Vuoto
by Maurizio de Giovanni
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Una professoressa di Lettere di un istituto tecnico scompare nel nulla. E se non fosse per una collega, nessuno se ne preoccuperebbe. Il marito, un ricco industriale, sostiene che la donna se ne sia andata di propria volontà, e non esistono prove del contrario. Approfittando di un momento di tregua nel lavoro, gli uomini di Palma, cui si è aggiunto un elemento per coprire l'assenza forzata di Pisanelli, decidono di cominciare un'indagine in modo informale. Scopriranno che anche le vite più piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Un vuoto che ha innumerevoli colori: uno per ogni paura, uno per ogni orrore.

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TexTex wrote a review
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Mariarita MarchettiMariarita Marchetti wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Le B di De Giovanni - 05 apr 20
Devo dire che, pur nella più completa leggibilità, i Bastardi di De Giovanni vanno su e giù per le scale del mio gradimento. Tra l’altro, questo è il libro che ha scatenato l’escalation di lettura. Perché, balzato improvvisamente sul desco dei libri da leggere, ha dovuto lasciare il passo ai fratelli, che, io maniaco, nei confronti dei seriali, li leggono in ordine cronologico di storia, anche se venissero pubblicati in modo strampalato. Quindi, graditissimo regalo natalizio, questo “Vuoto” ha dovuto aspettare di essere riempito dalle puntate precedenti. Peccato però, che, venuto il suo turno, si sia mostrato più vuoto che pieno (battutaccia…). La storia principale (come ricordo sempre sia presente nei romanzi seriali) ha un qualche elemento di interesse, che intriga abbastanza la sparizione della professoressa Chiara. Anche perché si intreccia ben presto con le attività losche del marito Marcello. Noi (e con noi il grande Serpico) sospettiamo fin dall’inizio che sia una storia di corna, ma, andando avanti, si palesa qualcosa di più. Che strani sono i rapporti di Chiara con lo scrittore Davide, intelligentissimo, brillantissimo, ma anche malato di SAF (sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi, una malattia autoimmune che porta spesso a trombosi). E strani sono quelli con il (quasi) malavitoso Gerardo, suo ex-allievo, che la frequenta spesso, e che, insieme ad altre circostanze concomitanti, porta i nostri Bastardi ad una delle soluzioni del problema. Gerardo mostra infatti quanto sia pelosa la carità della ditta Baffi. È vero che si regalano gratifiche natalizie ai bisognosi. Ma poi, Marcello e la sua insopportabile segretaria circuiscono i beneficiati, chiedendo loro di “vendere” figli under 15. Nominalmente per affidarli a strutture del Nord (istituti, famiglie affidatarie). Realmente per farli diventare oggetti di compravendite internazionali. Che è l’unico modo per il nostro bel tomo di risanare le casse aziendali, e potersi permettere la bella vita (una casa a Monte di Dio, il circolo nautico, la barchetta di 15 metri…). Sulla barca, poi, il nostro Marco, seguendo un ragionamento strampalato dei suoi, rinviene anche un foulard insanguinato. Allora abbiamo, Chiara preoccupata, ed inviante strani messaggi alla sua collega insegnante. Chiara che, con Davide, ha estratto le giuste informazioni sulla sua vita precedente. Chiara che affronta Marcello, forse ubriaca, forse no. I due che fanno un giro in barca, e dopo di che Chiara scompare. L’indagine dei Bastardi non potrà portare all’incriminazione di Baffi per omicidio (le prove sono troppo circostanziali per essere sostenibili in dibattimento, cioè la signora Chiara potrebbe, nonostante tutto, essersi allontanata volontariamente). Ma porterà all’incriminazione di Marcello per quelle vendite di minori per turpi fini. Incriminazione che lo porterà per lungo tempo in cella, magari buttando anche la chiave. Fortunatamente, noi lettori, a parte la giustizia, sapremo come sono andati i fatti (grazie alla sindrome di Van Dine che ogni tanto fa rinsavire gli scrittori un po’ fuori delle regole). Ma ovviamente, a noi “de giovanniani” della prima ora, interessa tutto il contorno delle vicende dei Bastardi. Che però, questa volta sono anch’esse sul lato “vuoto”. Con l’unica eccezione dell’inserimento di un nuovo elemento. Che Pisanelli ha avuto una crisi emorragica, salvato solo dal pronto intervento di Aragona. Viene così inserita dal commissariato di Torino, il vice Elsa Martini. Anche lei con problemi (ha sparato ad un pedofilo uccidendolo) e con un a figlia al seguito. In questo primo episodio che la vede co-protagonista, fa un po’ fatica ad adottare i metodi di squadra dei Bastardi, che come tutti sanno una squadra non è che si improvvisa su due piedi. Però, aiutata dalla simpatia della figlia Vittoria, dall’empatia di Ottavia, e mi sa mi sa, da qualche propensione del Cinese, sta già per trovare una sua collocazione. Senza molto sugo Alex, che dopo un furioso litigio fa di nuovo la pace con Rosaria. Ed altrettanto per Hulk, combattuto tra la piccola Giorgia, la moglie Giorgia e la dottoressa Susy verso cui sta nascendo qualcosa. Detto di Pisanelli, che sta in ospedale, e che vede allontanarsi per sempre la possibilità di arrestare il colpevole dei “suicidi”, rimangono Marco e Lojacono. E forse anche Laura. Quest’ultima è dilaniata dai sentimenti che prova per il Cinese (e che questi prova per lei), la voglia di indipendenza e l’assedio da parte di Buffardi, il PM mediatico che, seppur odioso, si sta innamorando di lei. Il Cinese deve tenere a bada la figlia Marinella, che, diciottenne, sta cercando una sua strada amorosa (ma non molto bella, per ora). E deve parare i colpi del passato siciliano che sembra pronto ad uscire sempre fuori. Infine, Marco, con la sua aria svagata ed “altra”, mostra qui molta umanità, pur nell’immaturità. Un forte senso di attaccamento al Presidente, ed un andamento “up and down” verso Irina. Mi sa che vedremo presto dei nuovi sviluppi. Intanto, anche qui segnalo il capitolo 44 a pagina 279 perché, se nell’intenzione dell’autore serve a spiegare il titolo ed i colori del vuoto, in realtà andrebbe soppresso per la sua inutilità. Spero che De Giovanni si convinca, o qualcuno lo convinca, che a volte le sue digressioni non sono particolarmente utili. Esercizi di stile, ma non a livello di Queneau.
ZuZu wrote a review
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