Vivida mon amour
by Andrea Vitali
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Anni Ottanta, in una cittadina sulle rive di un lago del Nord Italia, al confine con la Svizzera: un aspirante medico condotto si invaghisce di una misteriosa ragazza incontrata a una festa. Per un dottorino neolaureato, con le tasche vuote, dedicarsi a un corteggiamento serrato può risultare oneroso e parecchio frustrante. Soprattutto se la donna dei propri sogni si rivela un tipo complesso, una «bisbetica indomabile» refrattaria alla poesia, benestante ma poco incline a spendere e che regge l'alcol come un carrettiere. Ad aggiungere imbarazzi e malintesi, il nome della giovane non è ben chiaro: Viviana, no Vivìna, anzi Vìvina... Vìvida! Meglio evitare di pronunciarlo. Tra incontri carichi di aspettative - e che ogni volta sembrano trasformarsi in addii - costose peregrinazioni fra malinconici paesi lacustri, goffaggini e incomprensioni, per i due, tanto diversi, ci sarà un lieto fine?

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Mariarita MarchettiMariarita Marchetti wrote a review
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SondelloSondello wrote a review
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Orso82Orso82 wrote a review
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LeggoperpiacereLeggoperpiacere wrote a review
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MaristellaMaristella wrote a review
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VIVIDA MON AMOUR
La storia di “Vivida mon amour” (Einaudi 2021) era già stata pubblicata, in forma ridotta, da Andrea Vitali che nel 2014 per l’Edizione Cinquesensi si era avvalso delle illustrazioni dell’amico e pittore Giancarlo Vitali.
Siamo negli anni 80 in una cittadina lacustre del Nord Italia (non meglio specificata). Qui, un dottorino fresco di laurea e aspirante medico condotto, vive facendo sostituzioni negli ambulatori dei colleghi e ha un budget monetario piuttosto ridotto. Figlio unico di due genitori che alla pensione si sono trasferiti in Tunisia (abbastanza anaffettivi visto che il loro rapporto col figlio è ridotto a poche cartoline senza neanche un rigo ma solo con le loro firme) è un ragazzo con scarsa esperienza sentimentale e un’abbondante dose di ingenuità.
A una festa viene colpito come da un fulmine da una ragazza sconosciuta con dei “malleoli affascinanti”. Decide di cercarla e di corteggiarla. Ma lei è un tipo molto particolare: mascolina nei modi, lunatica e scontrosa, poco incline alla cultura, molto di più ad un bel bicchiere di vino rosso. Il suo nome, il dottorino non è riuscito ad afferrarlo bene e non ha il coraggio di pronunciarlo per il timore di sbagliarne l’accento: Vìvina o Vivìna? E se fosse altro?
I suoi tentativi di corteggiamento sono goffi e imbarazzanti. Lei è abbiente e proprietaria di un’azienda floricola, lui non ha il becco di un quattrino, deve sempre farsi i conti in tasca se la vuole invitare da qualche parte e riuscire a farsi prestare la macchina da un amico connivente perché ne è privo.
Nonostante i tentativi andati a male, nonostante certi atteggiamenti sgarbati della sua bella, nonostante i familiari di lei un po’ strampalati, il dottorino ha un solo progetto in testa: averla. Sarà capace di conquistarla, di reggere alle amarezze e alle malinconie che lo colgono per i suoi rifiuti e le sue assenze, di carpirne la vera essenza? Non resta che leggere questo breve libro che con una scrittura garbata e gradevole, appena ironica, ci porterà verso un finale che sarà rivelatore di ogni nostra curiosità.