Vivere!
by Yu Hua
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CyrillaCyrilla wrote a review
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Il titolo di questo libro mi ha fatto pensare a quei titoli che corrispondono poco o per nulla agli articoli di giornale cui fanno riferimento. La risposta mi è stata data dallo scrittore stesso che ha dichiarato di aver sostanzialmente voluto dimostrare in questo romanzo come gli uomini amino la vita per se stessa e non per altre ragioni.È un concetto secondo cui in ogni uomo si sviluppa una forma di resilienza che lo porta a superare, quasi per inerzia, ogni disgrazia che lo colpisce in virtù di un attaccamento alla vita fine a sé stesso.

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Vivere a distanza di quasi trent'anni dalla pubblicazione risulta essere ancora uno dei libri più letti in Cina a testimonianza della forte appartenenza territoriale dell'opera. Nel caso in cui Vivere fosse stato scritto da un autore qualsiasi nella migliore delle ipotesi gli avrebbero dato del piagnone o del menagramo, ma è indubbio che quando al centro dell'attenzione viene posto un paese dove i diritti umani raramente sono stati un tema all'ordine del giorno, la narrazione di reiterate tragedie colpisca maggiormente l'immaginario collettivo e, soprattutto, risulti più credibile.

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C'è in Vivere quasi un'aura di ineluttabilità, nessuno dei protagonisti sembra mai essere artefice del proprio destino, ed anche certe scelte dissennate del Fugui giovane alla fine della fiera finiscono per risultare quasi irrilevanti... comunque sarebbe andata così e c'è mezzo secolo di storia cinese a testimoniarlo. Perché Vivere è anche, e non credo vada sottovalutato, un romanzo di sottili invettive contro il potere, si pensi alle pagine, per certi versi esilaranti, in cui viene presa di mira la Rivoluzione culturale.

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Vivere, va detto, non è un libro per tutte le stagioni, forse il momento che stiamo vivendo non è esattamente quello ideale per avere a che fare con una sequela di eventi tragici però se dovessi dire di essermi annoiata, mentirei. C'e' umanita', momenti che mi hanno aperto il cuore e fatta partecipe delle vicende come se fossero miei congiunti o amici.

BambuBambu wrote a review
017
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Spoiler Alert
Abituata all'irriverenza di Yu Hua, al suo senso dell'umorismo, Vivere colpisce per la tristezza della storia narrata, con rapide pennellate.
Vivere e' la storia di Fugui, un figlio di possidenti terrieri che il suo precettore definirà un potenziale buono a nulla. E infatti, la sua incapacità di gestire le sue pulsioni, in particolare verso il gioco d'azzardo, lo porteranno alla rovina, sua e della sua famiglia tutta.
Questa normale esistenza costellata da tanti stenti e tanta morte, si dipana con, sullo sfondo, la storia della Cina - Chiang Kaishek, l'Esercito di Liberazione, Mao, il Grande Balzo in Avanti, la Rivoluzione culturale.
Certe battute colpiscono a fondo e lasciano senza parole, forse anche perché sono probabilmente più realtà che finzione:
Ho solo un figlio - risposi - Ti scongiuro, salvalo.
Il medico fece un cenno col capo, come per dire che lo sapeva, ma poi aggiunse:
- E tu perche' hai fatto un figlio solo?


Yu Hua ha un'attenzione particolare per i bambini - per chi ha letto Brothers sa di cosa parlo:
- Pazienza, se non viene non viene; io sono un bambino e non conosco la strada, accompagnami tu.
- Tuo padre non verra' a prenderti ne' io ti posso riaccompagnare, tuo padre e' morto.
- Lo so che e' morto, ma e' gia' buio e ancora non viene a prendermi.


Leggendo il libro viene da interrogarsi sul destino karmico, una vita per una vita, le reincarnazioni. Alla fine c'è un senso di rassegnazione molto orientale, che Fugui - voce narrante - esplicita così:
A ripensarci questa vita è passata così veloce, una vita del tutto normale...è meglio avere una vita normale, chi lotta per avere questo o quello, a furia di lottare ci rimette la propria vita. Prendi uno come me, in effetti mi sono dimostrato sempre più incapace di risalire il fiume dell'esistenza, eppure ho vissuto a lungo; tutte le persone che conoscevo sono morte, una dopo l'altra, io invece sono ancora vivo..
D'altronde, la chiusura del romanzo non è su una nota negativa, bensì di normale fluire delle cose:
come una madre chiama a sé i propri figli, la terra chiamava a sé la nera notte
Manca tuttoManca tutto wrote a review
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JohnnyJohnny wrote a review
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