Vittoria
by Barbara Fiorio
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Vittoria non crede nella spiritualità dei manuali, negli aforismi da calamite e di certo non crede nei cartomanti: molto meglio un piatto di trenette al pesto con un'amica che farsi leggere i tarocchi. Fotografa genovese di quarantasei anni con alle spalle alcune pubblicità di successo, Vittoria è sempre riuscita a navigare tra le difficoltà della vita, sostenuta da un valido bagaglio di buon senso, dall'ironia e dal suo grande amore: Federico. Quando però lui se ne va, lasciandola sola in una casa piena di ricordi, il mondo le crolla addosso. Disorientata e in piena crisi creativa, Vittoria si ritrova al contempo senza compagno, senza lavoro e con l'angoscia di non sapere più cosa le riserva il futuro. A corto di opzioni e di soldi per pagare le crocchette a Sugo, il suo fidato gatto, finirà per fare quello che ha sempre disdegnato e che, suo malgrado, le riesce benissimo: leggere i tarocchi a una pletora di anime gentili che, come lei, hanno il cuore spezzato. Tra la carta dell'Eremita che le ricorda Obi-Wan Kenobi e la Ruota della fortuna che sembra un party lisergico, ritroverà anche la creatività, scattando fotografie ai suoi clienti e arrivando a inventarsi una nuova professione: la fotomanzia. Così, senza rendersene conto, tornerà pian piano ad ascoltare il mondo che la circonda, trovando la forza di rialzarsi, di dare agli altri e di credere in se stessa.

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Il giardino dei pensieriIl giardino dei pensieri wrote a review
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Spoiler Alert
È da un po' di tempo che tengo d'occhio Barbara Fiorio, l'autrice di questo romanzo, perché è la fondatrice del GSSP (acronimo di Gruppo Supporto Scrittori Pigri) un laboratorio di scrittura creativa online che, non so precisamente perché, mi ispira molta più fiducia rispetto ai tanti corsi di scrittura online che trovo pubblicizzati sui social. Questa estate ho anche preso parte ai 4 incontri gratuiti da lei organizzati, sempre rigorosamente online. E devo dire che non sono stati niente male.
Così mi è sorta pungente la curiosità di sapere come scrive qualcuno che insegna agli altri come scrivere. Metterà in pratica i consigli che dà ai suoi aspiranti scrittori? Come catturare l'attenzione del lettore senza mai farlo annoiare?
Bè, il romanzo l'ho divorato in due soli giorni (cosa che non mi capitava da anni), dunque direi che la risposta è sì a entrambe le domande. Se poi qualcosa di quel che ho letto continuerà ad abitare dentro di me, solo il tempo potrà dirlo.
La storia è scritta in prima persona e la protagonista, Vittoria, a parte la professione (è una fotografa e non una scrittrice), mi dà l'idea di avere molto cose in comune con la sua autrice.
La storia d'amore c'è, o meglio c'era, infatti il suo compagno, Federico, l'ha appena lasciata spezzandole il cuore. Ma secondo me non è questo il vero motore della storia. Anzi, mi accodo alla cerchia di buoni amici di Vittoria secondo cui è un bene che lui se ne sia andato, poiché appartiene a quella schiera (a quanto pare sempre più folta ai giorni nostri) di narcisisti patologici. Per intenderci tipi da cui stare alla larghissima!
Il vero motore della storia, dicevo, è un altro. Cioè la rinascita di Vittoria che, a 46 anni, si trova a dover ripartire da zero. Sia sul fronte sentimentale che su quello, non meno complicato, del lavoro. E quando tutti le sbattono le porte in faccia, saranno i tarocchi, a cui Vittoria palesemente non crede (come a dire che davvero non c'è limite alle sorprese che la vita ci riserva), e la cosiddetta fotomanzia (cioè la capacità di "leggere" una persona attraverso una sua foto) a dare una svolta alla sua carriera di fotografa.
Un libro, dunque, che si potrebbe ascrivere nel nuovo filone letterario "up-lit" (in italiano traducibile come letteratura edificante, in altre parole romanzi che fanno stare meglio), a me particolarmente congeniale.