lei non c’è crimine che tenga.

Vi lascio alla lettura, care amiche. Buon divertimento.
Nelly PepeNelly Pepe wrote a review
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