Venezia è un pesce
by Tiziano Scarpa
(*)(*)(*)(*)( )(1,131)

All Reviews

196 + 10 in other languages
Lù wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
GiòGiò wrote a review
1425
(*)(*)(*)( )( )
L'ho letto grazie al commento di Nood-Lesse. (grazie, Nood!)
Su Venezia e i Veneziani sono milioni i luoghi comuni che si sprecano: città da cartolina, Venezia sprofonda, Venezia muore, come è triste Venezia, Venezia bella ma invivibile...e poi i piccioni, gli inglesi, i tedeschi, i giapponesi e i russi, le gondole in miniatura con le vongole fluorescenti, i vetri e le maschere made in china. E che dire di Venezia porta sull'oriente, emblema della decadenza dell'occidente...
Tutto forse un po' vero, ma Venezia ha un'anima e non è poi così difficile trovarla. Ci vado spesso; lì ci vive mezza famiglia, a Dorsoduro, appena dietro a Campo Santa Margherita. Basta farsi un giro con i veneziani per imparare a conoscerla un po' di più, per capirla e per capire quanto loro siano legati alla propria città, la amino, e lo facciano nonostante tutto quello che significano i turisti: soldi sì, ma anche una vita vissuta come in un luna park, in mezzo a fiumi di persone urlanti e incuranti, non tanto della sua preziosità storico/artistico/architettonica, quanto della dignità della città e dei cittadini.
Ecco, Scarpa ci accompagna da buon veneziano in giro per Venezia con piccoli racconti e ci mostra la città attraverso tutti quei dettagli che ignoriamo e di solito sfuggono a noi turisti un po' bufalici, mandrieschi e starnazzanti. Ci dà poi una serie di suggerimenti di letture, caso mai ci venisse lo sghiribizzo di approfondire la conoscenza con la città. Insomma, non siamo dalle parti della Lonely Planet o della guida del Touring, ma piuttosto in una chiacchierata con un signore che, in bella forma (quasi poetica), ci canta le piccole e nascoste meraviglie della sua città.
p.s. Non tutti i veneziani prevedono un futuro tragico per Venezia, pensando che la città sarà presto abbandonata dai suoi abitanti per diventare terra battuta solo dai turisti. I miei tre nipoti trentenni e molti loro amici, dopo aver girato l'italia e il mondo, sono ritornati alle loro radici e sono molto attaccati alla loro città. La vivono, la conoscono, conoscono la sua lingua, la sua storia, le sue tradizioni.
Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
2440
(*)(*)(*)(*)( )
Venezia è anche un sogno
Avevo letto un libro di Tiziano Scarpa ma non mi era piaciuto, tant’è che non ne ricordo neppure il titolo. Questa volta è andata decisamente meglio, Venezia oltre ad essere un pesce è una lettura appagante. Come operazione editoriale mi ha ricordato “La polvere del Messico” di Pino Cacucci, parimenti riuscita. Siete già stati a Venezia? Leggete il libro di Scarpa. Siete in procinto di andare a Venezia? Leggete il libro di Scarpa. Siete già stati a Venezia e la città non vi ha entusiasmato? Compratevi un paio di scarpe nuove e lasciate perdere il libro. “Venezia è un pesce” è una guida alternativa della città, una dichiarazione d’amore fatta da chi da mostra di conoscerla molto bene. Tiziano Scarpa la descrive dalle fondamenta di legno sulle quali poggia, alle guglie dei tetti che fanno da vedette alle stupende isole che la circondano, ne fa un’esperienza sensoriale narrando attraverso il corpo. Nella seconda parte del volume puntualizza i vari riferimenti letterari dai quali ha attinto e ci conduce in una hall of fame dove ci sono le foto di H. James, T. Mann, I. Mcewan B. Hrabal e di numerosi altri cantori della città lagunare. Usciti dalla galleria ci attende un inedito di Guy de Maupassant, assolutamente non celebrativo (forse invidioso?), sicuramente particolare
Scendiamo lungo il canal Grande. Si resta sorpresi in un primo tempo dall'aspetto di questa città dove le strade sono fiumi... fiumi o piuttosto fogne a cielo aperto.
E' questa in realtà l'impressione che dà Venezia, una volta passato il primo sbalordimento. Sembra che qualche ingegnere in vena di scherzi abbia fatto saltare la volta in muratura e selciato, che in tutte le altre città del mondo ricopre queste correnti di acque sordide, per costringere gli abitanti a navigare sulle loro stesse fogne…
… Avevi sognato una città vasta dai palazzi immensi, talmente è grande la rinomanza di questa antica regina dei mari. Ti stupisci che tutto sia piccolo, piccolo, piccolo! Venezia non è che un ninnolo, un vecchio ninnolo d'arte affascinante, povero, rovinato, ma fiero d'una bella fierezza di gloria antica.

Dopo il mio soggiorno in città ho messo in lettura Cortesie per gli ospiti” e ”Anonimo Veneziano”. È stato vedendo alcune scene di quest’ultimo (il libro altro non è che la sceneggiatura del film ed è uscito postumo ad esso) su YouTube che ho maturato l’idea che Venezia non invecchia che è sempre uguale a sé stessa. È la mia città ideale, un posto dove a colpo d’occhio (solo a colpo d’occhio) il tempo sembra essersi fermato, un posto in grado di stordirti con la sua bellezza, celebrata a più riprese anche in questo libro.
A corroborare la mia riflessione ho trovato le parole dello scrittore brasiliano Diogo Mainardi in coda al libro:
Venezia rappresenta il rifiuto di accettare ogni forma di innovazione. Il rifiuto è così totale che qui non sono riuscite a affermarsi nemmeno le invenzioni primordiali dell'uomo. Il fuoco perché la città è circondata dall'acqua. La ruota per motivi altrettanto ovvi. I veneziani preferirebbero abitare sui rami degli alberi se ce ne fossero.
È tutta qui l'assoluta superiorità di Venezia nei confronti degli altri luoghi. La città resta sempre immobile, avversa a quelle piccole novità che di solito riempiono la vita delle persone.
Infatti, a Venezia uno non può cercare di nascondere il vuoto interiore dietro insignificanti sconvolgimenti quotidiani, perché qui la quotidianità non cambia, non permettendo a nessuno di mascherare la povertà della propria esistenza.

Le mie parole di coda invece le affido ad un cantautore che nel libro non compare:
Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare
youtube.com/watch?v=KcQoZUzsE1c