In questo romanzo, al-Nayhum ci offre una narrazione bella e originale. Il suo racconto ha una struttura avvincente, ondeggiante e trasparente come l'acqua del mare sul quale si avventura la barca di Mas'ud al-Tabbal, l'avventuroso negro pescatore di tartarughe marine. Mas'ud ogni tanto teme di essere perseguitato dai fantasmi e dai ginn, ma non ci vuole credere, è uomo che vuole pensare con la sua testa. Beve vino per trovare forza e coraggio, però mangia polemicamente carne di maiale, e si scontra quotidianamente con il feghì, l'autorità religiosa del villaggio. Mas'ud cerca Dio dentro di sé, non crede di poterlo trovare nel pellegrinaggio rituale a La Mecca: vuole trovarlo "qui".